Interferenze straniere e repressione
del Falun Gong e di Shen Yun in Italia
Interferenze straniere e repressione del Falun Gong e di Shen Yun in Italia
Luglio 2025 – Associazione Italiana Falun Dafa
Aprile 2026 – Aggiornamento
Questo rapporto intende denunciare la repressione transnazionale del Partito Comunista Cinese (PCC) contro il Falun Gong, come parte della più ampia repressione verso la pratica del Falun Gong perseguitata dal regime cinese dal 1999. Questa repressione si verifica anche in Italia.
La campagna di interferenze e repressione transnazionale è eccezionale per portata, durata, grado di penetrazione nella società e varietà di mezzi impiegati. Questi incidenti non sono casuali. Dietro di essi si nascondono una politica deliberata, imponenti strutture burocratiche e direttive dai livelli più alti dell’apparato di sicurezza del PCC, sia in Cina che all’estero.
La comunità del Falun Gong ha reagito sensibilizzando attivamente la società civile, il mondo politico, per chiedere aiuto per porre fine alla persecuzione e sostenere i diritti umani. Tuttavia, si è scontrata con una sofisticata e ben orchestrata campagna di interferenza e repressione straniera da parte del PCC, che mira a sopprimere e mettere a tacere la loro difesa e resistenza.
Anche la comunità del Falun Gong in Italia ha cercato in questi anni di sensibilizzare sulle violazioni dei diritti umani in Cina e ha dovuto scontrarsi con le intimidazioni e la repressione del PCC. Importante è notare che, a differenza di altri gruppi di minoranze etniche e di esuli presi di mira dal PCC, la comunità del Falun Gong non è composta esclusivamente da membri della diaspora cinese o da coloro che sono fuggiti dalla Cina. In Italia la maggior parte delle persone che praticano il Falun Gong sono italiani e qui in Italia subiscono la violenza della persecuzione messa in atto dal PCC.
La repressione transnazionale si realizza attraverso propaganda e manipolazione della narrativa sul Falun Gong e sulla persecuzione per screditare la vittima; aggressioni fisiche e intimidazioni; manipolazione e pressione verso politici, amministratori, dirigenti culturali, organizzatori di eventi e media.
Questo fenomeno di interferenza straniera è sempre più nascosto e invisibile. Di conseguenza, la conoscenza di questo fenomeno è in generale relativamente scarsa e questo porta a un’attenzione e a una risposta gravemente inadeguate rispetto al livello di minaccia rappresentato dalle azioni di interferenza e di repressione transnazionale del PCC e ai danni causati agli affari interni, alla sovranità e ai valori fondamentali dell’Italia, come la protezione delle libertà fondamentali e della dignità umana.
Negli ultimi anni la comunità internazionale ha mostrato sempre più sostegno al Falun Gong, molte voci autorevoli hanno espresso il loro sostegno e apprezzamento alla resistenza pacifica del Falun Gong e ai valori che il Falun Gong rappresenta, e ci sono state importanti leggi e risoluzioni di istituzioni internazionali che denunciano la persecuzione, condannano i perpetratori e pongono le basi per la protezione della comunità del Falun Gong. La risposta del regime cinese è stata una escalation della persecuzione in Cina e della repressione transnazionale con nuovi metodi, più sofisticati e violenti, cercando di volgere le istituzioni occidentali contro il Falun Gong e le organizzazioni fondate da praticanti: campagne di diffamazione organizzate sui social media e attraverso la complicità di media occidentali, guerra legale, minacce violente.
Data la natura intimidatoria, sistematica, nascosta della repressione transnazionale attuata dal regime cinese, per documentarla dobbiamo analizzare il contesto internazionale, la strategia del regime cinese quale appare nelle direttive trapelate emesse dal Partito e il conseguente modello di comportamento che appare attuato sistematicamente in tutto il mondo. A sostegno delle nostre affermazioni vengono citati rapporti indipendenti sulle interferenze straniere e repressione transnazionale messe in atto dal Partito Comunista Cinese e casi specifici.
Il presente rapporto illustra casi campione significativi, ma non è esaustivo. Essi mostrano solo la punta dell’iceberg, sottolineando la natura profondamente radicata dell’interferenza e della repressione del PCC contro il Falun Gong in Italia.
1.2 Ampia popolarità del Falun Gong in Cina prima della persecuzione
1.3 Perché il Falun Gong è perseguitato in Cina?
1.4 La campagna di sradicamento dal 1999
2.1 Apparato di persecuzione del PCC contro il Falun Gong in ambito nazionale e transnazionale
L’apparato della persecuzione in Cina: l’Ufficio 610
Il Fronte unito: la strategia di influenza e cooptazione
2.2 Direttive chiare per avviare una repressione sistematica del Falun Gong all’estero
Odio e propaganda diffusi da ambasciata e consolati in Italia
3.1 – Aggressioni contro attività che smascherano la persecuzione
Casi recenti di persecuzione esportata in occidente
3.2 – Casi di aggressioni fisiche e intimidazioni in Italia
Aggressione a manifestazione davanti al Consolato cinese di Milano
Aggressione a stand informativo del Falun Gong a Venezia
Aggressione a manifestazione informativa del Falun Gong a Prato
3.3 – Casi di intimidazioni e minacce di rappresaglie in Italia
Familiari di una praticante cinese residente a Roma molestati in Cina
4.1 Pressioni su politici e amministratori
4.2 Propaganda e manipolazione dei media per deformare la narrativa
Ambasciata cinese attacca la rivista Panorama per un articolo sul prelievo forzato di organi
Anti-cult association cinese attacca la rivista italiana Bitter Winter
Censura e disinformazione come strumento di genocidio
5.1 La Shen Yun Performing Arts
5.2 Perché il PCC prende di mira Shen Yun
5.3 Interferenze e repressione fin dalla sua fondazione
Aumento degli attacchi, cambio di strategia
Minacce agli spettacoli di Shen Yun in Italia
Alcuni esempi delle minacce arrivate a diversi teatri nel mondo
Mittenti delle email di minacce rintracciati in Cina
6 gennaio: Messaggi diffamatori a teatri italiani
16 marzo: minaccia bomba in un teatro italiano
Repressione transnazionale coordinata
Appendice A – Sfatare le false narrazioni del PCC sul Falun Gong
Falsa affermazione del PCC 2: “Il Falun Gong è politico e anti-Cina”
Falsa affermazione 4 del PCC: “Il Falun Gong è razzista”
Falsa affermazione 5 del PCC: “Il Falun Gong è antiscientifico e proibisce di prendere medicine”
Falsa affermazione 6 del PCC: “Il Falun Gong è pericoloso”
Appendice B
La messa in scena dell’auto immolazione in piazza Tiananmen
Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una pratica spirituale radicata nella cultura tradizionale cinese. Consiste in cinque esercizi meditativi e insegnamenti morali incentrati sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Il Falun Gong enfatizza la moralità e la coltivazione della virtù. I praticanti del Falun Gong aspirano a vivere secondo questi principi nella loro vita quotidiana.[1]
La pratica, introdotta per la prima volta in Cina nel 1992, ha rapidamente guadagnato popolarità grazie alla sua efficacia nell’aiutare le persone a migliorare il loro benessere fisico e mentale e a fare progressi nella loro elevazione spirituale. Si diffuse soprattutto con il passaparola e nel 1999, da 70 a 100 milioni di persone praticavano in Cina. Già negli anni ‘90 il signor Li tenne seminari all’estero, negli Stati Uniti e in Europa e già nei primi anni ricevette numerosi riconoscimenti e onorificenze. Oggi persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali in oltre 100 Paesi abbracciano e traggono grande beneficio dal Falun Gong, che è gratuito da imparare e praticare. Gli insegnamenti sono stati tradotti in oltre 50 lingue.
Il Falun Gong è una pratica di meditazione e di elevazione spirituale, ma non ha alcuna organizzazione formale, non ci sono gerarchie o strutture organizzative, non c’è una procedura di adesione. Non ci sono riti o luoghi di culto o formalità religiose. I praticanti si ritrovano per praticare insieme gli esercizi o per studiare insieme gli insegnamenti e condividere le proprie esperienze. La persecuzione del Partito comunista cinese ha indotto i praticanti ad impegnarsi in ogni genere di attività pacifiche per denunciare la persecuzione e sensibilizzare l’opinione pubblica. Ma anche queste attività sono gestite in modo volontario.
Nei primi anni successivi alla sua introduzione nel pubblico, il Falun Gong ha goduto di ampia popolarità e riconoscimento in tutta la Cina. Un rapporto di Freedom House del 2017, intitolato The Battle for China’s Spirit, ha evidenziato che “per tutta la prima metà degli anni ’90, il Falun Gong, i suoi praticanti e il suo fondatore Li Hongzhi hanno goduto di un sostanziale sostegno da parte del governo e di una copertura positiva da parte dei media statali”. “I resoconti dei media statali di quel periodo elogiavano i benefici della pratica del Falun Gong”, si legge nel rapporto. Tra il 1992 e il 1994 il signor Li tenne 54 seminari in diverse parti della Cina, a volte tenuti nelle sedi governative. Nel 1995 il Signor Li venne invitato dal governo a tenere una conferenza presso l’ambasciata cinese di Parigi.
Il governo cinese inizialmente lodava e riconosceva il Falun Gong per i suoi benefici per la salute e gli insegnamenti morali, soprattutto dopo aver condotto un’indagine sugli effetti del Falun Gong sulla salute nel 1998. Shaozu Wu, direttore di alto profilo della Commissione per lo Sport, fece questo commento sul Falun Gong quando il PCC lo ha incaricato di indagare sulla pratica:
“Il Falun Gong e altri tipi di qigong possono far risparmiare a ogni persona 1.000 yuan di spese mediche annuali. Se 100 milioni di persone lo praticano, significa che si risparmiano 100 miliardi di yuan all’anno in spese mediche”. [3]
Persone di ogni provenienza sociale praticavano il Falun Gong in Cina, incluse persone influenti nel Partito, nel governo e nell’esercito. Quando il numero di praticanti superò quello dei membri del Partito Comunista Cinese (PCC) e i praticanti del Falun Gong divennero il più grande gruppo indipendente della società civile cinese dell’epoca, l’allora capo del PCC Jiang Zemin considerò il Falun Gong una minaccia al suo potere e ordinò al PCC di iniziare a controllare le attività dei praticanti del Falun Gong. Il sito ufficiale del Falun Dafa Information Centre evidenzia quattro ragioni principali per la repressione del Falun Gong: [4]
Il comunismo, in quanto ideologia totalitaria, mira a controllare tutti gli aspetti della vita delle persone, compreso ciò che possono pensare e credere. In Cina, tutte le chiese, i templi ecc. devono sottostare all’approvazione e al controllo del PCC. Quando il Falun Gong è stato introdotto per la prima volta in Cina nel 1992, ha dovuto essere introdotto sotto gli auspici della Società di Ricerca sulla Scienza del Qigong gestita dallo Stato.
Nel 1996, il Falun Gong si è ritirato dall’Associazione cinese per la ricerca sulla Scienza del Qigong, a causa delle pressioni esercitate per istituire al suo interno una filiale del Partito Comunista e per far pagare una quota per la pratica. Il signor Li voleva mantenere la pratica libera da influenze politiche. Voleva anche che rimanesse una pratica personale senza alcuna iscrizione formale e che fosse sempre gratuita. In seguito, il Falun Gong è diventato il più grande gruppo al di fuori del controllo del Partito Comunista Cinese.
I principi fondamentali del Falun Gong – verità, compassione e tolleranza – sono l’esatto opposto della cultura comunista, che governa attraverso l’inganno e la lotta. I leader del PCC temevano che il forte codice morale del Falun Gong potesse minare le tattiche violente e leniniste del Partito per il controllo della società.
Secondo il Washington Post, “la repressione [del Falun Gong] è stata intrapresa per dimostrare e consolidare il potere della leadership cinese. … Fonti del Partito Comunista hanno detto che il Comitato permanente del Politburo non ha approvato all’unanimità la repressione e che il presidente Jiang Zemin ha deciso da solo che il Falun Gong deve essere eliminato”.[5]
Nel luglio 1999, Jiang Zemin e il PCC hanno lanciato una campagna per sradicare il Falun Gong, che ha portato a diffusi arresti, detenzioni, torture, uccisioni extragiudiziali e imprigionamenti. La persecuzione del Falun Gong è stata considerata il peggior caso di persecuzione dai tempi della Rivoluzione culturale.[6]
Amnesty International ha dichiarato che i metodi comuni di tortura contro il Falun Gong includono calci, percosse, scosse elettriche, sospensione per le braccia, incatenamento in posizioni dolorose, privazione del sonno e del cibo e forme di tortura specifiche per il genere, come stupri e abusi sessuali.[7] I praticanti del Falun Gong hanno riferito di aver sperimentato oltre 100 metodi di tortura durante la campagna di eradicazione nella Repubblica Popolare Cinese (RPC). [8]
I praticanti del Falun Gong sono stati anche inviati con la forza in manicomi e ospedali psichiatrici, dove hanno subito l’iniezione di sostanze sconosciute. Scomparse e spostamenti forzati, molestie e sorveglianza, esclusione sociale e discriminazione sono altri fenomeni diffusi tra i praticanti del Falun Gong in Cina.[9] Il Partito Comunista Cinese usa misure crudeli per “trasformare” in modo aggressivo i praticanti. Il termine “trasformazione” è un eufemismo per “conversione forzata”, un lavaggio del cervello devastante.
Le tattiche più comuni includono isolamento, umiliazioni, privazione del sonno, propaganda anti-Falun Gong, minacce di incarcerazione a tempo indeterminato, manipolazione emotiva, punizione economica, uso di ex praticanti, indottrinamento ideologico, abusi fisici e psicologici, assieme a molti altri metodi.
