Il Partito Comunista Cinese prende di mira Shen Yun

Nel maggio 2023, l’FBI ha arrestato due uomini cinesi sorpresi a tentare di corrompere un funzionario federale statunitense secondo un piano per “abbattere” Shen Yun.

Ma questi arresti sono solo la punta dell’iceberg…

Per più di 15 anni infatti, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha condotto una campagna globale contro Shen Yun, fatta di illecite pressioni diplomatiche, sabotaggio, corruzione, disinformazione e persino attacchi fisici avvenuti in cinque continenti.

Documenti interni al partito rivelano che le istruzioni per sabotare Shen Yun provengono dai vertici del PCC. Le autorità centrali hanno emesso direttive che considerano la soppressione di Shen Yun “una parte importante della… lotta contro il Falun Gong”, mentre i funzionari di livello inferiore ordinano una “repressione mirata” del gruppo.

In una recente inchiesta esclusiva , il Falun Dafa Information Center ha documentato più di 130 episodi di interferenza da parte di funzionari cinesi o di loro delegati contro Shen Yun, avvenuti dal 2007 in 38 paesi, tra cui gli Stati Uniti.

Perché il PCC prende di mira Shen Yun?

Per quasi 25 anni il PCC ha tentato di sradicare e demonizzare il Falun Gong, oltre a distruggere la cultura tradizionale cinese, al fine di instillare il marxismo nella gente. Tutti ciò viene mostrato sul palco nello spettacolo di Shen Yun, che porta in scena l’autentica cultura cinese, abilità artistiche di livello mondiale dei praticanti del Falun Gong e le storie sulla crudele persecuzione condotta dal PCC. Pertanto, il PCC considera il lavoro di Shen Yun una minaccia alla sua legittimità e vede il successo della compagnia come una minaccia esistenziale al suo potere. Secondo un avviso interno del Partito Comunista del 2010, “combattere e reprimere… Shen Yun” è considerata una priorità.

Diplomazia criminale

La tattica più visibile utilizzata dal PCC è l’impiego di diplomatici cinesi per esercitare pressioni dirette sui direttori dei teatri e sui funzionari del governo locale. Nella maggior parte delle città in cui Shen Yun si è esibito, il direttore del teatro, e talvolta anche il sindaco, hanno ricevuto una lettera, una email e persino una visita personale da parte del consolato cinese locale che chiedeva di non permettere a Shen Yun di esibirsi. Tale pressione è spesso accompagnata da minacce di “ripercussioni” economiche e politiche. Nella maggior parte dei casi, la risposta dei direttori dei teatri o dei sindaci è chiara e provocatoria, ma alcuni hanno ceduto alle pressioni del PCC.

Pericoli sulla strada

Nel 2010, una serie di casi di sabotaggio di veicoli ha reso evidente che le vite degli artisti di Shen Yun potevano essere a rischio. In città come Chicago, Atlanta, Fort Worth e Little Rock, gli artisti, lo staff e i volontari locali di Shen Yun sono tornati a bordo dei loro veicoli, i quali presentavano tagli sugli pneumatici o sostanze chimiche corrosive versate sui freni; tali atti di sabotaggio sono avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro e contemporaneamente ad incidenti simili avvenuti in Canada, il che implica un attacco coordinato in più Paesi.

In più occasioni, i tagli degli pneumatici sono stati effettuati in modo preciso perché non si sgonfiassero immediatamente, ma piuttosto perché scoppiassero alle alte velocità. Questi tagli sono stati effettuati sulle gomme anteriori, per aumentare la probabilità di perdita di controllo dei veicoli. Dal 2010 ad oggi, i veicoli di Shen Yun sono sorvegliati 24 ore su 24 per prevenire ulteriori sabotaggi.

Nel mirino c’è il campus

Il centro di formazione di Shen Yun si trova in un campus di 400 acri nello Stato di New York, chiamato Dragon Springs. Secondo documenti del PCC trapelati, colpirlo è una priorità per il regime. Il campus ha subito infatti atti di vandalismo, frequente spionaggio tramite droni, cause legali futili intentate da gruppi legati alla Cina e campagne localizzate sui social media che diffondono falsità. Le forze dell’ordine si sono mobilitate per proteggere il luogo dalle minacce di individui di nazionalità cinese. In un caso senza precedenti, i procuratori federali degli Stati Uniti hanno accusato due uomini della zona di aver tentato di corrompere un funzionario federale per prendere di mira la Shen Yun Performing Arts.

