Lo spettacolo che Pechino
non vuole che tu veda

Spie. Sabotaggi. Minacce. Calunnie.

Lo spettacolo che Pechino non vuole che tu veda

Spie. Sabotaggi.
Minacce. Calunnie.

Non solo è vietato a Shen Yun esibirsi in Cina, ma il PCC ha cercato costantemente di sabotare lo spettacolo.

Sembra assurdo, ma la Cina è l’unico luogo in cui non è possibile assistere a questo spettacolo che celebra la cultura tradizionale cinese. Eppure per il PCC, vietare a Shen Yun di esibirsi in Cina non è sufficiente. Il PCC ha cercato incessantemente di mettere a tacere Shen Yun dal 2006, con 140 episodi documentati di interferenze in tutto il mondo. Le strategie spaziano dalla pressione diplomatica al sabotaggio.

A Montreal, uno pneumatico di un autobus di Shen Yun è stato tagliato con una lama per causarne lo scoppio ad alta velocità, mettendo a rischio 40 persone. A New York, il coreografo Yungchia Chen ha trovato la sua casa saccheggiata, gli sono stati rubati soltanto i computer portatili contenenti le coreografie. A Shanghai, il marito della solista di erhu Mei Xuan è stato rapito dai servizi segreti prima che potesse raggiungerla negli Stati Uniti, sparendo in un campo di lavoro.

Perché il PCC ha paura di Shen Yun?

Shen Yun racconta la verità al pubblico. Con un’unica, straordinaria esibizione, distrugge la campagna da miliardi di dollari di Pechino volta a ripulire la propria reputazione. Rivela l’autentica e antica cultura cinese, la cultura presente prima del comunismo. I temi della compassione, della rettitudine, della lealtà e della fede nel divino sono il cuore dello spettacolo. Allo stesso tempo, denuncia le persecuzioni religiose del regime, le violazioni dei diritti umani e il prelievo forzato di organi, definito “genocidio” dalle autorità giudiziarie internazionali. L’arte di rivelare la verità di Shen Yun e la sua incrollabile resistenza sono il motivo per cui Pechino cerca così disperatamente di distruggere la compagnia.

Fondata nel 2006, Shen Yun è un’organizzazione no-profit indipendente con sede negli Stati Uniti, fondata da dissidenti, molti dei quali sono fuggiti dalla Cina in difesa della libertà religiosa. E proprio come l’uomo che si oppose ai carri armati in piazza Tienanmen, Shen Yun si oppone alla dittatura comunista che cerca di ripulire la propria immagine agli occhi del mondo mentre all’interno della Cina demolisce chiese, arresta artisti e vieta l’accesso a siti come CNN e YouTube.

In soli 20 anni, Shen Yun è diventata una potenza artistica rinomata in tutto il mondo. Ogni spettacolo non è solo intrattenimento; è una visione audace di un mondo libero dalla tirannia del PCC. Il pubblico si rende conto che il regime cinese non è la vera Cina e che il partito al potere non rappresenta la cultura cinese o il suo popolo.

In Moldavia, dopo un viaggio in autobus di tre giorni dalla Grecia, agli artisti di Shen Yun è stato vietato l’accesso al Palazzo Nazionale di Chisinau. “Lo spettacolo è cancellato”, ha dichiarato la regista Valeria Sircanu, riferendo “visite quotidiane dell’ambasciata cinese”. L’influenza del PCC ha prevalso, ma simili risultati sono rari.

"Quasi ogni teatro in cui ci siamo esibiti in tutto il mondo ha subito qualche tipo di pressione, o a volte persino estorsione, da parte di un diplomatico, un agente o un delegato cinese".

In effetti, nonostante questi attacchi, Shen Yun cresce. Quest’anno, le sue otto compagnie si esibiranno in 194 città in cinque continenti. A Taiwan, dove le tradizioni cinesi persistono, Shen Yun mette in scena 40 spettacoli all’anno, registrando il tutto esaurito. Alcuni cinesi dalla Cina continentale si recano lì per assistere allo spettacolo. Uno di loro ha scritto via email: “Quando  verrete in Cina? Non vediamo l’ora”.

La resistenza al tentativo di censura del regime si estende oltre gli artisti e il pubblico. Jim Rice, responsabile operativo del Robinson Center Music Hall di Little Rock in Arkansas, ha ricevuto una lettera di 13 pagine dal consolato cinese che chiedeva la cancellazione di Shen Yun. “indipendentemente dalla pressione”, ha dichiarato Rice, “faremo ciò che è giusto. Sono orgoglioso di ospitare Shen Yun”. La sua determinazione rispecchia una tendenza più ampia: nonostante le ambasciate e i consolati cinesi in tutto il mondo utilizzino telefonate, visite e minacce economiche per cancellare gli spettacoli, la maggior parte dei teatri e dei funzionari stranieri mantengono una posizione ferma.

In Australia, i parlamentari hanno ricevuto lettere dall’ambasciata cinese che li esortava a non assistere a uno spettacolo di Shen Yun. “Quindi siamo andati tutti a vederlo!”, ha riso uno dei parlamentari. “Avevamo abbastanza membri qui per approvare una legge”. Questo atteggiamento di sfida evidenzia come l’influenza del PCC all’estero stia vacillando.

L’offensiva globale di Pechino per fermare Shen Yun

Shen Yun è l’obiettivo principale del PCC e sottoposto alla più aggressiva campagna mondiale di censura culturale mai documentata fino ad oggi. Il regime cinese, compresi i servizi segreti e le ambasciate cinesi in decine di paesi, ha speso ingenti risorse per sabotare Shen Yun. Il Falun Dafa Information Center ha documentato oltre 250 casi di interferenza da parte di funzionari cinesi o loro delegati nei confronti di Shen Yun, in 40 paesi.