Nel suo rapporto annuale del 2008, la Commissione esecutiva del Congresso degli Stati Uniti ha descritto la “trasformazione attraverso la rieducazione” come “un processo di riprogrammazione ideologica attraverso il quale i praticanti sono sottoposti a vari metodi di coercizione fisica e psicologica, fino a quando non arrivano a rinunciare alla loro fede nel Falun Gong”.[10]
Un rapporto delle Nazioni Unite del 2006 di Manfred Nowak, relatore speciale sulla tortura, ha documentato che i praticanti del Falun Gong rappresentano i due terzi (66%) delle vittime di tortura in Cina.[11]
Al luglio 2025, le morti documentate di praticanti a causa delle persecuzioni, delle torture e dei maltrattamenti, sono oltre 5200. Si ritiene che il numero reale di morti sia molto più alto, dato il blocco delle informazioni e l’insabbiamento da parte del PCC. Questa cifra non tiene conto dell’uccisione di massa dei praticanti del Falun Gong attraverso il prelievo forzato di organi.
Nel marzo 2020, il China Tribunal, un tribunale indipendente istituito per indagare sulle accuse di prelievo forzato di organi da prigionieri di coscienza in Cina, ha concluso che “il prelievo forzato di organi è stato commesso per anni in tutta la Cina su scala significativa e che i praticanti del Falun Gong sono stati una – e probabilmente la principale – fonte di approvvigionamento di organi”.[12] Il Tribunale ha anche stabilito che sono stati commessi crimini contro l’umanità contro i praticanti del Falun Gong in Cina”.
Nel giugno 2021, una dichiarazione di 12 relatori speciali delle Nazioni Unite ha dichiarato di essere “estremamente allarmati” per le informazioni credibili secondo cui il prelievo forzato di organi ha preso di mira i praticanti del Falun Gong e altre minoranze detenute in Cina.[13]
L’intento del PCC di distruggere il gruppo del Falun Gong rientra probabilmente sotto l’articolo II della Convenzione sul genocidio del 1948. Studiosi hanno considerato il Falun Gong vittima di un “genocidio freddo”, definito tale in quanto multidimensionale: la distruzione dei praticanti del Falun Gong non è solo fisica, ma anche psicologica, sociale e spirituale; è sottile in termini di visibilità e normalizzata nella società in cui ha luogo. L’interazione di questi elementi invisibili e non fisici dell’eradicazione rende il genocidio a freddo del Falun Gong insidioso, potente e crudele.
La repressione transnazionale è un potente strumento del Partito Comunista Cinese, utilizzato per minacciare le libertà individuali e il diritto democratico ad esercitare il dissenso verso le politiche governative. In un rapporto del 2021,[14] Freedom House ha rilevato che il regime cinese “è impegnato nella più sofisticata, globale e completa campagna di repressione transnazionale del mondo” e che tra i suoi obiettivi ci sono i praticanti del Falun Gong.
Fin dall’inizio ufficiale della persecuzione, nel 1999, il PCC ha messo in atto in tutto il mondo operazioni volte a mettere a tacere, emarginare e sopprimere il Falun Gong. Alcuni esempi di azioni del PCC contro il Falun Gong all’estero:
Negli ultimi due anni si è assistito ad una escalation [15] di questa campagna del Partito Comunista Cinese (PCC) con l’obiettivo sempre più esplicito di reprimere il Falun Gong in tutto il mondo. Questo si è manifestato in aggressioni violente nelle strade; tentativi di sovversione tramite tattiche di soft power; attacchi ai media e alle organizzazioni fondate da praticanti del Falun Gong. Queste operazioni continuano ancora oggi.
Dietro queste azioni si celano una politica deliberata, imponenti strutture burocratiche e una guida da parte dei più alti livelli dell’apparato di sicurezza del PCC.
L’Ufficio 610 è un’entità di sicurezza extragiudiziale istituita dal PCC, con l’unico mandato di eliminare il Falun Gong, lavorando a stretto contatto con il Comitato Politico Legale (PLC), per sradicare il Falun Gong, imporre la conformità ideologica e mantenere la stabilità.[16] Questo apparato segreto è stato creato il 10 giugno 1999, sotto la guida del Comitato Centrale del PCC, su ordine dell’allora leader del PCC Jiang Zemin.[17]
L’Ufficio 610 esercita un’autorità conferita dal PCC, che gli consente di avere un potere che va oltre la legge e l’amministrazione del governo.[18] Utilizzando la tattica specializzata del PCC del “douzheng” (o “battaglia”), sono giustificate misure estreme. Operando attraverso vari livelli gerarchici, dal Comitato centrale alle filiali locali, comanda almeno 15.000 ufficiali in patria e all’estero.[19] L’Ufficio utilizza la coercizione, ricorrendo alla tortura fisica e psichiatrica, alla privazione del sonno e alla manipolazione dei familiari per costringere i praticanti del Falun Gong a rinunciare al loro credo. Originariamente temporaneo, l’Ufficio 610 è diventato permanente, espandendo la sua attenzione oltre il Falun Gong per includere altri gruppi religiosi come i cristiani delle chiese domestiche e i buddisti, pur mantenendo le sue funzioni e i suoi obiettivi principali.[20]
L’Ufficio 610 ha un ruolo unico nell’ espandere le azioni repressive contro il Falun Gong oltre i confini nazionali. Chen Yonglin, un diplomatico che ha ricoperto una posizione di rilievo in un consolato cinese in Australia, dopo aver disertato ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti il 21 luglio 2005[21] e ha presentato una dichiarazione giurata alla Corte Suprema della British Columbia il 17 giugno 2008[22]. In questi resoconti, Chen ha rivelato che in ogni consolato cinese che opera all’estero, c’è un Gruppo di lavoro speciale anti-Falun Gong, che fa parte dell’Ufficio 610, che è dedicato alla repressione del Falun Gong all’estero.[23] Questo ufficio collabora strettamente con il Dipartimento del Lavoro del Fronte Unito e ha agenti in tutto il mondo che agiscono impunemente.[24]
Nella testimonianza di Chen davanti al Congresso degli Stati Uniti[25] e nella sua dichiarazione giurata presentata in Canada,[26] Chen ha sottolineato quanto segue:
Nella loro veste ufficiale, i membri del Gruppo di lavoro speciale anti-Falun Gong svolgono le seguenti funzioni, secondo quanto riferito da Chen:
Rispondendo a una domanda riguardo il motivo per cui il PCC ha investito nell’estensione della persecuzione del Falun Gong all’estero, Chen ha dichiarato:
“Il Partito Comunista Cinese si è sempre affidato alla violenza, alla menzogna e alla difesa dell’ateismo per mantenere il suo potere. Non potevano capire gli sforzi pacifici dei praticanti del Falun Gong per proteggere la loro libertà di credo. … Ora sentono di non poter far sapere alla gente cosa è stato fatto al Falun Gong in Cina”.[27]
Uno strumento primario della RPC per influenzare è il Dipartimento del Lavoro del Fronte Unito (DLFU) utilizzato per cooptare, influenzare individui e organizzazioni non comuniste per servire gli obiettivi del partito; è anche uno strumento per manipolare le informazioni sulla Cina diffuse all’estero e contenere le critiche sulla violazione della libertà religiosa e dei diritti umani.
Il Fronte Unito opera come entità ideologicamente guidata dal PCC, con l’obiettivo di soffocare le voci dissidenti, manipolare il discorso internazionale e influenzare i processi democratici all’estero.
Il DLFU estende la sua influenza globale manipolando le narrazioni all’interno della diaspora cinese e reprimendo il dissenso.
Nel 2018 un rapporto statunitense della U.S.-China Economic and Security Review Commission, un organo parlamentare bipartisan statunitense creato ai sensi del National Defense Authorization Act del 2001, ha pubblicato un rapporto intitolato China Overseas United Front Work: Background and Implications for the United States.[28] Il rapporto sottolinea come le organizzazioni legate al Fronte Unito svolgono un ruolo sempre più importante nella più ampia politica estera cinese sotto il presidente e segretario generale del PCC Xi Jinping. La natura del lavoro del Fronte Unito è proprio quella di esercitare influenze attraverso connessioni difficili da dimostrare pubblicamente e di ottenere un’influenza che si intreccia con questioni delicate come l’identità etnica, politica e nazionale, rendendo coloro che cercano di identificare gli effetti negativi di tale influenza vulnerabili alle accuse di pregiudizio.
Un rapporto di Sinopsis/Gcrl Marco Pannella[29] del 2021 fa luce sulle agenzie di influenza di Pechino e sulle loro operazioni di influenza nella politica parlamentare e locale del nostro Paese. Il rapporto elenca alcune delle associazioni cinesi in Italia che sarebbero strumenti di influenza del Partito comunista cinese, “attori chiave negli sforzi del Partito volti a cooptare parlamentari, partiti politici, amministratori locali, e personalità influenti nel settore dei think tank e dei media”.
Organizzazioni per i diritti umani sono entrate in possesso di una serie di direttive trapelate del governo cinese[30] che delineano le priorità e le strategie del PCC per la repressione delle attività e delle operazioni del Falun Gong all’estero.
Un discorso tenuto da Meng Jianzhu nel dicembre 2015 ai funzionari dell’Ufficio centrale 610 e alle relative agenzie di sicurezza della RPC fornisce esempi di queste direttive impartite da funzionari di alto livello.[31] Meng era un membro del Comitato centrale del PCC e capo della Commissione per gli affari politici e legali (PLAC). Era anche a capo del “Gruppo guida per la prevenzione e la gestione del problema delle organizzazioni eretiche” (ovvero l’Ufficio 610).
Queste direttive miravano a eliminare quelle che chiamavano le “basi operative” del Falun Gong all’estero – nonostante il Falun Gong sia una pratica personale organizzata in modo informale e senza requisiti di appartenenza o centri operativi, con l’unico coordinamento svolto da volontari – e ad allontanare i praticanti dai loro sostenitori, intensificando al contempo gli sforzi del movimento anti-Falun Gong all’estero. Le strategie includono l’arruolamento di leader della diaspora cinese, studiosi, esperti e giornalisti per promuovere narrative positive per il PCC. Inoltre, utilizzavano la diplomazia per influenzare le politiche estere nei confronti della Cina e per diffondere messaggi anti-Falun Gong nei Paesi stranieri.
Gli aspetti principali delle direttive di Meng[32] sono i seguenti:
Il 22 febbraio 2002 si è tenuta una riunione all’ex consolato generale della Repubblica popolare cinese, alla presenza del Console Generale, con le associazioni cinesi di Milano.[33] La riunione aveva lo scopo di criticare il Falun Gong, paragonato a una “organizzazione satanica” e dettare le direttive ai cinesi di Milano per colpire il Falun Gong anche all’estero. Al termine della riunione tutti i partecipanti si sono detti d’accordo a combattere il Falun Gong e hanno deciso di monitorare tutte le attività del Falun Gong. I presenti sarebbero stati esortati a collaborare al monitoraggio e alla repressione.
Dalla riunione è poi scaturita una mostra fotografica a invito, tenutasi a Milano dal 4 al 7 marzo, dove sono state presentate immagini manipolate di suicidi, suicidi collettivi e sacrifici umani che il Falun Gong avrebbe commesso in Cina. I praticanti del Falun Gong locali non hanno avuto l’autorizzazione della Questura per manifestare nei pressi della mostra, nonostante l’intervento di alcuni consiglieri comunali. La manifestazione è stata spostata lontano e l’ostilità manifestata dai cinesi locali ha rivelato il grado di influenza del consolato sulla comunità cinese locale.
Anche negli anni successivi per diversi anni i praticanti del Falun Gong non hanno avuto l’autorizzazione a manifestare nella Chinatown milanese.
Propaganda che incita all’odio contro il Falun Gong sono diffuse dall’ambasciata e dai consolati cinesi in Italia replicano la disinformazione usata in Cina. Questo tipo di avallo ufficiale ha propagato sistematicamente l’odio e la disinformazione contro il Falun Gong in Italia.
L’ambasciata cinese in Italia ha sezioni dedicate sul suo sito web specificamente alla propaganda anti-Falun Gong che compaiono attraverso la normale ricerca online.Propaganda e contenuti d’odio sul sito dell’Ambasciata cinese di Roma e del Consolato cinese di Milano
Il sito internet dell’Ambasciata cinese di Roma e del Consolato cinese di Milano riproducono la propaganda diffamatoria e d’odio che accompagna la persecuzione del Falun Gong fin dal suo inizio nel 1999.
Di fronte alla feroce persecuzione in Cina e alla censura sistematica, un modo in cui i praticanti del Falun Gong di tutto il mondo hanno cercato di contrastare gli effetti negativi della persecuzione del PCC è stato quello di organizzare stand informativi.
Queste attività sono state un obiettivo primario per gli assalti da parte di individui affiliati a procuratori del PCC o ingannati dalla propaganda statale cinese che demonizza il Falun Gong.
Questi attacchi sono continuati negli ultimi 24 anni. In uno studio del 2021 sulla repressione transnazionale che ha origine in Cina,[34] Freedom House ha riferito i risultati dei casi in cui il PCC ha preso di mira il Falun Gong dal 2014.
“I praticanti del Falun Gong, un movimento spirituale vietato in Cina, devono inoltre affrontare regolarmente rappresaglie da parte della Cina e di agenti cinesi. Queste includono frequenti molestie e occasionali aggressioni fisiche da parte di membri di delegazioni cinesi in visita o di procuratori pro-Pechino durante le proteste all’estero, come nei casi verificatisi dal 2014 negli Stati Uniti, nella Repubblica Ceca, a Taiwan, in Brasile e in Argentina. I media e le iniziative culturali associate al Falun Gong hanno riferito di effrazioni sospette che hanno come obiettivo informazioni sensibili, manomissione di veicoli e pressioni da parte delle autorità cinesi affinché le aziende locali interrompano la pubblicità o altri obblighi contrattuali con loro.”
