I nostri casi documentati, le statistiche e le analisi si basano su rapporti provenienti da diverse fonti di alta qualità. Ecco un approfondimento su cinque delle fonti più comuni…

Centinaia di persone che sono fuggite dalla Cina portano con sé non solo storie strazianti di abusi, ma spesso anche cicatrici e talvolta persino foto, video o documenti della polizia che confermano i loro racconti.

Anche decine di persone che sono state salvate dalle carceri cinesi grazie agli sforzi internazionali con le loro testimonianze personali contribuiscono a completare la storia.

Testimonianze di prima mano sono anche quelle di coloro che sono morti a causa della persecuzione, ma le cui storie sono state registrate e portate fuori dalla Cina.

Negli ultimi due decenni, i redattori di Minghui.org hanno ricevuto decine di migliaia di resoconti di prima mano da tutta la Cina – più di qualsiasi altra organizzazione al mondo. Questa rete ampia rete di eroici cittadini giornalisti si estende in ogni provincia della Cina e fornisce quotidianamente resoconti di ciò che accade sul campo, spesso con grande rischio per se stessi.

Per saperne di più Minghui.org.

Negli ultimi due decenni, un’ampia gamma di gruppi internazionali per i diritti umani e di organismi internazionali come le Nazioni Unite hanno documentato e raccontato in modo indipendente le sistematiche violazioni dei diritti – tra cui torture e morti in custodia – subite da coloro che praticano il Falun Gong in Cina.

Di seguito alcuni esempi…

Freedom House, 2017: “I praticanti del Falun Gong in tutta la Cina sono soggetti a sorveglianza diffusa, detenzione arbitraria, imprigionamento e tortura, e sono ad alto rischio di esecuzione extragiudiziale”. Freedom House ha verificato in modo indipendente 933 casi di aderenti al Falun Gong condannati a pene detentive fino a 12 anni tra il 1° gennaio 2013 e il 1° giugno 2016, spesso per aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione oltre a quello alla libertà di religione.” (vedi rapporti di Freedom House sul Falun Gong)

Amnesty International Rapporto annuale, 2018: “I praticanti del Falun Gong hanno continuato a subire persecuzioni, detenzioni arbitrarie, processi iniqui, torture e altri maltrattamenti”. (vedi i rapporti di Amnesty International sul Falun Gong

Vedi lista completa di documentazioni indipendenti.

Quando 20 anni fa il Partito Comunista Cinese lanciò la campagna di persecuzione contro il Falun Gong, il mondo fu comprensibilmente colto di sorpresa. Dopo tutto, la maggior parte degli occidentali non aveva mai sentito parlare del Falun Gong. Anche se c’è voluto un po’ di tempo per capire i fatti in mezzo alla propaganda del regime cinese, molti media occidentali hanno presto imparato a conoscerli. 

Il Wall Street Journal ha vinto un Premio Pulitzer in una serie di articoli che denunciavano la campagna di violenza contro i praticanti del Falun Gong. Il Washington Post e altri hanno poi fatto lo stesso, con i loro servizi giornalistici, rivelando gli ordini dall’alto di Pechino di usare la tortura e la propaganda per “spezzare” il Falun Gong.

Ethan Gutmann, scrittore investigativo statunitense, difensore dei diritti umani, osservatore della Cina e autore di numerose pubblicazioni, è noto soprattutto per i suoi due libri: Losing the New China: A Story of American Commerce, Desire and Betrayal e The Slaughter: Mass Killings, Organ Harvesting, and China’s Secret Solution to Its Dissident Problem. Ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti, alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, al Parlamento europeo e alle Nazioni Unite.

Purtroppo, negli ultimi anni, a causa dell’influenza politica ed economica del PCC i media occidentali hanno smesso di pubblicare informazioni sulla persecuzione del Falun Gong e forse peggio ancora hanno iniziato a pubblicare contenuti falsi e diffamatori sul Falun Gong originariamente creati dal PCC.

Esaminate una collezione completa di fonti di giornalismo investigativo

Ironia della sorte, molti casi di abusi e tendenze possono essere incrociati con i siti web dei governi cinesi locali, che a volte confermano involontariamente i dettagli della campagna contro il Falun Gong. Questo non è troppo comune, ma occasionalmente fornisce ulteriori prove degli abusi subito dai praticanti del Falun Gong.

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