Il ministro della Sicurezza del Regno Unito condanna l’aggressione di un praticante del Falun Gong fuori dal British Museum e ribadisce la tolleranza zero nei confronti della repressione transnazionale
Il ministro britannico per la Sicurezza, Dan Jarvis, e la sua lettera a Lord Alton di Liverpool (David Alton) in merito all'aggressione. (Fonte foto: gov.uk; Fonte lettera: Associazione britannica Falun Dafa)
Il ministro britannico per la Sicurezza, Dan Jarvis, ha condannato con forza la violenta aggressione subita da una praticante del Falun Gong fuori dal British Museum e ha ribadito che il Regno Unito «non tollererà mai» forme di repressione o intimidazione transnazionali rivolte a persone che si trovano sul suolo britannico.
In una lettera datata 15 aprile indirizzata a David Alton, Jarvis ha espresso solidarietà alla praticante del Falun Gong, la signora Zhang Chunping, e ha sottolineato che tutte le comunità nel Regno Unito hanno il diritto di praticare le proprie credenze pacificamente e senza paura.

«Qualsiasi tentativo di intimidire, molestare o nuocere alle persone sul territorio britannico è del tutto inaccettabile e non sarà mai tollerato», ha scritto Jarvis. «I praticanti del Falun Gong, come tutte le comunità del Regno Unito, hanno il diritto di praticare le proprie credenze in modo pacifico e senza timori».
Le osservazioni del ministro sono giunte in risposta alle preoccupazioni sollevate dal dottor Wei Liu riguardo all’aggressione del 23 febbraio contro la signora Zhang e alle più ampie intimidazioni subite dai praticanti del Falun Gong in Gran Bretagna.
Aggressione oggetto di indagine penale
L’aggressione è avvenuta intorno alle 12:30 del 23 febbraio nei pressi dell’ingresso posteriore del British Museum, nel centro di Londra, dove i praticanti del Falun Gong gestiscono da tempo uno stand informativo autorizzato per presentare questa pratica spirituale ai visitatori e contrastare la propaganda diffusa dal Partito Comunista Cinese (PCC).
Secondo alcuni testimoni, la signora Zhang stava parlando con alcuni turisti cinesi quando è scoppiato un litigio con una guida turistica che contestava la sua presenza.
Secondo quanto riferito, l’autista di un autobus turistico sarebbe sceso dal veicolo, avrebbe strappato lo striscione alla signora Zhang e le avrebbe distrutto il cellulare. Quando la signora Zhang ha cercato di chiamare la polizia e di impedire all’autista di andarsene, questi l’avrebbe spinta a terra, provocandole ferite alla testa.
I testimoni hanno riferito che l’aggressore avrebbe poi afferrato la signora Zhang per il collo e le avrebbe sferrato un pugno all’occhio, facendola cadere a terra una seconda volta, per poi continuare a colpirla mentre le stava a cavalcioni a terra. Dopo che un passante è intervenuto per aiutarla a rialzarsi, l’autista l’avrebbe aggredita nuovamente prima di tornare sull’autobus.
Mentre l’autobus partiva, l’autista avrebbe dato un calcio alla mano della signora Zhang quando lei ha cercato di bloccare la porta del veicolo. Alcuni testimoni hanno filmato l’incidente e hanno fornito alla polizia il filmato e il numero di targa dell’autobus.
La Polizia Metropolitana ha successivamente avviato un’indagine penale in merito all’aggressione.
Jarvis ha affermato che riteneva opportuno commentare i dettagli di un’indagine in corso, ma ha sottolineato che episodi di questo tipo vengono trattati con «estrema serietà» dalle autorità britanniche.
Il Regno Unito affronta la repressione transnazionale
Nella sua lettera, Jarvis ha anche affrontato questioni più ampie relative alla repressione transnazionale (TNR), ovvero la pratica con cui governi stranieri prendono di mira dissidenti, attivisti, fedeli o comunità della diaspora all’estero attraverso molestie, sorveglianza, intimidazioni o violenze.
«Il Governo prende molto sul serio la tutela dei diritti, delle libertà e della sicurezza delle persone», ha scritto. «Qualsiasi reato diretto da uno Stato straniero contro un individuo nel Regno Unito non sarà mai tollerato».
Jarvis ha illustrato diverse misure adottate dal governo britannico a seguito di una revisione condotta dalla Defending Democracy Taskforce del Regno Unito, tra cui l’attuazione del National Security Act 2023 per contrastare le minacce collegate ad attori statali stranieri, una formazione specializzata sulla TNR in tutte le 45 forze di polizia territoriali e la creazione di un team di coordinamento dedicato alla TNR all’interno del Ministero dell’Interno.