Un’informazione da notare è che, a differenza di altri gruppi di minoranze etniche e di esuli presi di mira dal PCC, la comunità del Falun Gong non è composta solo da membri della diaspora cinese o da coloro che sono fuggiti dalla Cina. Oltre ai molti praticanti al di fuori della Cina che hanno origini cinesi, ci sono decine di migliaia, se non di più, di persone di diverse etnie che praticano il Falun Gong e non hanno alcun legame con il Paese se non quello di praticare questa pratica spirituale e di meditazione cinese. Molti non parlano cinese e non sono mai stati in Cina. Da Città del Capo a Cannes, dal Bangladesh a Berlino, da Tel Aviv a Teheran, il Falun Gong è praticato in oltre 100 Paesi e i suoi insegnamenti spirituali sono stati tradotti in 50 lingue.
In Italia la maggior parte dei praticanti del Falun Gong sono italiani e la comunità del Falun Gong include persone di varie provenienze. Tuttavia, a causa della loro fede e del fatto che sono praticanti del Falun Gong, il PCC li considera una minaccia e prende di mira anche loro. Praticanti non cinesi sono stati esclusi dalle parate in vari Paesi, sono stati picchiati da teppisti cinesi in America Latina o sono stati arrestati in Paesi europei quando hanno cercato di manifestare pacificamente contro i leader cinesi in visita
Il 29 aprile il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) ha pubblicato una serie di articoli[35] su come il Partito Comunista Cinese (PCC) attua la repressione transnazionale in tutto il mondo. L’organizzazione e i suoi media partner hanno intervistato 105 persone in 23 Paesi, tra cui praticanti del Falun Gong.
Oltre a descrivere le strategie del regime e l’abuso degli avvisi dell’Interpol, l’organizzazione ha pubblicato un resoconto dettagliato sugli arresti di persone che cercavano di protestare pacificamente durante le visite all’estero di Xi Jinping. Tra i sette casi di studio evidenziati c’è un incidente del 2024 in Serbia, che riguarda l’arresto di praticanti del Falun Gong.
Prima dell’arrivo di Xi nel Paese europeo, Dejan Marković, regista e praticante del Falun Gong di lunga data, è stato prelevato preventivamente dalla sua casa dalla polizia serba e trattenuto per oltre 24 ore. Sono stati arrestati anche altri sette praticanti del Falun Gong e il fratello di Marković, Vladimir (che non è praticante). Come in altri esempi riportati nel rapporto sono stati rilasciati una volta che Xi ha lasciato il Paese.
Un episodio analogo era accaduto nel 2014 in Serbia, quando alcuni praticanti del Falun Gong sono stati arrestati e deportati durante una precedente visita di Xi nel Paese.
Un altro caso recente è accaduto nell’aprile 2025 in Malesia, quando 76 praticanti del Falun Gong sono stati arrestati a Kuala Lumpur due giorni prima della visita di Stato del leader del Partito Comunista Cinese (PCC) Xi Jinping nel Paese. L’arresto di massa, il primo di questo tipo in Malesia contro il Falun Gong, ha suscitato la condanna internazionale e la preoccupazione per una potenziale interferenza straniera a scapito delle libertà di associazione e di credo dei cittadini malesi.
In Italia nel luglio 2009 in occasione della visita del presidente Hu Jintao a Roma due praticanti del Falun Gong che erano nei pressi del percorso che la colonna di auto avrebbe percorso sono state fermate dalla polizia che le ha trattenute solo perché indossavano una maglietta gialla con scritto “Falun Dafa Verità Compassione Tolleranza”. La polizia le ha rilasciate dopo la fine della visita del presidente cinese.
Questi casi dimostrano due aspetti importanti della repressione transnazionale del PCC.
L’8 giugno 2011 persone di etnia cinese hanno attaccato una manifestazione organizzata da praticanti del Falun Gong di Milano presso il Consolato cinese strappando 3 striscioni. Come in molte altre città nel mondo i praticanti sono spesso presenti davanti al Consolato di Milano per poter aiutare i cinesi a conoscere la verità sulla Falun Dafa e la persecuzione.[36]
Il 21 settembre 2014, nel Campo San Bartolomeo a Venezia, persone di nazionalità cinese hanno aggredito una attività pubblica organizzata da praticanti del Falun Gong per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione del Falun Gong in Cina. Hanno danneggiato le strutture informative, strappato i volantini. Gli aggressori si sono allontanati dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, ma sono poi tornati per minacciare nuove aggressioni in futuro.[37]
Il 27 agosto del 2023 persone di nazionalità cinese hanno attaccato una manifestazione pacifica dei praticanti nella Chinatown di Prato, aggredendo verbalmente e lanciando uova e cibo contro i partecipanti e contro gli striscioni e il materiale informativo. Dopo la denuncia dell’aggressione, la polizia ha inviato due agenti in borghese per presidiare la manifestazione.
Nel novembre 2001 alcuni funzionari del Consolato cinese hanno fotografato i praticanti nel luogo dove facevano gli esercizi e hanno registrato le loro conversazioni con i passanti.
Nel marzo 2002, un praticante cinese del Falun Gong in Italia ha ricevuto due telefonate da un uomo che gli ha detto in cinese: “300.000 cinesi in Italia non ti risparmieranno mai. Attento alla tua vita”.
Una praticante cinese residente a Roma ha partecipato nel settembre 2022 a una attività di sensibilizzazione e una passante cinese si è rivolta verso di lei in modo aggressivo e l’ha fotografata, insieme agli altri partecipanti all’attività. Il primo ottobre dello stesso anno, i suoi parenti in Cina hanno subito una visita intimidatoria della polizia che li ha molestati e ha detto chiaramente che erano lì perché la loro parente in Italia era stata segnalata dall’ambasciata cinese.
Si presume che abbiano potuto risalire alla sua identità tramite la fotografia che le era stata scattata e un software di riconoscimento facciale usato abitualmente in Cina, e così abbiano poi rintracciato i suoi familiari in Cina.
Un praticante cinese residente in Italia per diversi anni non ha potuto rinnovare il passaporto dopo che era scaduto nel 2018, impedendogli così di rinnovare il suo permesso di soggiorno e creando gravi difficoltà alla sua vita quotidiana. All’estero, il rinnovo del passaporto cinese si effettua principalmente online tramite l’app “Servizi Consolari Cinesi”. I numeri di passaporto inseriti nella lista nera non possono richiedere il rinnovo.
Questo praticante, prima di trovare rifugio in Italia grazie agli sforzi della moglie, in passato ha già subito una grave persecuzione in Cina, dove è stato rinchiuso in prigione e poi in un campo di lavoro perché praticava il Falun Gong ed è stato in pericolo di vita a causa dei maltrattamenti subiti.
Il PCC utilizza le cosiddette tattiche di soft power nei confronti di governi, parlamentari, aziende e mezzi di comunicazione stranieri, con l’obiettivo di ridurre il sostegno al Falun Gong, mettere a tacere le voci critiche, influenzare i decisori politici affinché mantengano il silenzio sulle violazioni dei diritti umani subite dai praticanti del Falun Gong.
Il PCC ha messo in atto queste tattiche di pressione principalmente attraverso i contatti diplomatici, la diaspora cinese, le relazioni con le città gemellate, gli accademici e gli imprenditori che hanno interesse ad avere accesso alla Cina continentale.
Secondo le testimonianze riportate sopra di ex diplomatici cinesi, i funzionari cinesi preposti all’interno delle missioni diplomatiche cinesi hanno il compito di
I politici occidentali che esprimono una qualsiasi forma di sostegno al Falun Gong sono i principali bersagli delle manipolazioni del PCC. Parlamentari e funzionari di molti Paesi sono stati bersagliati dalla propaganda: telefonate, lettere, riviste, DVD inviate dai funzionari dell’ambasciata cinese, talvolta accompagnati da inviti per lussuose visite ufficiali a Pechino.
Oltre alle telefonate, alle lettere e alle visite personali, ci sono altre tattiche volte a esercitare pressione che sono state documentate, quando le richieste del PCC non vengono soddisfatte. Minacce di ritorsioni negli scambi commerciali tra le aziende, nei programmi di scambi culturali o accademici.
Nel 2023 ad esempio la stampa ha riferito che il Console di Milano si è recato a Bergamo per incontrare il l’assessore alla Cultura e “chiedere conto al Comune della scelta” del Teatro Donizetti di Bergamo di ospitare gli spettacoli di Shen Yun che sono andati in scena dal 5 al 7 aprile 2023.[38] L’amministrazione e il teatro non hanno ceduto alle pressioni e gli spettacoli sono andati in scena senza problemi.
Una interrogazione parlamentare dell’aprile 2023 rivolta al Ministro degli Esteri e al Ministro della cultura e dell’università e della ricerca cita i casi di interferenze esterne denunciate dall’organizzatore di Shen Yun in Italia.[39]
Nel 2008 una ONG ha dimostrato,[40] attraverso una conversazione telefonica registrata, che l’ambasciatore cinese in Italia Sun Yuxi si era impegnato personalmente per fare pressioni sulla compagnia di trasmissioni satellitari Eutelsat, con sede a Parigi, affinchè interrompesse le trasmissioni verso la Cina del canale televisivo americano in lingua cinese NTD Television attraverso il suo satellite W5. NTDTV è un canale indipendente, fondato da praticanti del Falun Gong, che usava il satellite per trasmettere informazioni non censurate in Cina.[41]
Eutelsat ha addotto ragioni tecniche per l’interruzione. Versione smentita il 10 luglio da Reporters sans frontières che ha reso pubblica una conversazione con un dipendente di Eutelsat che ha ammesso (credendo di parlare con un membro del dipartimento di propaganda cinese) che si è trattato di un atto premeditato e non un problema tecnico.[42]
In un comunicato Reporters sans frontières ha riferito che le trasmissioni di NTDTV avevano irritato il governo cinese perché, grazie a questo satellite, potevano essere ricevute liberamente in decine di milioni di case cinesi. La loro sospensione a poche settimane dai Giochi Olimpici sembrava un favore fatto da Eutelsat per ottenere nuovi accordi economici con la Cina. Eutelsat aveva già tentato di abbandonare NTDTV una volta, nel 2005, ma una campagna internazionale l’aveva costretta a firmare un nuovo contratto a lungo termine.
Su questi fatti si è pronunciato anche il Parlamento Europeo con la Dichiarazione scritta del 3 febbraio 2009, “Ripresa in Cina delle trasmissioni della televisione NTDTV via Eutelsat”[43]
Per comprendere le azioni di pressione e manipolazione dell’informazione messe in atto dal Partito comunista cinese per colpire e emarginare il Falun Gong all’estero è necessario comprendere
La propaganda ha storicamente giocato un ruolo fondamentale nei genocidi, spostando la colpa sulle vittime piuttosto che sui colpevoli. Nella persecuzione del Falun Gong, la propaganda è uno strumento primario di sradicamento, sia a livello nazionale che internazionale.
Un articolo del Washington Post del 2001[44] ha riferito le parole di un funzionario del governo cinese che ha indicato l’importanza della propaganda nel rimodellare l’opinione pubblica, insieme alla violenza e al lavaggio del cervello, come strategie chiave nella campagna contro il Falun Gong.
Da quando è iniziata la repressione nel 1999, la Cina ha ininterrottamente condotto una guerra di propaganda. I media di Stato (TV, radio e stampa cinesi) demonizzano la pratica e bloccano le fonti esterne. La propaganda del governo cinese ha prodotto una serie di false accuse estreme tra cui quelle di organizzazione di incontri illegali, promuovere credenze superstiziose e antiscientifiche, arrecare danno alla salute delle persone, spingendosi ad etichettare la pratica come una setta e ad accusarla di omicidio.
Appendice A Sfatare le false narrazioni del PCC sul Falun Gong
Appendice B La messa in scena dell’Auto-Immolazione
Il rapporto The long shadow of Chinese censorship[45] describe così la complementarietà tra propaganda e censura del PCC: “Affinché la narrazione del partito diventi convincente per il pubblico all’interno e all’esterno della Cina, è necessario sopprimere le notizie – soprattutto quelle investigative – sui lati oscuri del governo del PCC in patria e delle attività cinesi all’estero.”
E ancora: “Da quando è salito al potere nel 1949, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha costruito un sistema a più livelli per censurare le notizie indesiderate e soffocare i punti di vista opposti all’interno della Cina. Negli ultimi due decenni, questo apparato interno ha generato meccanismi che estendono una parte della censura ai media con sede fuori dalla Cina. Riflettendo la natura adattativa dell’autoritarismo cinese, tali pressioni sono un complesso mix di azioni sovra-ufficiali e dinamiche più discrete. Si manifestano in quattro modi principali:
Il 24 agosto 2022 la rivista Panorama ha pubblicato un articolo sul prelievo forzato di organi in Cina intitolato “Quando lo stato vuole i tuoi organi”.[46] L’articolo analizza l’anomalia del boom dei trapianti in Cina coincidente con la persecuzione del Falun Gong, l’aumento vertiginoso dei centri per i trapianti, studi forensi che dimostrano la falsificazione dei dati delle donazioni, l’estensione del prelievo forzato di organi alla popolazione degli uiguri.
Il 28 agosto 2022 l’Ambasciata cinese ha pubblicato sul suo sito una nota contro l’articolo, senza rispondere ad alcuni degli argomenti di prova trattati, ma piuttosto denigrando le fonti citate da Panorama come “forze anti-cinesi”.