Disinformazione

La disinformazione è una tattica fondamentale utilizzata dal PCC per attaccare i suoi presunti nemici e la campagna contro Shen Yun non è diversa. La disinformazione rivolta a Shen Yun rientra in tre categorie distinte:

1. False notizie fornite dai diplomatici cinesi ai direttori dei teatri e ai leader dei governi locali. Insieme alle minacce di rappresaglie economiche, queste affermazioni vengono trasmesse come parte della campagna di pressione per impedire loro di ospitare o assistere agli spettacoli di Shen Yun. Esempi includono le accuse del PCC secondo cui il Falun Gong è una “setta” e Shen Yun uno spettacolo di “propaganda” per il Falun Gong stesso, così come altre disinformazioni anti-Falun Gong, centrali nella campagna del regime per demonizzare ed eliminare la pratica spirituale. Queste affermazioni sono state ripetutamente smentite. Ad esempio, esperti e giornalisti cinesi, tra cui Arthur Waldron dell’Università della Pennsylvania e il giornalista vincitore del Premio Pulitzer Ian Johnson, hanno definito inappropriata e falsa la definizione del Falun Gong come “setta”. Al contrario, il professor Waldron ha elogiato Shen Yun come un “autentico tesoro” della civiltà cinese.

2. Campagne mirate sui social media che diffondono deliberatamente bugie. Uno degli esempi più lampanti di questa tattica è stata una campagna di dicerie del febbraio 2020 a Salt Lake City, Utah che ha avuto origine su WeChat, una piattaforma di social media di proprietà della società cinese Tencent. La campagna diffondeva menzogne secondo cui gli artisti di Shen Yun provenissero dalla Cina e fossero quindi portatori del COVID, incoraggiando i potenziali spettatori a non partecipare ai prossimi spettacoli e spingendo molti a chiamare direttamente il teatro per lamentarsi.

L’impatto della campagna è stato così vasto che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani dello Utah ha pubblicato un messaggio su Twitter in cui si denunciava la falsità di tali voci. Infatti Shen Yun è di New York e, in effetti, non può nemmeno esibirsi in Cina, per non parlare di essere “originario” di quel Paese. Nel giro di 48 ore, su Facebook sono apparse campagne simili che prendevano di mira il centro di training di Shen Yun nello Stato di New York.

3. La diffusione di falsi racconti sul Falun Gong e su Shen Yun che potrebbero essere ripresi dai media occidentali. L’esempio più diretto è stato un inserto a pagamento del quotidiano statale cinese China Daily, pubblicato nel gennaio 2017 sui principali quotidiani di Stati Uniti, Europa e Australia, tra cui The Wall Street Journal , The Washington Post e The London Telegraph. Il titolo dell’articolo considera Shen Yun come “una blasfemia che si maschera da arte”; a un occhio poco attento appare come un normale articolo scritto da un giornale locale. In realtà è parte di una campagna orchestrata dal PCC per inserire contenuti gestiti dallo Stato negli organi di informazione globali.

Recentemente, la tattica del regime si è spostata invece verso la promozione di affermazioni attentamente calibrate sul Falun Gong che si riferiscono ad argomenti sensibili in Occidente, che indirettamente inducono alcune società di media occidentali ad adottare queste narrazioni per attaccare Shen Yun. Tra gli esempi c’è la falsa accusa che il Falun Gong sia razzista perché “proibisce il matrimonio tra diverse etnie”. Questa narrazione è apparsa per la prima volta nelle versioni in lingua inglese dei siti web del governo cinese (questa narrazione è notevolmente assente dalla disinformazione sul Falun Gong diffusa in Cina, dove le relazioni etniche non sono una questione sociale dominante). È stata ripresa da diversi mezzi di informazione sospetti che diffondono la propaganda del PCC, prima di apparire in alcune pubblicazioni dei media occidentali. Le uniche fonti di tali accuse sono la propaganda del PCC e le dichiarazioni dei simpatizzanti del partito stesso.

La realtà racconta una storia molto diversa. Nelle comunità del Falun Gong di tutto il mondo, i matrimoni interrazziali e i figli di razza mista sono comuni, e i coniugi dei matrimoni interrazziali ricoprono ruoli di rilievo nel Falun Gong, come rappresentanti della comunità, o come primi ballerini, musicisti o di Shen Yun.

Nei media

CHINA UNSCRIPTED Il direttore esecutivo del Falun Dafa Information Center Levi Browde, siede con il team di China Unscripted per discutere i principali risultati, casi e raccomandazioni di un nuovo rapporto speciale sulla campagna globale del PCC contro Shen Yun.


AMERICAN THOUGHT LEADERS Il presentatore di Shen Yun Leeshai Lemish parla di delinquenza diplomatica, del taglio dei pneumatici degli autobus e di altre tattiche illecite impiegate dal PCC per mettere a tacere e diffamare Shen Yun.


AMERICAN THOUGHT LEADERS Il direttore di Shen Yun, Jared Madsen, e il direttore d’orchestra, Ying Chen, offrono una panoramica sulla crescita e sul successo di Shen Yun e sul motivo per cui il PCC vuole cancellare la compagnia in tutto il mondo.

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