Il governo britannico ha inoltre recentemente aggiornato e ampliato le proprie linee guida pubbliche sulla repressione transnazionale tramite il sito web del Ministero dell’Interno, fornendo consigli pratici alle persone che ritengono di poter essere oggetto di intimidazioni o molestie da parte di Stati stranieri.
Le linee guida descrivono la repressione transnazionale come una serie di reati perpetrati da Stati stranieri contro individui nel Regno Unito, tra cui molestie, sorveglianza, campagne di disinformazione online, stalking, violenza fisica e minacce. Sottolineano che “i tentativi da parte di Stati stranieri di danneggiare o intimidire individui nel Regno Unito non saranno tollerati”.
Le linee guida aggiornate incoraggiano inoltre le vittime a segnalare gli incidenti alla polizia e delineano misure di sicurezza personale e informatica per le persone che potrebbero trovarsi ad affrontare rischi elevati, tra cui attivisti, dissidenti e credenti religiosi presi di mira da governi stranieri.
La pubblicazione delle linee guida aggiornate arriva in un momento di crescente attenzione in Gran Bretagna sulle intimidazioni estere che prendono di mira la diaspora e le comunità religiose, compresi i praticanti del Falun Gong.
Le voci dei legislatori britannici

A seguito dell’incidente, l’Associazione Falun Dafa britannica ha ricevuto anche lettere dai parlamentari Feryal Clark, Preet Kaur Gill, Jo Platt, Patricia Ferguson, Cameron Thomas e Mark Pritchard, nelle quali si esprimeva preoccupazione per l’aggressione subita dal praticante del Falun Gong e si ribadiva che qualsiasi tentativo da parte di un governo straniero di molestare, intimidire o danneggiare individui o gruppi all’interno del Regno Unito è inaccettabile e non sarà tollerato.
Feryal Clark, rispondendo alle preoccupazioni dei suoi elettori, ha dichiarato:
Molti elettori hanno espresso profonda preoccupazione per le notizie relative alle restrizioni alla libertà di religione e di credo in Cina, compreso il trattamento riservato ai praticanti del Falun Gong.
Clark ha inoltre sottolineato le preoccupazioni relative alla sicurezza delle persone in Gran Bretagna, che potrebbero subire pressioni o vessazioni legate a governi stranieri, sottolineando che il Ministero dell’Interno considera tali attività una minaccia alla sicurezza nazionale che «non sarà tollerata».
Anche Preet Kaur Gill si è detta «profondamente preoccupata» per l’aggressione avvenuta il 23 febbraio fuori dal British Museum e ha osservato che recentemente sono state sollevate diverse interrogazioni parlamentari riguardanti il Falun Gong e Shen Yun.
Gill ha fatto riferimento a una risposta del governo del 6 marzo in cui si afferma che la Gran Bretagna si impegna a proteggere la libertà di religione o di credo, compresi i diritti dei praticanti del Falun Gong e della Shen Yun Performing Arts. La risposta ha inoltre affermato che il governo possiede “un’ampia serie di poteri” per contrastare le interferenze straniere, comprese le attività che potrebbero costituire forme di repressione transnazionale.
Jo Platt ha inoltre sottolineato che il governo britannico riconosce la libertà di religione o di credo come un diritto fondamentale e ha ribadito che qualsiasi tentativo da parte di potenze straniere di intimidire o molestare individui sul suolo britannico è considerato una minaccia alla sicurezza nazionale e alla sovranità.
Nel frattempo, Patricia Ferguson ha definito «profondamente preoccupante» il trattamento riservato dal Partito Comunista Cinese ai musulmani uiguri, ai cristiani, ai buddisti e ai praticanti del Falun Gong, affermando che tali questioni «devono essere trattate con la massima serietà».
Ferguson ha inoltre fatto riferimento a una nuova iniziativa di formazione del governo britannico annunciata nel marzo 2025, volta a migliorare la consapevolezza e la capacità di risposta delle forze di polizia in prima linea alle minacce legate ad attori statali stranieri.
Da parte sua, l’ufficio di Cameron Thomas ha dichiarato che sia il deputato che i Liberal Democratici sono sempre più preoccupati per quella che hanno definito la crescente assertività del Partito Comunista Cinese sia nel Regno Unito che a livello internazionale.
L’ufficio ha dichiarato che Thomas «riconosce pienamente la minaccia che la Cina rappresenta per la nostra democrazia in patria e all’estero» e continuerà a sollecitare il governo a difendere le libertà britanniche e gli interessi nazionali.