Panorama ha risposto con un nuovo articolo intitolato “La Cina ha violato le norme di etica medica sui trapianti di organi” [47] ribadendo l’autorevolezza delle fonti del primo articolo e accusando ulteriormente la Cina di aver violato l’etica medica, scrivendo tra l’altro: “La Cina ha inoltre violato due valori fondamentali dell’etica medica per quanto riguarda i trapianti di organi, secondo un articolo pubblicato sull’American Journal of Transplantation, la principale rivista scientifica al mondo sui trapianti. Tra il 1980 e il 2015, i ricercatori hanno concluso che i cinesi hanno regolarmente violato la regola del donatore morto, che proibisce il prelievo di un organo essenziale da una persona vivente e proibisce di causare la morte dei donatori per prelevare il loro organo.”
Alla fine del 2023 l’Anti-Xie-Jiao Association (l’associazione statale cinese “contro le pratiche malvagie”) ha lanciato un breve film per attaccare la rivista Bitter Winter, che si occupa di documentare e denunciare le persecuzioni religiose in Cina, accusandola di promuovere sette bandite in Cina, incluso il Falun Gong.[48]
Il film, che come sottolinea Bitter Winter presenta accuse bizzarre e inverosimili, è stato presentato in anteprima a Bruxelles, è poi stato proiettato e promosso in ogni parte della Cina.
Secondo lo studio Cold genocide, Falun Gong in China[49] pubblicato nel 2018 sulla rivista Genocide studies and prevention citato sopra, anche il silenzio mediatico può divenire uno strumento di genocidio, facendo scomparire le vittime.
“Per contestualizzare lo sforzo di manipolazione dei media e comprenderne lo scopo, osserviamo che una società informata che rifiutasse l’ostracismo del gruppo delle vittime avrebbe probabilmente potuto impedire il genocidio. La disinformazione prolungata mina l’opposizione pubblica a un genocidio in corso, creando così un ambiente in cui un genocidio freddo può essere sostenuto. La sottigliezza di un genocidio freddo può essere necessaria per mantenere l’ordine e la legittimità politica. Un genocidio caldo, con la sua visibilità, intensità e impatto, può far sprofondare una società nel caos. Nel caso della Cina, un genocidio caldo avrebbe potuto screditare il regime cinese. Assicurando la silenziosa scomparsa delle vittime nelle catacombe dei centri di detenzione e dei tavoli operatori, il lento genocidio cinese del Falun Gong ha potuto essere nascosto, cancellato dalla storia ufficiale e dalla memoria collettiva.”
Per fare un esempio, il PCC ha usato arbitrariamente e retroattivamente l’etichetta di “setta” per demonizzare e disumanizzare il Falun Gong per facilitarne l’eradicazione. Secondo il rapporto di Freedom House del 2017 “The Battle for China’s Spirit”, il termine venne utilizzato retroattivamente per tentare di giustificare una campagna violenta e irrazionale che stava provocando forti critiche, sia internazionali che interne.
Allo stesso modo, un rapporto di Human Rights Watch del 2002 affermava che i membri del Falun Gong sono cittadini pacifici e rispettosi della legge e sfatava le affermazioni infondate secondo cui la pratica rappresenterebbe una minaccia per la stabilità della Cina o per la salute pubblica. Secondo il rapporto: “L’affermazione che la fede nel Falun Gong sia una minaccia per la salute pubblica è altrettanto falsa. Il pericolo per la salute deriva dal trattamento che i praticanti ricevono per mano della polizia e dei funzionari carcerari”.
Eppure ancora oggi molti resoconti mediatici si riferiscono al Falun Gong come una “setta”. Non solo quelli che sono direttamente influenzati o controllati dal Partito Comunista Cinese, molti hanno semplicemente la narrativa che in questi decenni ha inondato il contesto dell’informazione e ripetono questi termini acriticamente, senza rendersi conto dell’effetto di ciò che pubblicano.
Lo studio Media and New Religious Movements: The Case of Falun Gong[50] pubblicato dal Cesnur nel 2009 analizza nel dettaglio l’utilizzo di questo termine nei media e mette in evidenza come esso realizzi la strategia di propaganda del PCC:
La propaganda del PCC ha avuto l’effetto di influenzare anche l’opinione pubblica occidentale a credere alla narrativa del PCC sul Falun Gong e quindi a provare indifferenza o diffidenza verso il Falun Gong e la sua richiesta d’aiuto. Questo ha permesso alla persecuzione di persistere senza sosta per quasi un quarto di secolo, diventando anche più radicata nella società occidentale.
Lo studio citato descrive la persecuzione del Falun Gong in Cina come un genocidio freddo in quanto è: (1) multidimensionale – la distruzione dei praticanti del Falun Gong non è solo fisica, ma anche psicologica, sociale e spirituale; (2) sottile in termini di visibilità; ed è (3) normalizzata nella società in cui avviene.
Tra i molti fattori che contribuiscono al genocidio, cita anche il ruolo del silenzio dei media e della disinformazione: “Anche i media e il mondo accademico in Occidente hanno svolto un ruolo strumentale nell’emarginazione dei praticanti del Falun Gong nella comunità internazionale. Per ottenere un’apparenza di neutralità, il discorso accademico e mediatico dominante sul Falun Gong ha preso narrazioni sia del Partito comunista cinese che del Falun Gong. Questo discorso polariz- zante ha creato confusione e ha reso difficile per il pubblico apprezzare la realtà del genocidio e prendere una posizione decisa contro di esso. La riproduzione della retorica del Partito comunista cinese da parte dei media e del mondo accademico ha creato sospetti nei confronti del Falun Gong anche nella comunità internazionale.
L’effetto complessivo del loro lavoro è stato quello di emarginare il Falun Gong, di generare silenzio e negazione nei confronti del genocidio e di conseguenza di lasciare i praticanti del Falun Gong a cavarsela da soli negli ultimi diciotto anni.”
Obiettivo principale della repressione transnazionale del Partico Comunista Cinese contro il Falun Gong è la Shen Yun Performing Arts, una rinomata compagnia di danza classica cinese fondata da praticanti del Falun Gong, con sede a New York.
A partire dal 2007, in ogni Paese in cui la compagnia si è esibita, funzionari dei consolati e delle ambasciate cinesi hanno fatto pressione sui teatri affinché annullassero i contratti; hanno inviato lettere ai rappresentanti dei governi nei Paesi che ospitano lo spettacolo, “consigliando” loro di non partecipare; hanno organizzato eventi simili per confondere il pubblico; hanno fatto circolare avvertimenti sullo spettacolo attraverso le associazioni studentesche cinesi (questo è accaduto tra l’altro in Svezia e in Corea del Sud).
Dal 2024 la campagna contro Shen Yun e il Falun Gong ha conosciuto una grave escalation. Soprattutto negli Stati Uniti, considerati dai vertici del PCC come obiettivo principale, ma anche nel resto del mondo, e in Italia.
La Shen Yun Performing Arts è la prima compagnia di danza classica cinese al mondo. Ha sede a New York e ogni anno si esibisce in oltre 200 città nei 5 continenti, raggiungendo più di un milione di spettatori. Il tour annuale prevede esibizioni nei più prestigiosi teatri del mondo, anche in Italia si è esibito nei più prestigiosi teatri dell’opera. Ogni anno il successo è enorme ovunque Shen Yun si esibisca.
La sua missione è far rivivere la cultura tradizionale cinese attraverso spettacoli artistici che combinano danza classica cinese, danze etniche e popolari e composizioni musicali originali che incorporano strumenti tradizionali cinesi in un’orchestra sinfonica occidentale. Ogni spettacolo di Shen Yun consiste in circa 20 atti, alcuni rappresentano con la danza racconti tratti dalle grandi opere letterarie cinesi, leggende di diverse dinastie e varie tradizioni popolari provenienti da tutta la civiltà cinese di 5.000 anni. Altri rappresentano leggende storiche cinesi di credenti spirituali che superano gli ostacoli, altri ancora ritraggono l’attuale persecuzione dei praticanti del Falun Gong in Cina.[51][52]
La maggior parte degli artisti di Shen Yun sono praticanti del Falun Gong. Tra gli artisti di Shen Yun ci sono molti che sono fuggiti dalla Cina dove loro e le loro famiglie sono stati sottoposti a sorveglianza, molestie, detenzioni arbitrarie e torture.[53][54][55]
Ci sono alcune ragioni principali per cui il PCC considera la soppressione di Shen Yun una priorità assoluta:
Shen Yun mette in mostra l’autentica cultura tradizionale della Cina.[56][57] Poiché questa cultura è profondamente spirituale, il PCC ha cercato di sopprimerla da quando ha preso il potere nel 1949, per imporre il Comunismo al popolo cinese. Decenni di campagne sanguinose hanno cercato di distruggere i monasteri buddisti, gli ideali confuciani, la letteratura classica e molti altri elementi che compongono la civiltà cinese di 5.000 anni. Riportare in vita questa cultura, portandola in scena perché il mondo la possa vedere, Shen Yun sta inaugurando una rinascita di valori e spiritualità.
Nel rapporto Interferenze diplomatiche e disinformazione. L’azione globale di Pechino per fermare Shen Yun,[58] il Falun Dafa Information Center ha documentato più di 130 episodi di interferenza da parte di funzionari cinesi o di loro delegati contro Shen Yun, avvenuti dal 2007 in 38 paesi, tra cui gli Stati Uniti. Il rapporto evidenzia i seguenti punti chiave:
Un elenco temporale delle interferenze subite da Shen Yun è disponibile qui
Who’s afraid of Shen Yun, Incidents & Evidence
Anche in Italia ci sono stati casi di interferenze sui teatri per cancellare gli spettacoli. Nel 2023 la stampa ha riferito che il Console di Milano si è recato a Bergamo per incontrare il l’assessore alla Cultura e “chiedere conto al Comune della scelta”, del Teatro Donizetti di Bergamo di ospitare gli spettacoli di Shen Yun che sono andati in scena dal 5 al 7 aprile 2023.[59] Gli spettacoli sono andati in scena senza problemi.
Una interrogazione parlamentare dell’aprile 2023 rivolta al Ministro degli Esteri e al Ministro della cultura e dell’università e della ricerca cita i casi di interferenze esterne denunciate dall’organizzatore di Shen Yun in Italia.[60]
Un teatro ha ricevuto dal Consolato cinese una lettera che riproduceva la propaganda diffamatoria del regime contro il Falun Gong e Shen Yun. Il teatro non ha ceduto alla pressione e anche in questa città si è registrato il tutto esaurito e le recensioni del pubblico sono state entusiaste.
La campagna del PCC contro Shen Yun e il Falun Gong ha visto una grave escalation dal 2024. Il regime cinese ha lanciato una nuova campagna per screditare la comunità del Falun Gong soprattutto negli Stati Uniti e sabotare la compagnia di danza classica cinese-americana Shen Yun Performing Arts, fondata da praticanti del Falun Gong.
L’obiettivo dichiarato del PCC è quello di mettere la società americana e persino il governo degli Stati Uniti contro il Falun Gong e Shen Yun; indebolendo il consenso che hanno a livello globale facendoli percepire come fonti di dissenso e una visione alternativa per il futuro della Cina.[61]
La campagna si è manifestata tramite attacchi fisici, falsi allarmi bomba, cause legali infondate e le azioni di alcuni istigatori che hanno diffuso affermazioni fuorvianti sui social media e sui principali organi di informazione, in particolare il New York Times.
Secondo le informazioni trapelate nel giugno 2024 dagli incontri del Ministero della pubblica sicurezza (MPS), l’obiettivo del regime è “eliminare completamente il Falun Gong in tutto il mondo” e causare la chiusura di Shen Yun Performing Arts. Le informazioni trapelate a luglio 2024 da un’altra fonte delineano una strategia simile per ingannare chiunque utilizzi internet sul Falun Gong, basandosi su documenti della Fondazione per le Riforme e lo Sviluppo (CITIC), un think tank e istituto di finanziamento gestito dallo Stato cinese. In pratica, gli attacchi online sono aumentati dall’inizio del 2024 e costituiscono un significativo aumento della campagna di persecuzione contro il Falun Gong che dura dal 1999, segnalando un cambio di strategia nella priorità del regime nel considerare l’eliminazione del Falun Gong, un obiettivo esteso in tutto il mondo.
Durante la tournée italiana della stagione 2025 della compagnia di danza Shen Yun Performing Arts che si è svolta dal 27 dicembre 2024 al 9 febbraio 2025 l’associazione che organizza gli spettacoli in Italia ha ricevuto minacce anonime violente.
PRIMO CASO
In data 12 dicembre 2024 una email di minaccia è stata inviata tramite email all’organizzatore della tournée dello spettacolo Shen Yun in Italia.
La email proveniente dal mittente [email protected] conteneva l’immagine di una pistola con due caricatori e 58 proiettili. Il testo in cinese diceva:
“Se il Teatro xxx oserà avere lo spettacolo di Shen Yun, entreremo in teatro fingendo di essere spettatori! Quando lo spettacolo inizierà, tireremo fuori all’improvviso le nostre pistole e spareremo a tutti!!!”.
Shen Yun è andato in scena regolarmente dal 27 al 30 dicembre 2024 senza incidenti.
SECONDO CASO
La mattina dell’8 febbraio 2025 l’organizzatore ha ricevuto una email che minacciava di far esplodere una bomba nel Teatro dove Shen Yun era programmato che si esibisse se gli spettacoli non fossero stati cancellati.
Il mittente era [email protected]
Il testo della email, scritto in inglese, diceva:
“Ho piazzato diverse bombe nel teatro. Se non volete che il teatro venga fatto esplodere e ridotto in macerie, per favore cancellate immediatamente lo spettacolo di Shen Yun e annullate ogni cooperazione con la Falun Dafa. Se lo spettacolo di Shen Yun inizia, faremo esplodere direttamente le bombe.”
