La Germania condanna spia cinese che prendeva di mira il Falun Gong
Il politico dell'AfD Maximilian Krah (a sinistra) con il suo ex dipendente Guo Jian (a destra). (Maximilian Krah/Facebook)
Dresda, Germania — Secondo diverse testate giornalistiche tedesche, la Corte d’Appello di Dresda ha condannato Guo Jian, cittadino tedesco di origine cinese ed ex collaboratore del politico dell’AfD Maximilian Krah, a quattro anni e nove mesi di carcere, per aver svolto attività di intelligence per conto del Partito Comunista Cinese (PCC). AfD è l’acronimo di Alternative für Deutschland, ovvero Alternativa per la Germania.
La corte ha stabilito che l’attività di spionaggio di Guo comprendeva in particolare la sorveglianza dei praticanti del Falun Gong in Germania e la raccolta di informazioni sulle deliberazioni e risoluzioni del Parlamento europeo che ne criticavano la persecuzione da parte del PCC.
“Il più grave spionaggio cinese conosciuto”

Secondo le conclusioni del tribunale, Guo arrivò in Germania dalla Cina come studente internazionale e, in seguito, entrò in contatto con i servizi segreti cinesi. Nonostante queste affiliazioni segrete, ottenne la cittadinanza tedesca nel 2011.
Dopo aver ottenuto la cittadinanza, Guo entrò a far parte dell’ufficio di Maximilian Krah, allora membro del Parlamento europeo (MEP) per il partito AfD, e per lungo tempo ne fu l’assistente.
Guo sfruttò poi appieno la sua posizione, ottenendo accesso a documenti e comunicazioni interne dell’UE. I procuratori federali tedeschi hanno concluso che, tra il 2019 e l’inizio del 2024, Guo abbia raccolto oltre 500 documenti per conto dei servizi segreti cinesi, inclusi alcuni classificati dal Parlamento europeo come particolarmente sensibili. Negli anni 2023 e 2024, spiò anche membri dell’opposizione cinese e dissidenti in Germania.
Guo fu arrestato nell’aprile 2024 a seguito di un’indagine condotta dalle autorità di sicurezza tedesche e durata anni. Il 30 settembre, la Corte d’Appello di Dresda lo condannò per aver agito in qualità di agente di un servizio segreto straniero. Un procuratore federale ha descritto il caso come “il più grave caso di spionaggio cinese conosciuto in Germania fino ad oggi”.
Spionaggio contro il Falun Gong
Le prove presentate in tribunale hanno dimostrato che nel gennaio 2024 Guo trasmise ripetutamente informazioni su negoziati e decisioni del Parlamento europeo al suo referente nei servizi segreti cinesi.
Una scoperta chiave ha dimostrato come Guo avrebbe fatto trapelare documenti interni del Parlamento europeo riguardanti la risoluzione del gennaio 2024 (2024/2504(RSP)). Tale risoluzione condannava la persecuzione del Falun Gong da parte del PCC e invitava l’UE e i suoi stati membri a sanzionare i responsabili del PCC. In essa, veniva fatto anche specifico riferimento all’incarcerazione illegale del signor Ding Yuande, un praticante cinese detenuto nella prigione della provincia di Shandong in Cina.
In particolare, la corte ha fatto riferimento a una conversazione tra Guo e il suo comandante e ha concluso che “l’11 gennaio 2024, egli riferì in dettaglio sull’intenzione di approvare la risoluzione e sulle norme procedurali da seguire”. Nel pronunciare il verdetto, la corte ha fatto ripetutamente riferimento alla suddetta risoluzione dell’UE, nonché al caso del signor Ding Yuande.
I notiziari tedeschi Welt e Bild hanno evidenziato la sorte della famiglia Ding, riportando che il signor Ding Lebin, figlio del signor Ding Yuande e difensore dei diritti umani in Germania, fu “una delle vittime di G. Jian” e tenne una protesta il 30 settembre davanti al tribunale dell’Alta Corte regionale di Dresda, chiedendo alla comunità internazionale di “fermare la persecuzione del Falun Gong”.
L’eurodeputata Miriam Lexmann, membro della Commissione per il Commercio Internazionale e della Delegazione per le Relazioni con la Repubblica Popolare Cinese al Parlamento Europeo, ha fatto eco all’appello del signor Ding Lebin con una dichiarazione su X: “Come se non bastasse che il PCC opprima e terrorizzi le persone in tutta la Cina, continua anche a perseguitarle in tutto il mondo, estendendo i suoi artigli tirannici ai nostri Paesi. Non dobbiamo permetterlo, dobbiamo chiedere la liberazione di tutti gli oppressi, incluso il signor Ding Yuande!”
La campagna globale di Pechino
Dal 20 luglio 1999, il Partito Comunista Cinese conduce una campagna incessante per sradicare il Falun Gong, caratterizzata da detenzioni arbitrarie di massa, torture, lavaggio del cervello, sorveglianza e persino espianti forzati di organi, autorizzati dallo Stato. Fin dall’inizio, questa persecuzione si è estesa oltre i confini della Cina, poiché il PCC cerca di monitorare, intimidire e reprimere i praticanti del Falun Gong all’estero. Negli ultimi anni, questa repressione transnazionale si è intensificata, impiegando metodi sempre più sofisticati di sorveglianza, coercizione e operazioni che mirano a silenziare le critiche in tutto il mondo.
La condanna di Guo sottolinea come le attività di influenza del PCC all’estero siano penetrate nelle istituzioni politiche europee. Modelli simili sono stati osservati a livello globale. Nel 2005, Chen Yonglin, un ex diplomatico cinese a Sydney, rivelò che il PCC gestiva oltre 1.000 spie in Australia, e che ogni ambasciata e consolato cinese gestiva un “Gruppo di lavoro speciale anti-Falun Gong”. Queste unità, che operano sotto l’egida del Dipartimento di lavoro del Fronte Unito, prendono sistematicamente di mira il Falun Gong e altri gruppi dissidenti in tutto il mondo.
Nel 2024, i tribunali statunitensi hanno condannato almeno tre agenti del PCC coinvolti in operazioni di repressione transnazionale contro i praticanti del Falun Gong e le loro aziende negli Stati Uniti.
La comunità internazionale e i governi democratici devono restare vigili contro queste operazioni segrete, che minano la sovranità nazionale, minacciano le libertà civili e violano i diritti umani fondamentali.
Articolo in inglese: https://faluninfo.net/germany-sentences-chinese-spy-targeting-falun-gong/







