Aggiornamento sulla repressione transnazionale – Giugno 2026

Aggressioni fisiche, furti d'identità e minacce di morte colpiscono le comunità del Falun Gong e gli spettacoli di Shen Yun (dati aggiornati al 30 giugno 2026)

Gli episodi di repressione transnazionale contro i praticanti del Falun Gong e la compagnia Shen Yun Performing Arts sono proseguiti per tutto il mese di giugno 2026, con almeno 10 casi documentati tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Corea del Sud, Giappone e Taiwan. Tra gli incidenti di giugno si registrano due aggressioni fisiche ai danni di punti informativi del Falun Gong, oltre ad un continuo ricorso al furto d’identità. In questi casi, i mittenti si sono spacciati per i mezzi di comunicazione fondati dai praticanti stessi, per il Falun Dafa Information Center (FDIC) o persino per il fondatore del Falun Gong, al fine di diffondere minacce e falsi allarmi. Diverse minacce si sono concentrate nel periodo dell’anniversario del massacro di Piazza Tiananmen del 4 giugno.

Aggressioni fisiche

A giugno 2026 sono stati documentati due attacchi violenti contro punti informativi pubblici del Falun Gong; in entrambi i casi si sono registrati danni materiali e, in un’occasione, il ferimento di alcuni praticanti.

Il 2 giugno a Jeju, in Corea del Sud, tre uomini cinesi hanno aggredito un punto informativo del Falun Gong all’esterno dello Shilla Duty Free Store, nel distretto di Yeon-dong, dove otto praticanti stavano tenendo una manifestazione pacifica e legale. Gli uomini hanno iniziato a urlare pretendendo la rimozione dei pannelli espositivi, per poi passare all’uso della violenza. I praticanti feriti hanno presentato i referti medici alla polizia. I poliziotti coreani hanno arrestato i tre uomini sul posto in flagranza di reato, con le accuse di turbativa di pubblica riunione, lesioni personali e danneggiamento di proprietà.

Il 4 giugno a Londra, nel Regno Unito, un punto informativo del Falun Gong situato presso l’ingresso principale del British Museum è stato attaccato due volte, una dopo l’altra. Mentre la praticante Tan Hongyun stava distribuendo volantini informativi ai passanti, un uomo dall’aspetto asiatico ha improvvisamente strappato un pannello espositivo accanto a lei, scaraventandolo a terra. Quando la signora Tan si è avvicinata per chiedere spiegazioni sul gesto, l’uomo si è allontanato rapidamente, protetto e scortato da altre tre persone. Poco dopo, sul lato opposto dell’ingresso principale del museo, altri due uomini dall’aspetto asiatico hanno danneggiato un secondo pannello. Quando un praticante di cognome Li è intervenuto per fermarli, è stato spintonato con forza; gli uomini lo hanno insultato e, prima di andarsene, uno di loro lo ha fotografato da vicino rivolgendogli delle minacce. Due passanti occidentali sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Questo è almeno il secondo episodio quest’anno di aggressione in questo luogo a Londra. Il 23 febbraio, la praticante del Falun Gong Zhang Chunping era stata violentemente aggredita nei pressi dell’ingresso posteriore del British Museum dall’autista di un autobus turistico, che le aveva strappato lo striscione, le aveva spaccato il telefono e l’aveva ripetutamente colpita e spinta a terra. La polizia di Londra ha aperto un’indagine penale dopo che alcuni testimoni hanno fornito i video dell’accaduto e la targa del veicolo.

Molestie online e furto d’identità

Il furto d’identità ai danni di organizzazioni e membri legati al Falun Gong — una tattica già osservata ripetutamente negli ultimi due anni — è continuato per tutto il mese di giugno, estendendosi a nuovi bersagli, tra cui gruppi pro-democrazia cinesi ee eventi di commemorazione del 4 giugno.

  • Il 3 giugno, un messaggio inviato tramite il modulo di contatto pubblico del Falun Dafa Information Center (dall’indirizzo IP 165.154.112.56, lo stesso usato per una minaccia il 15 maggio) ha impersonato NTD Television (un media fondato da praticanti del Falun Gong), usando il nome di Wang Dan, un noto dissidente durante le proteste degli studenti di Tiananmen nel 1986. Il messaggio sosteneva che diverse sedi statunitensi che ospitavano le commemorazioni del 4 giugno fossero “già state infiltrate” e avvertiva che, all’inizio delle attività, sarebbero scattati attacchi coordinati, inclusi colpi di arma da fuoco “direttamente alla testa”.
  • Il 5 e 6 giugno, un indirizzo Proton Mail contraffatto ([email protected]), creato per impersonare il Falun Dafa Information Center, ha inviato minacce di violenza infondate a due destinatari. Questo indirizzo Proton Mail non è un canale ufficiale della nostra organizzazione; l’unico contatto ufficiale è [email protected]. L’organizzazione non utilizza alcun servizio su Proton. Il primo messaggio, inviato all’edizione taiwanese di The Epoch Times, sosteneva che il Falun Dafa Information Center avesse ricevuto “informazioni riservate verificate” secondo cui individui non identificati stavano preparando armi, comprese armi da fuoco, per rapire, aggredire o sparare ai membri di Shen Yun Performing Arts e ai loro collaboratori. Il secondo, inviato a un referente del China Democracy Party negli Stati Uniti, dichiarava che i membri del partito sarebbero stati, “uno dopo l’altro”, rapinati, uccisi, rapiti, investiti da auto o le loro case sarebbero andate a fuoco nel giro di due mesi. Entrambi i messaggi hanno impersonato il Falun Dafa Information Center per diffondere terrore e false informazioni su presunte minacce.
  • Il 24 giugno, un modulo di contatto compilato sul sito dello Shinjuku Cultural Center di Tokyo — la stessa struttura giapponese già presa di mira più volte a maggio — ha utilizzato illegittimamente sia il nome del fondatore del Falun Gong, Li Hongzhi, sia l’indirizzo email dello Shen Yun Arts Proficiency Assessment Center. Il messaggio avvertiva che “un attacco terroristico si verificherà al Santuario Yasukuni” entro tre giorni.