Quelli italiani non sono casi isolati. Di seguito riportiamo un elenco di minacce violente ricevute nelle stagioni 2024 e 2025 e i relativi dettagli.
CITTÀ E TEATRO
DATA
MITTENTE
CONTENUTO
Santa Barbara, CA
Granada Theatre
22/03/24
zhentianxia8888
@gmail.com
“Abbiamo piazzato a caso molte bombe nel teatro. Se non volete che facciamo esplodere le bombe, negate immediatamente alla Shen Yun Performing Arts di esibirsi qui! Ed allontanate il personale interessato. Se lo spettacolo inizierà con successo, faremo esplodere direttamente queste bombe! ! !”
(inviato con allegata la foto di alcune bombe artigianali)
Vancouver, Canada
Queen Elizabeth Theatre
23/03/24
batianxia8888
@gmail.com
“Abbiamo piazzato a caso molte bombe nel teatro. Se non volete che facciamo esplodere le bombe, negate immediatamente alla Shen Yun Performing Arts di esibirsi qui! Ed allontanate il personale interessato. Se lo spettacolo inizierà con successo, faremo esplodere direttamente queste bombe! ! !
Long Beach, CA
Long Beach Convention Center
26/03/24
dangtianxia8888
@gmail.com
“Abbiamo preparato pistole, bombe incendiarie e granate! Per favore, cancellate lo stupido programma di spettacoli di Shen Yun. Se lo spettacolo di Shen Yun si terrà con successo il 30, entreremo bruscamente nel teatro, spareremo sulla folla e lanceremo bombe molotov e granate sulla folla! Trasformeremo il teatro in una rovina sanguinosa! Non sto scherzando!”.
Deerpark, NY
26/03/24 |
dangtianxia8888
@gmail.com
La sede di Shen Yun a Deerpark, NY, ha ricevuto un’e-mail di minaccia di violenza contro gli artisti di Shen Yun:
“Nel prossimo futuro, dovreste prendervi cura delle vostre artiste, che potrebbero molto probabilmente scomparire una dopo l’altra e saranno nude quando quando saranno ritrovate. L’autopsia mostrerà che saranno state uccise dopo essere state violentate!”.
San Jose, CA
San Jose Center for the Performing Arts
11/12/24
twwar888888
@gmail.com
both times
“Se avete il coraggio di ospitare lo spettacolo di Shen Yun, entreremo nel teatro fingendo di essere membri del pubblico! Quando lo spettacolo inizierà, tireremo fuori all’improvviso le nostre pistole e spareremo a tutti!!!”.
(con allegata l’immagine di una pistola, di due caricatori e di 58 proiettili).
Atlanta, GA
Atlanta Symphony Hall
11/12/24
twwar888888
@gmail.com
“Se alla Atlanta Symphony Hall ci sarà lo spettacolo di Shen Yun, entreremo nel teatro! E spareremo a tutti!!!”
(con allegata la stessa immagine di una pistola, due caricatori carichi e 58 proiettili)
San Jose, CA
San Jose Center for the Performing Arts
25/12/24
twwar888888
@gmail.com
“Abbiamo fabbricato alcune bombe con nitrato di ammonio e le abbiamo collocate in alcuni angoli del teatro. Se non volete che facciamo esplodere queste bombe, per favore cancellate lo spettacolo di Shen Yun, espellete il personale interessato e annullate la vostra cooperazione con la Falun Dafa. Se insistete a esibirvi, faremo esplodere le bombe una volta iniziata lo spettacolo!”.
Waterbury, CT
Palace Theater
28/12/24
service.ilanmovie
@gmail.com
“Abbiamo fabbricato alcune bombe con nitrato di ammonio e le abbiamo collocate in alcuni angoli del teatro. Se non volete che facciamo esplodere queste bombe, per favore cancellate lo spettacolo di Shen Yun, espellete il personale interessato e annullate la vostra cooperazione con la Falun Dafa. Se insistete a esibirvi, faremo esplodere le bombe una volta iniziata lo spettacolo!”.
San Antonio, TX
Tobin Center
31/12/24
twwar888888
@gmail.com
“Abbiamo fabbricato alcune bombe con nitrato di ammonio e le abbiamo collocate in alcuni angoli del teatro. Se non volete che facciamo esplodere queste bombe, per favore cancellate lo spettacolo di Shen Yun, espellete il personale interessato e annullate la vostra cooperazione con la Falun Dafa. Se insistete a esibirvi, faremo esplodere le bombe una volta iniziata lo spettacolo!”.
Berkeley, CA
Zellerback Hall
10/01/25
twwar888888
@gmail.com
“Abbiamo fabbricato alcune bombe con nitrato di ammonio e le abbiamo collocate in alcuni angoli del teatro. Se non volete che facciamo esplodere queste bombe, per favore cancellate lo spettacolo di Shen Yun, espellete il personale interessato e annullate la vostra cooperazione con la Falun Dafa. Se insistete a esibirvi, faremo esplodere le bombe una volta iniziata lo spettacolo!”.
Taiwan Ticketing Center
16/01/25
Submitted through the online contact form
“Sono state piazzate diverse bombe in tutto il teatro. Se Shen Yun osa iniziare lo spettacolo, le bombe esploderanno! Giuro su Gesù, questo non è uno scherzo!”.
Lodz, Polonia
Grand Theater
18/01/25
Twboy9999
@outlook.com
“Abbiamo piazzato bombe telecomandate ad alta potenza in vari punti del teatro. Quando inizierà lo spettacolo di Shen Yun, faremo esplodere le bombe immediatamente! Non è uno scherzo!”.
Digione, Francia
Zenith de Dijon
03/02/25
Sishuizhizhan888
@outlook.com
“Ho piazzato diverse bombe nel teatro. Se non volete che il teatro venga fatto esplodere e ridotto in macerie, per favore cancellate immediatamente lo spettacolo di Shen Yun e annullate ogni cooperazione con la Falun Dafa. Se lo spettacolo di Shen Yun inizia, faremo esplodere direttamente le bombe.”
Woking, Inghilterra
New Victoria Theatre
03/02/25
Sishuizhizhan888
@outlook.com
“Abbiamo acquistato pistole e preparato molte bombe incendiarie. Se lo spettacolo di Shen Yun non verrà annullato, ci intrufoleremo come spettatori e quando lo spettacolo di Shen Yun inizierà, spareremo improvvisamente a tutti e lanceremo bombe incendiarie!”
San Juan, Puerto Rico
Centro de Bellas Artes
08/02/25
Sishuizhizhan888
@outlook.com
“Ho piazzato diverse bombe nel teatro. Se non volete che il teatro venga fatto esplodere e ridotto in macerie, per favore cancellate immediatamente lo spettacolo di Shen Yun e annullate ogni cooperazione con la Falun Dafa. Se lo spettacolo di Shen Yun inizia, faremo esplodere direttamente le bombe.”
Le minacce non si sono limitate ai teatri, ma sono state rivolte anche alla sede di Shen Yun nello Stato di New York, a ufficiali eletti che sostengono Shen Yun e il Falun Gong, all’ONG Falun Dafa Information Center e ad altri. I casi continuano.[62]
Il 5 aprile, il quotidiano taiwanese Liberty Times ha riferito che l’Ufficio di investigazione criminale (CIB) della polizia ha avviato un’indagine sulle minacce di bombe rivolte agli spettacoli a Taiwan. L’indagine della polizia è giunta alla conclusione che la fonte dei messaggi minatori si trovava a Xi’an, una città della provincia cinese dello Shaanxi, in particolare presso il “Huawei Research Institute”, collegando le minacce al gigante tecnologico cinese con stretti legami con il PCC.[63]
IN CONTINUO AGGIORNAMENTO: Monitoraggio dei casi recenti di repressione transnazionale e di disinformazione del PCC contro il Falun Gong e Shen Yun
Secondo documenti interni e prove tangibili, il regime sta usando, o userà, diverse tattiche per portare a termine questi attacchi:[64]
1. Aumentare la disinformazione nei contenuti anti-Falun Gong
I funzionari cinesi dell’MPS hanno ordinato ai dipartimenti provinciali di fornire risorse a due YouTuber, che sono al centro dei recenti attacchi online contro Shen Yun e Falun Gong, incluso il supporto da parte del cosiddetto “Esercito dei 50 centesimi”. La CITIC ha impartito istruzioni per condividere informazioni diffamatorie sul Falun Gong con i media stranieri, e per manipolare i risultati dei motori di ricerca online relativi al Falun Gong.
2. Attivare agenti del PCC
I funzionari hanno ordinato l’attivazione di un’ampia rete di agenti segreti all’estero, presenti all’interno della comunità del Falun Gong, in particolare negli Stati Uniti, per fornire contenuti ai suddetti YouTuber e intraprendere altre azioni per conto del regime. L’obiettivo è diffondere falsità sul Falun Gong e Shen Yun, provocare divisioni interne alla comunità del Falun Gong e destabilizzare le organizzazioni create dai praticanti del Falun Gong dall’interno. Alcuni degli individui sospetti intervistati da questi YouTuber supportati dal Ministero della Pubblica Sicurezza rientrano in questa categoria.
3. Tentare di mettere il governo degli Stati Uniti e la società americana contro il Falun Gong
Oltre a danneggiare la reputazione del Falun Gong e di Shen Yun all’interno della società americana, il regime e i suoi agenti pianificano anche di incitare divisioni tra il Falun Gong e il governo degli Stati Uniti, nel tentativo di istigare una repressione guidata dal governo americano sulle organizzazioni fondate da praticanti del Falun Gong.
Le prove disponibili suggeriscono che il Ministero della Pubblica Sicurezza (MPS) del PCC sia una forza trainante dietro questi sforzi, con entità sostenute dallo Stato come la CITIC. Almeno uno degli influencer nominati dal MPS ha sede negli Stati Uniti e potrebbe agire come agente straniero del PCC, ma non è registrato come tale. Inoltre, sembra esserci una sovrapposizione tra gli intervistati che parlano con questo influencer e con i giornalisti del New York Times, il che fa sorgere il dubbio che l’informazione del giornale sia influenzata da una campagna diffamatoria sostenuta dal PCC.
Anche nei primi mesi del 2026, durante la serie di spettacoli in Italia, la compagnia Shen Yun Performing Arts è stata oggetto di una grave escalation di intimidazioni e minacce. Questi episodi si inseriscono in un quadro internazionale più ampio che dimostra una pianificazione coordinata della repressione transnazionale contro il Falun Gong.
Il 6 gennaio due teatri italiani hanno ricevuto una email diffamatoria che ripeteva la narrativa del Pcc contro il Falun Gong e su Shen Yun. L’email descrive Shen Yun come un’organizzazione violenta, sfruttatrice o coinvolta in attività criminali e minacciava ritorsioni da parte del governo cinese che “considera l’organizzazione degli spettacoli di Shen Yun un atto politico ostile.” L’email includeva un allegato video che promuove la narrativa propagandistica del PCC riguardo all’Autoimmolazione di Piazza Tienanmen[vedi appendice B], recante il logo di un sito web gestito dal PCC dedicato ad attaccare il Falun Gong. Email quasi identiche sono state inviate anche in altri Paesi.
Questo collegamento suggerisce chiaramente il coinvolgimento di un attore legato al PCC e riflette un tentativo coordinato di sabotare la reputazione di Shen Yun, oltre alle minacce esplicite.
Il 10 febbraio l’organizzatore di Shen Yun in Italia ha ricevuto una email che minacciava il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella se avessero continuato a organizzare gli spettacoli di Shen Yun. Il testo della email in cinese diceva:
“Se non ti interessa la sicurezza di Sergio Mattarella e di tutti gli alti funzionari italiani, allora continua con la tua farsa. Non importa. Se puoi permetterti il prezzo, così sia. Non cercherò di dissuaderti. Basta che non te ne pentirai”.
Lo stesso giorno sono state inviate sei e-mail di minaccia dallo stesso indirizzo ([email protected]) a enti in Australia, Corea del Sud, Canada, Austria, Danimarca e Italia (gli indirizzi e-mail cerchiati dall’alto verso il basso). Ciascuna e-mail, redatta in cinese, avvertiva che, se gli spettacoli della Shen Yun Performing Arts fossero andati in scena come previsto, i rispettivi alti dirigenti politici o l’opinione pubblica avrebbero subito gravi danni.
Il 16 marzo un’e-mail inviata all’organizzatore degli spettacoli di Shen Yun in Italia avvertiva: “Una bomba è stata piazzata nel teatro; se lo spettacolo continua, avverrà un’esplosione”. Le forze dell’ordine sono intervenute anche con unità cinofile per tutti i 4 spettacoli andati in scena nei giorni seguenti. Anche queste minacce, come tutte le altre, si sono rivelate fasulle.
Nella stessa settimana successiva al 11 marzo diversi messaggi di minacce e lettere diffamatorie inviate a vari destinatari legati a Shen Yun o al Falun Gong minacciavano di far esplodere gli edifici del campus di Shen Yun nello Stato di New York, la Casa Bianca, il Parlamento canadese a Ottawa e diversi teatri.
Questi episodi appaiono parte di una campagna coordinata in ogni parte del mondo. A partire da dicembre 2025 la repressione transnazionale contro il Falun Gong e la Shen Yun Performing Arts si è intensificata in modo significativo.
Questo periodo è stato caratterizzato da
Questo schema riflette una repressione continua sia in termini geografici che di gravità, in particolare per quanto riguarda le minacce volte a interrompere gli spettacoli di Shen Yun. [65][66][67]
La campagna in corso del PCC contro i cittadini cinesi che praticano il Falun Gong rimane una delle più gravi crisi dei diritti umani e delle fonti di violazione della libertà religiosa nella Cina di oggi. In questi anni la risposta internazionale è stata significativa, governi e istituzioni internazionali hanno condannato la pratica, promosso risoluzioni e leggi, per condannare i crimini contro l’umanità del PCC e proteggere la comunità del Falun Gong. Associazioni dei diritti umani, personalità, associazioni mediche hanno condotto indagini e ricerche per smascherare i crimini del PCC.
