Sintesi del 2025: le storie del Falun Gong che hanno segnato l’ultimo anno
Praticanti del Falun Gong espongono striscioni con i caratteri cinesi: Verità, Compassione e Tolleranza, in Piazza Tienanmen a Pechino.
Nel 2025, le prove hanno continuato a dimostrare che la campagna del Partito Comunista Cinese (PCC) contro il Falun Gong rimane sistematica all’interno della Cina ed è sempre più aggressiva all’estero. Il Falun Dafa Information Center ha documentato episodi chiave che hanno colpito persone in Cina, Nord America, Sud America, Europa, Asia e Australia, dagli abusi, alle detenzioni e alle condanne in ogni parte della Cina, alle minacce, alle intimidazioni e alle operazioni di disinformazione nel resto del mondo.
Per iniziare, riassumiamo i dati più aggiornati che siamo riusciti a documentare.
In cifre*
- Morti confermate (dal 1999): 5.290
Le morti documentate per tortura e abusi all’interno della Cina sono salite ad almeno 5.290 praticanti del Falun Gong. Questo dato non include le morti causate dal prelievo forzato di organi, che secondo alcuni esperti, al culmine delle uccisioni, hanno superato le 30.000 morti all’anno (per maggiori dettagli vedi qui la sentenza finale del China Tribunal). - Detenzione e arresti arbitrari nel 2025: oltre 4.000
Sulla base delle ultime documentazioni disponibili fino all’inizio di novembre, nel 2025 i casi di detenzione e arresto in Cina hanno superato 4.000 casi. - Minacce di morte e di attentati bomba contro la diaspora e i sostenitori del Falun Gong: oltre 220
A partire dal 2024 e con un’escalation nel 2025, le comunità del Falun Gong, le organizzazioni ad esso legate e i sostenitori all’interno del governo degli Stati Uniti sono stati oggetto di minacce di morte e di attentati bomba, per alcuni dei quali la fonte è stata rintracciata a Xi’an, in Cina. - Altri dati sulla repressione transnazionale sono disponibili qui.
*Nota: queste cifre riflettono i casi documentati; a causa della censura e delle restrizioni di accesso all’interno della Cina, si ritiene che il numero reale sia molto più grande.
1) All’interno della Cina: arresti di massa e condanne più severe
Una delle tendenze più evidenti di quest’anno è stato il ricorso continuativo a operazioni coordinate su larga scala – tra cui raid, liste di obiettivi e arresti di gruppo – seguite da detenzioni e condanne. Un esempio lampante è stato l’arresto di massa di trenta praticanti del Falun Gong avvenuto il 29 settembre a Jinan, nello Shandong, con detenzioni successive ancora in corso al momento della stesura di questo rapporto.
Un altro esempio proviene dallo Shanxi: a novembre abbiamo pubblicato un filmato esclusivo ripreso da un videocitofono che mostrava diversi agenti in borghese molestare e arrestare Chen Zhongli (陈忠丽), un’anziana madre.
2) La repressione transnazionale si intensifica e diventa più sfrontata
Minacce riconducibili alla Cina
Un importante sviluppo è venuto dall’Ufficio investigativo criminale di Taiwan, che ha rintracciato l’origine delle minacce di attentati bomba contro Shen Yun (e, in alcuni casi, contro funzionari governativi) a un’entità cinese, indicata come l’Istituto di ricerca Huawei di Xi’an.
Intimidazioni in Europa: “Una volta che abbiamo i vostri nomi…”
Nel mese di agosto, l’ex capo dell’esecutivo di Hong Kong Leung Chun-ying (CY Leung) ha avvicinato i praticanti del Falun Gong in un parco di Helsinki e ha fatto dichiarazioni minacciose davanti alle telecamere, lasciando intendere che il governo di Hong Kong aver sorvegliato e identificato i praticanti del Falun Gong sin da quando lui era in carica.
Molestie e attivismo per procura a New York
Negli Stati Uniti, un rapporto del FDIC ha rivelato le attività di un noto personaggio legato al Partito Comunista Cinese e di manifestanti pagati a New York, dimostrando come le campagne di pressione possano avvalersi di intermediari locali e della coercizione della comunità per diffondere disinformazione.
3) Attività normativa a Washington: la punibilità e responsabilità guadagnano slancio
Una pietra miliare fondamentale di quest’anno è stata l’approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti del Falun Gong Protection Act (H.R. 1540) con voto unanime il 5 maggio, volto a contrastare la persecuzione e ad affrontare gli abusi legati al prelievo forzato di organi.
A dicembre, anche la Congressional-Executive Commission on China ha pubblicato un importante rapporto annuale che segnala esplicitamente le persecuzioni in corso e fa riferimento alle accuse di prelievo di organi autorizzato dallo Stato.
4) Il campo di battaglia tecnologico e informativo: censura, bot e intelligenza artificiale
X rimuove attività coordinate di bot
A marzo, X ha rimosso dalla piattaforma reti di account coinvolti in attività coordinate contro il Falun Gong e la Shen Yun Performing Arts.
DeepSeek e il futuro della censura integrata
A settembre, una nuova ricerca di CrowdStrike riportata dal Wall Street Journal ha evidenziato che DeepSeek ha rifiutato con elevata frequenza alcune richieste immediate legate al Falun Gong, dimostrando che le pericolose e discriminatorie norme di censura allineate al PCC si sono diffuse a livello globale attraverso la tecnologia d’uso comune e a duplice uso.
5) Un titolo che non capita spesso: successi nel salvataggio di un familiare
Tra le continue notizie di violazioni dei diritti umani e tirannia, il 2025 ha portato anche momenti di sollievo e, con essi, la prova che un impegno costante può cambiare le cose.
- Alla ricerca della libertà in Inghilterra: A luglio, dopo anni di detenzione, sorveglianza e restrizioni agli spostamenti, la signora Liu Pintong è riuscita ad arrivare nel Regno Unito e a ricongiungersi con suo figlio, grazie al costante impegno della sua famiglia per salvarla. Poco dopo ha ottenuto l’asilo politico.
- Riunione per il Giorno del Ringraziamento: Tom Hua, rifugiato riconosciuto dall’UNHCR, si è ricongiunto con la moglie e la figlia negli Stati Uniti dopo un decennio di separazione, festeggiando insieme il loro primo Giorno del Ringraziamento. Abbiamo ritardato la pubblicazione di questa storia per motivi di sicurezza.
Guardando al 2026
Il filo conduttore del 2025 è stato inequivocabile: la persecuzione all’interno della Cina rimane grave, con la tecnologia che gioca un ruolo sempre più importante, mentre le campagne di pressione all’estero si stanno espandendo e diventando molto più sofisticate, dalle minacce e intimidazioni alla manipolazione online e ai nuovi vettori tecnologici. Allo stesso tempo, stanno crescendo gli strumenti di azione politica e di accertamento della responsabilità, e i successi nel salvataggio dei familiari perseguitati dimostrano che le campagne di soccorso mirate sono ancora importanti.
Se ritieni questa sintesi utile, condividi questi sviluppi e queste tendenze con qualcuno che abbia influenza sulla politica, sui media o sulla società civile, e mantieni viva l’attenzione su queste storie.
Ci rivediamo nel 2026!
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Articolo originale inglese: 2025 Recap: The Falun Gong Stories That Shaped the Year