Minacce di bomba e di morte

Minacce dirette di violenza hanno preso di mira un mezzo di comunicazione di Taiwan, il campus di Dragon Springs e uno spettacolo di Shen Yun a Toronto.

  • Il 4 giugno, proprio il giorno dell’anniversario del massacro di piazza Tiananmen, una minaccia di bomba è stata inviata via email all’edizione taiwanese di The Epoch Times. Il testo affermava che dell’esplosivo C4 era stato piazzato presso la sede del giornale nel distretto Neihu di Taipei e che sarebbe stato fatto esplodere se tutti i contenuti relativi al 4 giugno non fossero stati cancellati e rimossi entro le ore 15:00. Il mittente ha usato il nome Wuer Kaixi, un leader studentesco di piazza Tiananmen, e un indirizzo email che imitava quello di NTD.
  • Il 7 giugno, tramite la chat dal vivo dello Shen Yun Arts Proficiency Assessment Center (IP 154.23.238.117), è stata inviata una minaccia il cui mittente si spacciava per un redattore di The Epoch Times, affermando: “Presto andremo al Tempio di Dragon Springs e gli daremo fuoco”.
  • L’11 giugno, la chat dal vivo del sito della biglietteria ufficiale di Shen Yun ha ricevuto lo stesso messaggio di minaccia per 54 volte consecutive, prendendo di mira lo spettacolo di Shen Yun del 25 giugno a Toronto. Inviato da un indirizzo IP di Kowloon, Hong Kong (154.23.238.114), e spacciandosi ancora una volta per un redattore di The Epoch Times, il messaggio avvertiva: “Chiunque osi trasmettere Shen Yun affronterà un grave pericolo — il Primo Ministro canadese, il personale del teatro e tutti gli altri collaboratori!”.
  • Il 26 giugno, un messaggio inviato al modulo di contatto del Falun Dafa Information Center (IP 154.23.238.117, lo stesso dell’allarme incendio del 7 giugno) sosteneva che le scorte alimentari di Dragon Springs fossero “già state compromesse” e che entro sei mesi si sarebbe verificato un grave avvelenamento che avrebbe ucciso o ferito molte persone, aggiungendo che l’evento era “inarrestabile” anche a fronte di un avviso preventivo.

Considerati nel loro insieme, questi episodi portano a 302 il numero totale di minacce di morte, inviate in modo anonimo, dal marzo 2024 per intimidire i praticanti del Falun Gong e scoraggiare il sostegno al Falun Gong e a Shen Yun, secondo il registro degli incidenti del Falun Dafa Information Center aggiornato al 30 giugno.

Sebbene finora le minacce anonime non abbiano causato danni fisici, le aggressioni di giugno in Corea del Sud e nel Regno Unito dimostrano che la campagna contro le comunità del Falun Gong non si limita all’intimidazione online. Tutti gli incidenti sono stati segnalati alle forze dell’ordine e sono oggetto di indagine.

Contesto e schema ricorrente

Gli episodi di giugno mostrano i tratti distintivi di una campagna coordinata e ricorrente: il riutilizzo di indirizzi IP per minacce distinte (la sottorete 154.23.238.x in tre casi; l’IP 165.154.112.56 corrispondente a un invio di maggio), il furto d’identità di testate giornalistiche fondate da praticanti del Falun Gong come The Epoch Times e NTD, l’impersonificazione del Falun Dafa Information Center stesso e l’uso di falsi mittenti con i nomi di noti dissidenti cinesi. Il fatto che le minacce si siano concentrate attorno all’anniversario di Tiananmen del 4 giugno e l’estensione dei falsi avvisi del FDIC al China Democracy Party indicano che la campagna non prende di mira solo il Falun Gong, ma la più ampia comunità di dissidenti della diaspora cinese.

Tutti gli incidenti sono stati denunciati alle autorità giudiziarie competenti nei rispettivi paesi e rimangono oggetto di indagine.

Per ulteriori informazioni o assistenza, vi preghiamo di contattarci all’indirizzo [email protected].

Articolo inglese originale: June 2026 Transnational Repression Update

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