(A) Agire per proteggere le comunità del Falun Gong dalla repressione transnazionale
(B) Condannare apertamente la repressione transnazionale contro il Falun Gong in pubblico e in privato.
(C) Condannare la persecuzione del Falun Gong e il prelievo forzato di organi e prendere tutte le misure a propria disposizione per fermare il genocidio del Falun Gong.
La Falun Dafa (noto anche come Falun Gong) è una pratica spirituale della tradizione buddista praticata da 70-100 milioni di persone in Cina prima del luglio 1999, quando il Partito Comunista Cinese (PCC) ha lanciato una violenta persecuzione con l’obiettivo di sradicare la pratica. Questa repressione, durata 26 anni, è stata accompagnata da una campagna di propaganda volta a demonizzare il Falun Gong per giustificare la persecuzione.
Il PCC ha promosso numerose false narrazioni, utilizzate al solo scopo di disumanizzare un gruppo di persone e, così facendo, facilitare atrocità orribili e scoraggiare il sostegno verso le vittime. Questo documento fornisce un’analisi di ciascuna delle principali false ma ricorrenti narrazioni della propaganda del PCC sul Falun Gong. L’analisi illustra che queste affermazioni sono palesemente false e sono state diffuse in Cina e in tutto il mondo per mettere l’opinione pubblica contro questa pratica, un tempo rispettata, e per giustificare l’emarginazione, la tortura, l’uccisione, l’abuso e la morte di innumerevoli persone innocenti.
Al di fuori della Cina, la disinformazione contenuta in queste narrazioni ha influenzato negativamente la comprensione del Falun Gong da parte di molte persone, impedendo in particolare ai funzionari governativi di parlare contro la brutalità del PCC nei confronti di milioni di persone innocenti.
Amnesty International ha espresso la preoccupazione che “la campagna ufficiale di diffamazione pubblica del Falun Gong sulla stampa ufficiale cinese abbia creato un clima di odio contro i praticanti del Falun Gong in Cina, che potrebbe incoraggiare atti di violenza contro di loro”.
La prima di tali etichette, lanciata alcuni mesi dopo l’inizio della persecuzione, che più ha seminato diffidenza tra la comunità internazionale e coloro che ancora non conoscono bene il gruppo è l’affermazione che il Falun Gong è una “setta”.
I siti web del governo cinese, compresa l’ambasciata cinese a Roma e il consolato di Milano, e i rapporti dei media statali sono pieni di riferimenti che affermano che il Falun Gong è una setta ed è “anti-umanità, anti-società e anti-scienza”.
L’etichetta di “setta” è stata coniata dal PCC specificamente e retroattivamente per diffamare il Falun Gong e per guidare la violenta persecuzione di milioni di persone. Prima della persecuzione, il Falun Gong era ampiamente accettato e promosso dai funzionari del PCC ai più alti livelli, e la decisione di Jiang Zemin di perseguitare questa pratica risultava controversa tra i dirigenti del PCC. Secondo il Washington Post, “il comitato permanente del Politburo non ha approvato all’unanimità la repressione e il presidente Jiang Zemin ha deciso da solo che il Falun Gong doveva essere eliminato”.[65]
Il Falun Gong non è stato bandito dal regime cinese come setta, come scrivono incautamente alcuni giornalisti. Un rapporto del 2017 di Freedom House osserva che: “L’etichetta [di setta] è apparsa nel discorso del partito solo nell’ottobre del 1999, mesi dopo l’avvio della repressione, quando l’apparato di propaganda si è impadronito di una traduzione inglese manipolata del termine cinese xiejiao”. Ciò suggerisce che il termine sia stato applicato retroattivamente per giustificare una campagna violenta che stava suscitando critiche internazionali e nazionali”.[66][67]
L’etichetta è apparsa in un periodo in cui la persecuzione contro il Falun Gong del Partito attirava le critiche internazionali. Non solo il Falun Gong si stava opponendo al regime, ma i mezzi violenti usati contro di esso, come tortura e pubbliche dimostrazioni di brutalità da parte della polizia, stavano spingendo il favore dell’opinione pubblica verso il Falun Gong. La popolazione cinese stava diventando sempre più solidale con la difficile situazione del gruppo, anche se la propaganda del Partito veniva ripetutamente intensificata. Nel frattempo, le critiche internazionali aumentavano.
Era necessario fare qualcosa per evitare che la campagna si rivelasse un imbarazzante e costoso fallimento.
Va notato, infine, che studiosi occidentali di religione che hanno studiato il Falun Gong in modo approfondito, come David Ownby, hanno evidenziato che il Falun Gong non ha le caratteristiche di una setta. Esso non prevede il culto del leader, né il pagamento di tasse; non isola i praticanti dalla società, non interviene nelle loro vite personali, né incoraggia alcun comportamento che possa essere interpretato come illegale o pericoloso. Tali studiosi lo hanno invece riconosciuto come un nuovo movimento religioso.
“L’intera questione della presunta natura settaria del Falun Gong è stata fin dall’inizio un depistaggio, abilmente sfruttato dallo Stato cinese per smorzare l’attrattiva del Falun Gong e l’efficacia delle attività del gruppo al di fuori della Cina”.
— David Ownby, Direttore del Centro di Studi sull’Asia Orientale presso l’Università di Montreal
Allo stesso modo, un’ampia gamma di attori internazionali, tra cui i relatori speciali delle Nazioni Unite, importanti gruppi per i diritti umani e governi democratici, hanno ripetutamente definito la campagna contro il Falun Gong come una persecuzione religiosa ingiustificata, invece che come una legittima politica governativa volta a liberare la società da una presunta influenza negativa.
Ad esempio il Tribunale dei diritti umani dell’Ontario, nel 2006 e nel 2011, ha stabilito che il Falun Gong costituisce un credo protetto dal Codice dei diritti umani dell’Ontario. “Gli studiosi occidentali di religione definirebbero il Falun Gong come un nuovo movimento religioso. L’essenza del Falun Gong è l’elevazione spirituale. I praticanti del Falun Gong credono nell’esistenza di divinità ed esseri divini nel cosmo. Il suo leader, Li Hongzhi, ha scritto una forma di “scrittura”. Il suo messaggio è profondamente morale”, si legge in un comunicato stampa della Commissione per i diritti umani dell’Ontario che riassume le testimonianze degli esperti sul Falun Gong.
Anche l’Unità Crimini d’Odio del Servizio di Polizia di Edmonton (EPS) ha riconosciuto il Falun Gong come un gruppo identificabile da proteggere sotto la categoria della religione. Nel 2005, l’unità ha identificato il materiale anti-Falun Gong distribuito dai membri del personale del consolato cinese a Calgary – che, tra l’altro, definiva il Falun Gong “una setta” – come una violazione del Codice penale, che vieta la promozione intenzionale dell’odio contro un gruppo identificabile.
Inoltre, l’apprendimento del Falun Gong è completamente gratuito. Tutti i libri e i video sono liberamente scaricabili da Internet e la richiesta di donazioni è vietata all’interno della comunità del Falun Gong. Non essendoci un’adesione vincolante, ognuno si sente libero di andare e venire. Oggi il Falun Gong è praticato da decine di milioni di persone in oltre 100 Paesi del mondo.
“Il gruppo [Falun Gong] non soddisfa molte delle definizioni comuni di setta: i suoi membri si sposano al di fuori del gruppo, hanno amici esterni, hanno un lavoro normale, non vivono isolati dalla società, non credono che la fine del mondo sia imminente e non danno somme significative di denaro all’organizzazione. Soprattutto, il suicidio non è accettato, né la violenza fisica….[il Falun Gong] è in fondo una disciplina apolitica, orientata verso l’interno, volta a purificarsi spiritualmente e a migliorare la propria salute”.
— Ian Johnson, ex giornalista del Wall Street Journal, Premio Pulitzer per il suo reportage sul Falun Gong.
Nei suoi sforzi di propaganda per minare la credibilità del Falun Gong e la documentazione delle violazioni dei diritti subite dal gruppo, soprattutto per fomentare l’odio nella comunità cinese, il governo cinese etichetta il Falun Gong come “anti-Cina” o tra una più ampia serie di “forze ostili straniere”. È chiaro che intende confondere le persone facendo loro credere che la difesa dei diritti umani sia “politica” e che denunciare le atrocità del PCC contro i cinesi sia “anti-Cina”.
Al contrario, in risposta alle brutalità del PCC, i praticanti del Falun Gong hanno svolto solo attività non violente per resistere alla persecuzione, come la produzione e la distribuzione di materiale sui fatti reali della pratica e della persecuzione. Queste attività servono a contrastare la disinformazione e sono per il bene della Cina e del popolo cinese.
Il Falun Gong è principalmente una disciplina il cui scopo è la realizzazione spirituale. Il Falun Gong come gruppo non ha aspirazioni politiche. Gli insegnamenti del Falun Gong richiedono che i praticanti si sforzino di lasciare andare gli attaccamenti mondani e la preoccupazione per la fama, la reputazione e il guadagno, compreso il potere politico.
In risposta agli abusi in Cina, i praticanti del Falun Gong hanno cercato di documentare e divulgare i crimini contro l’umanità di cui sono stati vittime.[68][69] Nel corso del tempo, hanno trovato utile educare il popolo cinese anche sui crimini più ampi e sulla storia brutale del PCC. Questo attivismo ha lo scopo di aiutare il popolo cinese a vedere attraverso le menzogne e gli inganni del PCC e, così facendo, evitare di diventare complice della persecuzione di persone innocenti. L’obiettivo finale è quello di porre fine alle persecuzioni, non di ottenere un potere politico.
Il sistema legale cinese è diventato uno strumento per attuare la persecuzione. Etichettare il Falun Gong come illegale serve a mascherare la repressione come legittima.
La persecuzione del Falun Gong non solo contraddice le leggi internazionali e gli standard dei diritti umani, ma è di fatto una violazione delle stesse leggi cinesi, ovvero la Costituzione della Repubblica Popolare Cinese e il Diritto Penale della Repubblica Popolare Cinese.
La Costituzione cinese apparentemente protegge le libertà di parola, stampa, assemblea, associazione, processione e manifestazione, nonché il credo religioso. Tuttavia, i praticanti del Falun Gong vengono ripetutamente condannati per la loro fede o per aver diffuso informazioni che combattono la propaganda anti-Falun Gong del PCC, per aver denunciato le violazioni dei diritti subite dai praticanti del Falun Gong o, più in generale, per aver sensibilizzato l’opinione pubblica sulla storia delle violazioni dei diritti del PCC.
La giustificazione legale più comunemente usata per condannare i praticanti del Falun Gong è l’articolo 300 della legge penale cinese: “utilizzare un’organizzazione eretica per minare l’attuazione della legge”. A parte il fatto che questa legge contraddice l’articolo 36 della Costituzione cinese, che si suppone garantisca la libertà di credo religioso, gli avvocati cinesi hanno sottolineato i difetti dell’applicazione di questa legge alla persecuzione dei praticanti del Falun Gong.
In un discorso tenuto al Parlamento europeo, riguardante “l’illegalità della repressione del Falun Gong in Cina – e le ripercussioni odierne sullo stato di diritto”,[70] Yiyang Xia, direttore senior per la politica e la ricerca della Human Rights Law Foundation, ha sottolineato tre punti:
1) Il Falun Gong non è mai stato legalmente vietato in Cina.
2) Il PCC ha sviluppato diverse tattiche per portare avanti la persecuzione senza una base legale.
3) Queste tattiche vengono ora applicate contro una serie più ampia di obiettivi, con un ulteriore impatto sulle condizioni dei diritti umani in Cina.
Ha dichiarato: “Il governo cinese non ha mai vietato legalmente il Falun Gong e, di fatto, non esiste alcuna legge che vieti questa pratica religiosa. Nel 2007, sei importanti avvocati cinesi hanno difeso la praticante del Falun Gong Wang Bo e la sua famiglia. La dichiarazione di difesa è stata successivamente pubblicata online con il titolo “La supremazia della Costituzione e la libertà di religione”. Alcuni osservatori l’hanno definita un documento storico. Dopo un’analisi approfondita, gli avvocati hanno concluso: “è chiaro che le azioni punitive condotte attualmente contro i credenti del Falun Gong non hanno alcuna base legale costituzionale e devono essere sospese immediatamente”. Da quel caso, un numero crescente di avvocati per i diritti umani ha iniziato ad occuparsi dei casi del Falun Gong e ha scoperto come la persecuzione sia portata avanti senza alcuna base legale”.
I mezzi che [i leader cinesi] hanno usato dimostrano che volevano screditare completamente il Falun Gong nel processo del tentativo di smantellarlo e che hanno utilizzato lo stato di diritto e la giustizia come copertura e come scusa.
— Human Rights Watch
Comprendendo che molti nelle democrazie occidentali apprezzano il pluralismo e la diversità, il PCC ha cercato di dipingere il Falun Gong come contrario a questi valori. La narrazione presente su diversi siti web del consolato cinese inquadra falsamente la pratica spirituale e il suo fondatore come colpevoli di discriminazione razziale.[71] Alcune testate giornalistiche occidentali hanno ripreso in modo problematico questo inquadramento, spesso citando gli insegnamenti spirituali del Falun Gong fuori contesto. In realtà, un esame superficiale della comunità del Falun Gong mostra che essa è incredibilmente diversificata, con praticanti provenienti da tutte le etnie e da oltre 100 Paesi, con molti matrimoni interrazziali.[72]
Gli insegnamenti del Falun Gong non solo sono fondamentalmente incompatibili con il razzismo o la discriminazione, ma sono rispettosi e responsabilizzanti verso ogni razza. Inoltre, innumerevoli persone che praticano il Falun Gong si sono sposate e hanno figli di razza mista. Questo dimostra la realtà di ciò che i praticanti del Falun Gong credono.