Pressione diplomatica su teatri e governi

Ogni anno, i funzionari delle ambasciate e dei consolati cinesi scrivono, telefonano e parlano con direttori di teatri, i sindaci e persino i capi di Stato nel tentativo di fare pressione su di loro, affinché cancellino gli spettacoli di Shen Yun.

Famiglie degli artisti minacciate in Cina

I familiari degli artisti in Cina ricevono regolarmente visite intimidatorie da parte degli agenti di sicurezza del PCC; alcuni familiari di artisti sono stati persino imprigionati

Calunnie sui media principali

I media statali cinesi hanno pagato importanti testate giornalistiche, tra cui il Washington Post e il Wall Street Journal, per pubblicare articoli che attaccavano Shen Yun; sebbene si trattasse di pubblicità a pagamento, a un occhio poco attento sembravano articoli normali.

Attacchi informatici ai sistemi di biglietteria

Un attacco informatico su larga scala proveniente dalla Cina aveva l’obiettivo di bloccare il sistema di biglietteria di Shen Yun; uno dei numerosi attacchi degli ultimi anni.



Strumentalizzazione della giustizia contro Shen Yun

Documenti trapelati dalla Cina nel 2024  hanno rivelato che il PCC stava cambiando tattica per attaccare Shen Yun utilizzando azioni legali infondate e tentativi di sollecitare indagini da parte del governo statunitense; questo ha già iniziato a verificarsi.

Pneumatici degli autobus tagliati

In diverse occasioni, sono stati rinvenuti profondi tagli sugli pneumatici anteriori degli autobus di Shen Yun; i tagli erano stati effettuati in modo tale che gli pneumatici non si fossero sgonfiati immediatamente, ma sarebbero esplosi in autostrada ad alta velocità.

Minacce di morte e attentati inviati a Shen Yun e a funzionari governativi

Nella tournée del 2025, oltre 40 teatri in cui Shen Yun si  sarebbe esibito hanno ricevuto email in cui minacciavano di far saltare in aria il teatro o di entrare e sparare a chiunque, se Shen Yun fosse stato autorizzato a esibirsi. La sede centrale di Shen Yun a New York ha ricevuto decine di minacce di morte rivolte agli artisti, alle loro famiglie e persino ai membri del Congresso che lo sostenevano, con frasi del tipo “i loro corpi saranno gettati per le strade di Washington”. Tutte le minacce sono state attentamente indagate, ma si sono sempre rivelate semplici strategie intimidatorie.

Pressione diplomatica su teatri e governi

Ogni anno, i funzionari delle ambasciate e dei consolati cinesi scrivono, telefonano e parlano con direttori di teatri, i sindaci e persino i capi di Stato nel tentativo di fare pressione su di loro, affinché cancellino gli spettacoli di Shen Yun.

Famiglie degli artisti minacciate
in Cina

I familiari degli artisti in Cina ricevono regolarmente visite intimidatorie da parte degli agenti di sicurezza del PCC; alcuni familiari di artisti sono stati persino imprigionati.

Calunnie sui
media principali

I media statali cinesi hanno pagato importanti testate giornalistiche, tra cui il Washington Post e il Wall Street Journal, per pubblicare articoli che attaccavano Shen Yun; sebbene si trattasse di pubblicità a pagamento, a un occhio poco attento sembravano articoli normali.

Attacchi informatici
ai sistemi di biglietteria

Un attacco informatico su larga scala proveniente dalla Cina aveva l’obiettivo di bloccare il sistema di biglietteria di Shen Yun; uno dei numerosi attacchi degli ultimi anni.

Guerra legale contro Shen Yun

Documenti trapelati dalla Cina nel 2024 hanno rivelato che il PCC stava cambiando tattica per attaccare Shen Yun utilizzando azioni legali infondate e tentativi di sollecitare indagini da parte del governo statunitense; questo ha già iniziato a verificarsi.

Pneumatici degli autobus tagliati

In diverse occasioni, sono stati rinvenuti profondi tagli sugli pneumatici anteriori degli autobus di Shen Yun; i tagli erano stati effettuati in modo tale che gli pneumatici non si fossero sgonfiati immediatamente, ma sarebbero esplosi in autostrada ad alta velocità.

Minacce di morte e attentati inviati a Shen Yun e a funzionari governativi

Nella tournée del 2025, oltre 40 teatri in cui Shen Yun si sarebbe esibito hanno ricevuto email in cui minacciavano di far saltare in aria il teatro o di entrare e sparare a chiunque, se Shen Yun fosse stato autorizzato a esibirsi. La sede centrale di Shen Yun a New York ha ricevuto decine di minacce di morte rivolte agli artisti, alle loro famiglie e persino ai membri del Congresso che lo sostenevano, con frasi del tipo “i loro corpi saranno gettati per le strade di Washington”. Tutte le minacce sono state attentamente indagate, ma si sono sempre rivelate semplici strategie intimidatorie.

Il PCC teme il successo di Shen Yun: le sue danze fanno rivivere la grandiosa eredità culturale della Cina prima del comunismo e denunciano gli abusi del regime. Le tattiche del PCC rivelano la disperazione di voler mettere a tacere la coraggiosa rinascita culturale portata in scena da Shen Yun. Gli artisti di Shen Yun rimangono imperturbabili, e i loro spettacoli diventano più audaci e brillanti ogni anno che passa.

Per ora, la Cina rimane off-limits. Ma in tutto il mondo lo spettacolo continua, a dimostrazione che l’arte può resistere anche all’oppressione più ostinata.

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