Minacce violente e attacchi online contro il Falun Gong durante le commemorazioni per l’anniversario del 20 luglio
Dichiarazione di Gan Jing World (a sinistra). Commenti di odio sono stati postati da account falsi sul documentario candidato all'Oscar Lettera da Masanjia (a destra) (Ganjingworld.com/Edited by Faluninfo)
Tra il 1° e il 23 luglio, un’ondata di minacce e messaggi violenti da parte di persone che si spacciavano per altri ha preso di mira i praticanti e i sostenitori del Falun Gong in occasione dell’anniversario del 20 luglio per l’inizio della campagna di persecuzione del PCC in Cina. Almeno nove minacce anonime – inviate tramite moduli online al Falun Dafa Information Center e ad altri soggetti legate al Falun Gong – hanno minacciato incendi dolosi, attentati dinamitardi, stupri e attacchi di cecchini. Tra gli obiettivi c’erano artisti di Shen Yun, funzionari statunitensi, giornalisti e persino il Presidente Trump. I messaggi, spesso scritti in cinese e utilizzando false identità, includevano impersonificazioni di parenti del fondatore del Falun Gong e di leader taiwanesi. Dal marzo 2024 sono state registrate in tutto il mondo 157 minacce di morte, la maggior parte delle quali rivolte a persone e istituzioni statunitensi. Tutti gli incidenti sono stati segnalati alle forze dell’ordine e non si sono verificati atti di violenza di massa.
Sempre il 20 luglio, mentre gli eventi commemorativi venivano trasmessi in streaming online, una raffica di messaggi d’odio ha invaso la piattaforma di Gan Jing World. Molti messaggi provenivano da account falsi sospettati di essere legati al PCC. I messaggi miravano a far allontanare gli spettatori di video in diretta e a impedire la giusta percezione delle informazioni sulla persecuzione in corso, evidenziando una espansione delle tattiche digitali del Pcc, accanto all’intimidazione nel mondo reale.
Perché è importante?
Le minacce e il cyberbullismo sembrano far parte di una campagna coordinata per mettere a tacere, intimidire e potenzialmente incitare alla violenza contro il Falun Gong e i suoi sostenitori, in un contesto di crescente repressione transnazionale del PCC. Sebbene non si sia verificata alcuna violenza fisica, la retorica si è intensificata fino a raggiungere livelli simili a quelli delle minacce terroristiche, suggerendo l’intento di provocare paura e di ostacolare gli sforzi di sensibilizzazione in occasione dell’anniversario del 20 luglio.
Cos’altro c’è da sapere?
Tra gli articoli presi di mira dagli attacchi online sulla piattaforma Gan Jing World c’era una sezione speciale di film relativi alla persecuzione del Falun Gong e alla resistenza pacifica dei praticanti, che includeva il documentario candidato all’Oscar Lettera da Masanjia. Secondo l’analisi condotta dalla piattaforma, “gli account sospetti sono stati creati in massa tra il 7 e il 14 luglio, utilizzando indirizzi e-mail esteri e VPN per mascherare la loro origine. Sebbene i commenti fossero scritti in cinese tradizionale, l’analisi tecnica ha rivelato che gli account erano configurati in cinese semplificato e instradati attraverso IP taiwanesi, il che suggerisce un coordinamento dalla Cina continentale. I nomi utente sono stati progettati per apparire taiwanesi, del sud-est asiatico o occidentali, una tattica coerente con le precedenti operazioni di ‘Spamouflage’ del PCC volte a diffondere disinformazione”.
Dalla newsletter https://faluninfo.net/online-trolls-target-falun-gong-on-persecution-anniversary-new-video-analyzes-why-beijing-is-trying-to-silence-american-dancers/