Un argomento ricorrente nella propaganda del PCC è che il Falun Gong è “antiscientifico” e che proibisce ai credenti di prendere medicine, causando così dei decessi. In realtà, il Falun Gong non proibisce ai praticanti di prendere medicine. L’insegnamento del Falun Gong, simile a quello del Buddismo sulla malattia, è che la sofferenza creata dalla malattia aiuta a rimuovere gli elementi negativi dal corpo. Gli insegnamenti affermano anche chiaramente che gli ospedali e le medicine sono effettivamente efficaci e che le persone dovrebbero andare in ospedale se necessario.[73]
Inoltre, i praticanti del Falun Gong – soprattutto quelli al di fuori della Cina – sono altamente istruiti e comprendono molti medici sia di medicina cinese che occidentale, oltre ad altri professionisti con lauree o dottorati in ricerca scientifica e medica. Essi affermano certamente l’efficacia della medicina. Inoltre soprattutto nella moderna medicina alternativa, si stanno esplorando più strade per curare le malattie e promuovere il proprio benessere, oltre a quella di affidarsi esclusivamente alla medicina.
I siti web del governo cinese e i media statali cinesi hanno pubblicato numerose storie false di praticanti del Falun Gong che si sono suicidati o uccisi. Tra queste, l’episodio nel quale presunti praticanti che si danno fuoco in Piazza Tienanmen nel 2001, il cui filmato che è stato confutato da esperti e giornalisti investigativi come una messa in scena del PCC.[74]
In realtà, gli insegnamenti del Falun Gong proibiscono rigorosamente l’uccisione o la violenza di qualsiasi tipo. L’idea che la pratica sia pericolosa è semplicemente infondata. Tuttavia, la propaganda falsificata è stata molto efficace tra alcune parti dell’opinione pubblica cinese – insieme al rischio di persecuzione per essersi apertamente associati ai praticanti del Falun Gong – generando paura tra molti cittadini cinesi.
Nel marzo 2000, Amnesty International ha pubblicato un rapporto,[75] che esaminava l’affermazione del PCC secondo cui il Falun Gong avrebbe causato 1.400 morti:
Il governo ha bandito il Falun Gong il 22 luglio 1999 e ha lanciato una massiccia campagna di propaganda per denunciarne la pratica. Secondo le informazioni pubblicate dal governo, il Falun Gong “ha causato più di 1400 morti”, la maggior parte dei quali riguardava persone decedute per malattia che avrebbero rifiutato le cure mediche a causa delle loro convinzioni sul Falun Gong. Nell’attuale clima di censura e repressione in Cina, questa affermazione non può essere verificata in modo indipendente. Alla luce della repressione politica e della massiccia campagna di propaganda del governo contro il Falun Gong, l’imparzialità delle informazioni fornite dal governo è discutibile.
Il governo non ha presentato prove di un legame diretto tra le presunte morti e gli imputati. … Nel contesto della repressione politica del movimento, ha istituito una presunzione di colpevolezza nei confronti di coloro che dovevano essere perseguiti. I documenti ufficiali emessi per la repressione dimostrano di per sé che il processo giudiziario è stato prevenuto fin dall’inizio contro gli imputati. Questo viola gli standard internazionali sotto diversi punti di vista, in particolare il diritto dei detenuti di essere presunti innocenti fino a quando non viene dimostrata la loro colpevolezza attraverso un processo equo e aperto da parte di un tribunale indipendente.
“L’accusa che il Falun Gong minacci la stabilità della Cina non regge. L’affermazione che la fede nel Falun Gong sia una minaccia per la salute pubblica è altrettanto falsa. Il pericolo per la salute deriva dal trattamento che i praticanti ricevono per mano della polizia e dei funzionari carcerari”.
— Human Rights Watch
Alla fine del 2000 – un anno e mezzo dopo che il Partito Comunista Cinese (PCC) aveva lanciato la soppressione del Falun Gong – la campagna non era riuscita a guadagnare il sostegno di molti tra i membri del PCC. Nei primi mesi del 2000 l’allora il leader del PCC, Jiang Zemin, fece il giro delle province meridionali nella speranza di rafforzare il sostegno alla campagna tra i leader politici locali. Nel frattempo era ormai tramontata la possibilità di un più ampio sostegno pubblico della campagna. Il 23 gennaio 2001 cinque individui si sono presumibilmente dati fuoco in Piazza Tiananmen a Pechino. L’intera scena è stata ripresa dalle telecamere da più angolazioni. Poche ore dopo l’evento i media controllati dallo Stato sono stati inondati da servizi e articoli che sostenevano che gli auto-immolati erano praticanti del Falun Gong. Questi servizi includevano raccapriccianti filmati delle vittime che descrivevano gli insegnamenti del Falun Gong come direttamente responsabili della tragedia.
Nelle settimane successive all’evento un abbondante numero di prove scoperte (tra cui un articolo del Washington Post dove si dichiarava che due degli auto-immolati non avevano mai praticato il Falun Gong) ha indicato che l’incidente è stato completamente inscenato. Tuttavia, dal momento che le persone all’interno della Cina non hanno avuto accesso a queste informazioni, i media statali cinesi hanno continuato una campagna martellante per ritrarre gli “auto-immolati” come praticanti del Falun Gong. Le persone di tutta la Cina hanno cambiato atteggiamento verso la pratica, dal rispettarla ed essere solidali nei suoi confronti, a divenire furiosi ed attaccarla.
La diffusione a livello nazionale della bufala istigata dal PCC è stata una forte propaganda d’odio che ha messo il pubblico contro il Falun Gong in Cina e all’estero. Nonostante l’International Education Development, una ONG legata alle Nazioni Unite, abbia confermato le prove che concludevano che l’incidente era una montatura, la mancanza di notizie indipendenti in Cina permette alla narrativa del PCC di diffondere l’odio generato da questo incidente a livello globale. Il rapporto di Amnesty International ha anche messo in discussione la campagna di propaganda massiccia e distorta che ha denunciato il Falun Gong. Tuttavia, questa autoimmolazione è stata replicata da molti media per diffondere l’odio nelle comunità cinesi della diaspora.
I cinesi in Italia ancora oggi credono a questo e sono profondamente ostili verso il Falun Gong e i praticanti.
Di seguito un elenco di azioni parlamentari di condanna della persecuzione e del prelievo forzato di organi.
18 gennaio 2024 – Il Parlamento Europeo approva la Risoluzione sulla continua persecuzione del Falun Gong in Cina, in particolare il caso di Ding Yuande Tra l’altro “chiede alla RPC di porre fine alla sorveglianza, al controllo e alla soppressione della libertà di religione nel paese e a livello transnazionale; esorta la RPC ad ottemperare agli obblighi di rispettare e tutelare i diritti umani che le incombono in virtù del diritto internazionale e della sua Costituzione”
5 maggio 2022 – Il Parlamento Europeo approva una risoluzione d’urgenza per condannare il prelievo forzato di organi in Cina
Questa nuova decisione si basa su due precedenti risoluzioni d’urgenza del PE, una approvata nel dicembre 2013 e un’altra adottata sotto forma di dichiarazione scritta nel settembre 2016.
Aprile 2019 – Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione delle minoranze religiose ed etniche in Cina
Chiede il rilascio immediato delle persone detenute arbitrariamente, dei prigionieri di coscienza, compresi i praticanti del Falun Gong, e la cessazione delle sparizioni forzate; insiste sul fatto che tutte le persone possano scegliere il proprio rappresentante legale, avere accesso alla propria famiglia e all’assistenza medica, e che i loro casi siano oggetto di indagini;
Luglio 2016 – Dichiarazione scritta del Parlamento europeo
Dichiarazione scritta, ai sensi dell’articolo 136 del Regolamento del Parlamento, sull’interruzione del prelievo di organi dai prigionieri di coscienza in Cina
Dicembre 2013 – Risoluzione del Parlamento europeo sul prelievo di organi in Cina
Invita il governo della Repubblica Popolare Cinese a porre immediatamente fine alla pratica del prelievo di organi da prigionieri di coscienza e da membri di gruppi religiosi e minoranze etniche.
Dicembre 2010 – Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti umani nel mondo nel 2009
Esprime profonda preoccupazione, tra l’altro, per la persecuzione dei praticanti del Falun Gong in Cina.
Maggio 2008 – Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti umani nel mondo nel 2007
Rileva che, nonostante le significative riforme economiche, in Cina persistono violazioni sistematiche dei diritti politici e umani; rimane ugualmente preoccupato per l’inserimento nella lista nera di giornalisti e attivisti per i diritti umani, del Dalai Lama e dei suoi collaboratori e dei praticanti del Falun Gong;
Dicembre 2007 – Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni UE-Cina
È fortemente preoccupato per il recente aumento delle persecuzioni politiche legate alle Olimpiadi nei confronti di difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati, firmatari di petizioni, attivisti della società civile, gruppi etnici come gli Uiguri e religiosi di ogni credo, in particolare i praticanti del Falun Gong; invita le autorità cinesi a rilasciare immediatamente queste persone e a porre fine a queste violazioni dei diritti umani, nonché alla demolizione di un numero considerevole di case senza compensazione per far posto alle infrastrutture olimpiche;
Settembre 2006 – Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni UE-Cina
Condanna fermamente la detenzione e la tortura dei praticanti del Falun Gong nelle carceri, nei campi di “rieducazione attraverso il lavoro”, negli ospedali psichiatrici e nelle “scuole di educazione legale”; è preoccupato per le notizie secondo cui gli organi dei praticanti del Falun Gong detenuti sono stati rimossi e venduti agli ospedali; esorta il governo cinese a porre fine alla detenzione e alla tortura dei praticanti del Falun Gong e a rilasciarli immediatamente;
Febbraio 2005 – Risoluzione del Parlamento europeo sulle raccomandazioni per la 61a sessione della Commissione ONU sui diritti umani a Ginevra
Condanna con forza, in particolare, l’uso ingiustificato della detenzione arbitraria, l’azione repressiva in Tibet, nello Xinjiang e contro il movimento Falun Gong e qualsiasi forma di opposizione politica;
Aprile 2004 – Risoluzione del Parlamento europeo sulle raccomandazioni per la 60a sessione della Commissione ONU sui diritti umani a Ginevra
Invita l’UE a patrocinare o co-patrocinare risoluzioni sulla Cina (in particolare sulla situazione in Tibet e nello Xinjiang e sulla repressione del Falun Gong).
Settembre 2003 – Risoluzione del Parlamento europeo sui diritti umani nel mondo nel 2002
Ribadisce l’invito al governo cinese a cessare immediatamente i procedimenti giudiziari e le campagne di diffamazione su larga scala nei confronti del Falun Gong e dei suoi praticanti; esorta il governo cinese a porre fine a tutti gli arresti, le torture, le uccisioni, il lavaggio del cervello e le restrizioni alla libertà di parola e di riunione dei membri di questo movimento;
Febbraio 2001 – Risoluzione del Parlamento europeo sulla libertà di religione nella Repubblica Popolare Cinese
Invita il governo della RPC a permettere ai praticanti del Falun Gong di esercitare il loro diritto fondamentale alla libertà di coscienza, espressione, associazione e riunione, in conformità con la Costituzione della RPC.
House Resolution 343 (13 giugno 2016)
“Esprime preoccupazione per le persistenti e credibili segnalazioni di prelievi sistematici e autorizzati dallo Stato di organi da prigionieri di coscienza non consenzienti nella Repubblica Popolare Cinese, tra cui un gran numero di praticanti del Falun Gong e membri di altri gruppi religiosi e di minoranze etniche”.
House Resolution 605 (16 marzo 2010)
“Riconosce la continua persecuzione dei praticanti del Falun Gong in Cina nell’11° anniversario della campagna del Partito Comunista Cinese per sopprimere il movimento spirituale Falun Gong e chiede la fine immediata della campagna di persecuzione, intimidazione, imprigionamento e tortura dei praticanti del Falun Gong”.
House Concurrent Resolution 304 (4 ottobre 2004)
“Esprime il giudizio del Congresso sull’oppressione del governo della Repubblica Popolare Cinese nei confronti del Falun Gong negli Stati Uniti e in Cina”.
House Concurrent Resolution 188 (24 luglio 2002)
“Esprime il giudizio del Congresso sul fatto che il governo della Repubblica Popolare Cinese dovrebbe cessare la sua persecuzione dei praticanti del Falun Gong”.
House Concurrent Resolution 218 (18 novembre 1999)
“Esprime il giudizio del Congresso sul fatto che il governo della Repubblica Popolare Cinese debba porre fine alla persecuzione dei praticanti del Falun Gong”.
2014 – Senato – Risoluzione della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani d’iniziativa del senatore Manconi concernente il rispetto dei diritti fondamentali delle persone appartenenti al Falun Gong con particolare riferimento agli espianti di organi di detenuti in Cina
2015 – Legge sul traffico di organi
Modifiche al codice penale e alla legge 1 aprile 1999, n. 91, in materia di traffico di organi destinati al trapianto
Elenco dei provvedimenti, rapporti, audizioni nel Regno Unito
https://it.faluninfo.net/united-kingdom/
Elenco dei provvedimenti, rapporti, audizioni in Canada
https://it.faluninfo.net/canadian-government/
[1] Che cos’è il Falun Gong | Falun Dafa Information Center
https://it.faluninfo.net/what-is-falun-gong-falun-dafa/
[2] Sito ufficiale della Falun Dafa
https://it.falundafa.org/index.html
[3] An Opiate of the Masses? (February 1999). U.S.News.
