I praticanti del Falun Gong di tutto il mondo commemorano il 26° anniversario dello storico appello pacifico a Pechino
Oltre 10.000 praticanti del Falun Gong si sono riuniti pacificamente il 25 aprile 1999 in via Fuyou a Pechino per lanciare un appello.
NEW YORK – Il 25 aprile 2025 segna il 26° anniversario dello storico appello pacifico di oltre 10.000 praticanti del Falun Gong a Pechino. È un evento che ha catturato l’attenzione mondiale per la sua dimostrazione di disciplina, compassione e integrità civica. In tutto il mondo, i praticanti di New York, Londra, Toronto, Melbourne, Taipei, Sydney, Berlino, Auckland e altre città si stanno riunendo per commemorare questo giorno con eventi che promuovono la pace, i diritti umani e la libertà spirituale.
Il 25 aprile 1999, 10000 praticanti del Falun Gong si riunirono in silenzio davanti all’Ufficio degli appelli del Consiglio di Stato, vicino a Zhongnanhai, il complesso del governo centrale di Pechino. Il loro obiettivo: chiedere il rilascio di decine di praticanti detenuti illegalmente a Tianjin, revocare il divieto di pubblicazione dei libri del Falun Gong e ripristinare un ambiente legale per la pratica spirituale.
Nonostante la grande affluenza di persone, l’appello fu del tutto pacifico. Non c’erano striscioni, né slogan, né contestazioni, ma solo un tranquillo appello alla giustizia. Il premier Zhu Rongji incontrò i rappresentanti dei praticanti e ordinò il rilascio dei detenuti. La folla si disperse tranquillamente, raccolsero persino i rifiuti prima di andarsene. Gli osservatori elogiarono l’evento come “la petizione cittadina più razionale, pacifica e ordinata della storia moderna della Cina”.
Una pratica fondata sulla pace
Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una disciplina spirituale che affonda le sue radici nelle tradizioni buddiste. Fu introdotta da Li Hongzhi in Cina nel 1992. Enfatizzando i principi di Verità, Compassione e Tolleranza, la pratica è diventata immensamente popolare in tutta la Cina. Questo, grazie ai suoi benefici per la salute e all’attenzione per la moralità.
Negli anni ’90, tuttavia, il Falun Gong è stato sempre più attaccato da esponenti del governo cinese. Nonostante sette anni di appelli pacifici e di sensibilizzazione, la sera del 25 aprile 1999, l’allora leader del PCC Jiang Zemin emanò una direttiva per “sconfiggere” il Falun Gong. Fu una decisione personale e politica che diede il via pochi mesi dopo a una campagna di persecuzione su scala nazionale.
Commentando l’appello del 25 aprile, l’analista cinese Ethan Gutmann ha scritto su National Review: “Una società civile post-comunista in Cina includerà un ruolo per il Falun Gong, e potremo comprendere meglio la vera storia del movimento… Il Falun Gong non ha iniziato questa guerra. È stato il Partito Comunista Cinese. E il Partito dovrebbe essere ritenuto pienamente responsabile delle conseguenze”.
Una crisi dei diritti umani in corso
Dal luglio 1999, i praticanti del Falun Gong in Cina sono stati sottoposti ad arresti arbitrari, torture, lavori forzati e prelievi di organi. Indagini indipendenti – tra cui quelle condotte da avvocati, esperti medici e organizzazioni per i diritti umani – hanno confermato il ruolo del regime cinese in questi crimini contro l’umanità.
Ciononostante, i praticanti del Falun Gong continuano a rispondere con la nonviolenza, la resilienza e la compassione. “Nel corso della storia cinese, ogni volta che c’è un conflitto tra il governo e il popolo, gli esiti sono sempre due. O la ribellione violenta o la sottomissione passiva”, ha detto il dottor Larry Liu, vicedirettore del Falun Dafa Information Center, durante un webinar del 24 aprile sul dissenso in Cina. “Ma il Falun Gong non ha adottato nessuno dei due approcci. Invece, hanno dato vita al più grande movimento di disobbedienza civile della storia moderna della Cina”.
Minacce e disinformazione
Negli ultimi anni, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha esteso la sua campagna di repressione ben oltre i confini della Cina. Prende di mira i praticanti del Falun Gong con tattiche di repressione transnazionale che includono minacce di bombe, sparatorie, azioni legali e sofisticate operazioni di disinformazione.
Recentemente, la parata del 25 aprile a New York – che si tiene ogni anno per commemorare un appello pacifico dei praticanti del Falun Gong nel 1999 – è stata minacciata da individui anonimi che hanno descritto un piano violento e dettagliato per colpire i partecipanti. Un’e-mail di minaccia affermava che “granate e bombe molotov saranno lanciate alla parata e spareremo”. Fortunatamente non si è verificata alcuna violenza e l’evento si è concluso in modo sicuro.
Minacce anonime hanno preso di mira anche la Shen Yun Performing Arts, una rinomata compagnia americana di arti dello spettacolo fondata da praticanti del Falun Gong. Numerosi spettacoli di Shen Yun negli Stati Uniti, in Canada, in Europa e in Sud America sono stati oggetto di minacce violente, incluso il Kennedy Center di Washington D.C. Le indagini suggeriscono che queste minacce potrebbero essere collegate ad agenti sostenuti dallo Stato cinese. Questi cercano di intimidire il pubblico e di danneggiare la reputazione di Shen Yun. Queste minacce sono spesso accompagnate da campagne di disinformazione contro il Falun Gong e le sue entità, dalla diffusione di false narrazioni attraverso media allineati allo Stato o compromessi, da troll pagati online e da pressioni sui funzionari locali.

Questi attacchi coordinati, che includono la censura digitale, la guerra psicologica, la guerra legale e le minacce alla sicurezza pubblica, hanno messo in guardia gli esperti di sicurezza nazionale e i legislatori bipartisan. Vedono nel comportamento del PCC una minaccia diretta alle società democratiche.
Un movimento globale per la verità
Oggi il Falun Gong è praticato in oltre 100 Paesi. Il suo testo fondamentale, lo Zhuan Falun, è stato tradotto in più di 50 lingue. La Shen Yun Performing Arts, fondata da praticanti del Falun Gong negli Stati Uniti, è diventata un fenomeno culturale globale. Conta 8.000 spettacoli in oltre 200 città e promuove i valori di Verità, Compassione e Tolleranza sulla scena mondiale.
Mentre il mondo entra in un periodo di profondi cambiamenti, i praticanti ritengono che la persecuzione del Falun Gong da parte del PCC abbia rivelato la profonda bancarotta morale e politica del regime. Molti vedono l’appello del 25 aprile come un punto di svolta nella storia moderna della Cina e come un modello di resistenza pacifica.
“Mentre riflettiamo sugli ultimi 26 anni, i praticanti del Falun Gong rimangono incrollabili nel loro impegno per la pace e l’integrità morale”, ha detto Levi Browde, direttore esecutivo del Falun Dafa Information Center. “I valori di Verità, Compassione e Tolleranza sono universali. Essi illuminano un percorso per un mondo che ha bisogno di speranza e di coscienza”.
Per ulteriori informazioni o interviste con praticanti del Falun Gong, contattateci all’indirizzo [email protected].
Articolo inglese originale: Falun Gong Practitioners Worldwide Mark 26th Anniversary of Historic Peaceful Appeal in Beijing