[4] Perché la persecuzione in Cina | Falun Dafa Information Center
https://it.faluninfo.net/why-is-falun-gong-is-persecuted-in-china/
[5] Cracks in China’s Crackdown (November 1999). The Washington Post
[6] Falun Gong: Religious Freedom in China (2017). Freedom House
[7] FALUN GONG PERSECUTION FACTSHEET (October 2006). Amnesty International
[8] https://it.faluninfo.net/torture/ Falun Dafa Information Center
[9] https://it.faluninfo.net/violent-suppression-of-100-million-people/ Falun Dafa Information Center
[10] Congressional-Executive Commission on China | 2008 Annual Report https://www.cecc.gov/publications/annual-reports/2008-annual-report
[11] Report of the Special Rapporteur on Torture & CIDT (March 2006). United Nations. E/CN.4/2006/6/Add.6, page 13
[12] Final Short Form Conclusion China Tribunal (June 2019). ChinaTribunal
[13] China: UN human rights experts alarmed by ‘organ harvesting’ allegations https://www.ohchr.org/en/press-releases/2021/06/china-un-human-rights-experts-alarmed-organ-harvesting-allegations?LangID=E&NewsID=27167 (giugno 2021) Alto Commissariato per i diritti umani
[14] Special Report 2021 China: Transnational Repression Origin Country Case Study | Freedom House
https://freedomhouse.org/report/transnational-repression/china
[15] La campagna senza precedenti del Partito Comunista Cinese per sabotare Shen Yun ed eliminare il Falun Gong a livello globale | Falun Dafa Information Center https://it.faluninfo.net/la-campagna-senza-precedenti-per-sabotare-shen-yun-ed-eliminare-il-falun-gong-a-livello-globale-del-partito-comunista-cinese/
[16] CHINESE INFLUENCE OPERATIONS (ottobre 2021). Institut de Recherche Stratégique de L’Ecole Militaire.
[17] Xia, Yiyang. 2011. “The Illegality of China’s Falun Gong Crackdown—and today’s rule of law repercussions.” Dichiarazione scritta presentata al Parlamento europeo dal direttore senior delle politiche e della ricerca della Human Rights Law Foundation al Parlamento europeo, 2011. The illegality of China’s Falun Gong crackdown—and today’s rule of law repercussions Written Statement by Yiyang Xia, Senior D
[18] The 610 Office: Policing the Chinese Spirit settembre 2011). The Jamestown Foundation.
[19] The 610 Office: Policing the Chinese Spirit (settembre 2011). The Jamestown Foundation. Le loro cifre sono state verificate in CHINESE INFLUENCE OPERATIONS (ottobre 2021). Institut de Recherche Stratégique de L’Ecole Militaire.
[20] The 610 Office: Policing the Chinese Spirit (September 2011). The Jamestown Foundation.
[21] Chen-testimony-US-congress-072105 (July 2005). United States Congress Committee on International Relations.
[22] Affidavit-from-Chen-Yonglin-to-BC-court (June 2008). Supreme Court of British Columbia.
[23] Chen-testimony-US-congress-072105 (July 2005). United States Congress Committee on International Relations.
[24] Institut de Recherche Stratégique de L’Ecole Militaire https://www.irsem.fr/report.html (ottobre 2021).
[25] United States Congress Committee on International Relations Chen-testimony-US-congress-072105 (luglio 2005).
[26] Supreme Court of British Columbia Affidavit-from-Chen-Yonglin-to-BC-court (giugno 2008)
[27] The Epoch Times. https://www.theepochtimes.com/article/ex-envoy-details-chinese-regimes-overseas-scheme-1749162 (dicembre 2018)
[30] Xia, Yiyang “CCP’s directives on extending the persecution of Falun Gong to Western countries,” Human Rights Law Foundation, February 19, 2022, https://hrlf.net/wp-content/uploads/2022/02/CCP-Directives-2015-2018-1.pdf
[31] “中央领导讲话中央防范办 有关会议精神传达提纲 [Central leadership speech Central Prevention Office Outline for communicating the spirit of the meeting],”https://www.adhrrf.org/wp-content/uploads/2017/12/20160124.pdf Adhrrf.org
[32] https://hrlf.net/wp-content/uploads/2022/02/CCP-Directives-2015-2018-1.pdf; (febbraio 2022). Hrlf.net I punti sono stati citati nei testi originali cinesi di https://www.adhrrf.org/wp-content/uploads/2017/12/20160124.pdf Adhrrf.org
[33] La repressione del Falun Gong da parte del governo cinese. Le polemiche sucitate dalle affermazioni del console Cinese in Italia contro il Falun | Radio Radicale Gong https://www.radioradicale.it/scheda/136887/la-repressione-del-falun-gong-da-parte-del-governo-cinese-le-polemiche-sucitate-dalle
[34] Special Report 2021 China: Transnational Repression Origin Country Case Study
https://freedomhouse.org/report/transnational-repression/china
[35] As President Xi Jinping traveled the world, police swept peaceful protesters off the streets https://www.icij.org/investigations/china-targets/xi-jinping-protest-diplomatic-police-activists-dissent/#serbia-case
[36] Italy: CCP Thugs Damage Truth Clarification Banners in Front of the Chinese Consulate in Milan (Photo) https://en.minghui.org/html/articles/2011/6/25/126243.html
[38] Bergamo, Shen Yun al Teatro Donizetti, la Cina protesta https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/23_marzo_31/bergamo-shen-yun-al-teatro-donizetti-la-cina-protesta-c16fb261-95dc-475e-acf4-7dd4dfc39xlk.shtml
[39] https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=Sindisp&id=1374605&idoggetto=0
[40] Chinese Ambassador in Italy, Sun Yuxi, Directly Pressured Eutelsat to Cut Off NTDTV Signal https://www.upholdjustice.org/node/184
[41] Oscurato «Ntdtv», voce libera della Cina La Ue chiede spiegazioni a Eutelsat
https://www.corriere.it/esteri/08_agosto_22/eutelsat_cina_oscurata_f335b4b8-7029-11dd-9278-00144f02aabc.shtml
[42] Reporters sans frontières chiede a Giuliano Berretta, amministratore delegato della società satellitare europea Eutelsat, di revocare rapidamente la decisione di sospendere l’utilizzo del satellite W5 di Eutelsat da parte dell’emittente indipendente in lingua cinese NTDTV per trasmettere in Asia. https://rsf.org/en/european-satellite-operator-eutelsat-suppresses-independent-chinese-language-tv-station-ntdtv
[44] Torture is breaking Falun Gong | The Washington Post https://www.washingtonpost.com/archive/politics/2001/08/05/torture-is-breaking-falun-gong/ea6c5341-c7a7-47c9-9674-053049b7323d/
possibile leggerlo fuori abbonamento qui: https://faluninfo.net/washington-post-torture-is-breaking-falun-gong/
[45] The Long Shadow of Chinese Censorship: How the Communist Party’s Media Restrictions Affect News. Outlets Around the World | Sarah Cook, ottobre 2013 per Center for International Media Assistance
https://freedomhouse.org/sites/default/files/2020-02/Special_Report_Long_Shadow_Chinese_Censorship_2013.pdf
[46] Quando lo stato vuole i tuoi organi | Panorama
https://www.panorama.it/attualita/esteri/trapianto-organi-cina
[47] La Cina ha violato le norme di etica medica sui trapianti di organi | Panorama ttps://www.panorama.it/attualita/cina-inchiesta-organi-panorama
[48] A New Campaign Against “Bitter Winter” in China
https://bitterwinter.org/a-new-campaign-against-bitter-winter-in-china/
[49] Cold Genocide, Falun Gong in China, Cheung et. al. (2018) https://digitalcommons.usf.edu/gsp/vol12/iss1/6/
[50] Media and New Religious Movements: The Case of Falun Gong di Leeshai Lemish | Cesnur 2009
https://www.cesnur.org/2009/slc_lemish.htm
[52] Scopri il cuore di Shen Yun https://www.shenyun.org/discover-the-heart-of-shen-yun
[53] Shen Yun Artists Find New Meaning on the World Stage
https://www.theepochtimes.com/article/persecuted-in-china-young-shen-yun-artists-find-new-meaning-on-the-world-stage-5762354
[54] Smascherare l’ignoto: la storia di un ballerino di Shen Yun
https://www.shenyuncreations.com/it-IT/video/_video_28c120fe69784a259025197e46045f48/Unmasking-the-Unknown-Shen-Yun-Dancers-Back-Story
[55] Storie di artisti perseguitati
https://it.shenyun.org/tag/name/t/Persecuted-Artists
[56] THE HILL: “La vera ragione per cui la Cina comunista ha paura di Shen Yun” https://it.shenyun.org/reviews/view/article/e/6vzye_SjrUg/shen-yun-reviews-.html
[57] Shen Yun ‘Reminds Me of Why I Chose to Study China,’ Professor Says | Arthur Waldron, esperto di Cina, University of Pennsylvania https://www.theepochtimes.com/shenyun/shen-yun-reminds-me-of-why-i-chose-to-study-china-professor-says-2-2467005
[58] Interferenze diplomatiche e disinformazione. L’azione globale di Pechino per fermare Shen Yun
https://it.faluninfo.net/interferenze-diplomatiche-disinformazione-azione-globale-pechino-per-fermare-shen-yun/
[59] Bergamo, Shen Yun al Teatro Donizetti, la Cina protesta https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/23_marzo_31/bergamo-shen-yun-al-teatro-donizetti-la-cina-protesta-c16fb261-95dc-475e-acf4-7dd4dfc39xlk.shtml
[61] La campagna senza precedenti del Partito Comunista Cinese per sabotare Shen Yun ed eliminare il Falun Gong a livello globale https://it.faluninfo.net/la-campagna-senza-precedenti-per-sabotare-shen-yun-ed-eliminare-il-falun-gong-a-livello-globale-del-partito-comunista-cinese/
[62] Monitoraggio dei casi recenti di repressione transnazionale e di disinformazione del PCC contro il Falun Gong e Shen Yun https://it.faluninfo.net/monitoraggio-dei-casi-recenti-di-repressione-transnazionale-e-disinformazione-del-pcc-contro-falun-gong-shen-yun/
[63] La polizia taiwanese riconduce le false minacce bomba contro Shen Yun all’Istituto Huawei in Cina
https://it.faluninfo.net/la-polizia-taiwanese-riconduce-le-false-minacce-di-bomba-contro-shen-yun-allistituto-huawei-in-cina/
[64] L’arma dei social media, Il nuovo piano del PCC per “eliminare” il Falun Gong in tutto il mondo
https://it.faluninfo.net/larma-dei-social-media/
[65] Gennaio 2026 Aggiornamento sulla repressione transnazionale
Minacce di morte, diffamazione diplomatica e disinformazione coordinata contro il Falun Gong e i suoi sostenitori (dicembre 2025 – 17 gennaio 2026) https://it.faluninfo.net/gennaio-2026-aggiornamento-sulla-repressione-transnazionale/
[66] Febbraio 2026 – Aggiornamento sulla repressione transnazionale
Aggressioni, minacce violente, pressioni diplomatiche e campagne coordinate di disinformazione prendono di mira il Falun Gong e i suoi sostenitori (aggiornato al 16 febbraio 2026)
https://it.faluninfo.net/febbraio-2026-aggiornamento-sulla-repressione-transnazionale/
[67] Marzo 2026 – Aggiornamenti sulla repressione transnazionale
Minacce coordinate di bombe e diffamazioni diplomatiche contro gli spettacoli di Shen Yun e le comunità del Falun Gong (al 20 marzo 2026)
https://it.faluninfo.net/marzo-2026-aggiornamenti-sulla-repressione-transnazionale/
[68] Cracks in China’s Crackdown https://www.washingtonpost.com/wp-srv/WPcap/1999-11/12/062r-111299-idx.html
[69] Sarah Cook, “Falun Gong,” The Battle for China’s Spirit, Freedom House, 2017, https://freedomhouse.org/report/2017/battle-china-spirit-falun-gong-religious-freedom#footnoteref22_n3lo3a1
[70] Se la tua religione è uno xie jiao, vai in prigione. Ma che cos’è uno xie jiao?
https://it.bitterwinter.org/ma-che-cose-uno-xie-jiao/
Perché la Cina perseguita il Falun Gong
https://it.bitterwinter.org/perche-la-cina-perseguita-il-falun-gong/
[72] Cold Genocide, Falun Gong in China https://digitalcommons.usf.edu/gsp/vol12/iss1/6/
[74] “Background on Falun Labels,” The Persecution of Falun Gong: Key Trends from 2022 and What to Watch for Ahead, Falun Dafa Information Center, 2023, https://library.faluninfo.net/the-persecution-of-falun-gong-key-trends-from-2022-and-what-to-watch-for-ahead/
[75] “Intolerant?” Falun Dafa Information Center, https://it.faluninfo.net/misconceptions-intolerant/; “Who practices Falun Gong?” Falun Dafa Information Center, https://faluninfo.net/who-practices-falun-gong/
[76] “Evitare la medicine?” | Falun Dafa Information Center, https://it.faluninfo.net/misconceptions-avoiding-medicine/
[77] Propaganda e censura del PCC | Falun Dafa Information Center https://it.faluninfo.net/propaganda-and-censorship-in-china-falun-gong-persecution/
[78] PEOPLE’S REPUBLIC OF CHINA Crackdown on Falun Gong and other so-called “heretical organizations” | Amnesty International https://www.amnesty.org/ar/wp-content/uploads/2021/12/ASA170112000ENGLISH.pdf