Dicembre 2025 – Aggiornamento sulla repressione transnazionale

Minacce di morte anonime e sotto falsa identità prendono di mira il Falun Gong e i suoi sostenitori in Australia, a Taiwan e negli Stati Uniti (14 novembre – 15 dicembre)


Da metà novembre a metà dicembre 2025, si è verificata una crescente escalation di minacce anonime, casi di usurpazione d’identità e intimidazioni transnazionali rivolte contro il Falun Gong, la Shen Yun Performing Arts, le organizzazioni mediatiche che li sostengono e i funzionari pubblici. Gli incidenti si sono verificati a Taiwan, in Australia e negli Stati Uniti, con gli autori che hanno ripetutamente sfruttato sistemi di invio online, account e-mail falsificati e identità usurpate, tra cui quelle di politici taiwanesi, attivisti per la democrazia all’estero, praticanti del Falun Gong e alti funzionari di istituzioni legate al Falun Gong.

  • Il 14 novembre sono state inviate due minacce identiche tramite il sistema online dell’Agenzia Nazionale di Polizia di Taiwan, utilizzando identità false collegate a noti attivisti democratici cinesi all’estero. I messaggi affermavano falsamente di provenire da «membri del Falun Dafa a Taiwan» e minacciavano di far esplodere bombe a bordo di voli in partenza da Taiwan diretti negli Stati Uniti, in Giappone, in Canada, in Australia e in Francia. Entrambe le segnalazioni sono state ricondotte allo stesso indirizzo e-mail ([email protected]) e rientrano in un quadro più ampio di tentativi di fabbricare false accuse di intenti terroristici legati al Falun Gong.
  • Il 21 novembre, spacciandosi per un membro del parlamento taiwanese in carica, un autore ha inviato quattro minacce tramite LiveChat al servizio di biglietteria di Shen Yun a Taiwan, avvertendo che sarebbero stati sferrati attacchi letali contro alti funzionari nazionali e locali se Shen Yun si fosse esibito a Taiwan. Il messaggio recitava:

«Se Shen Yun dovesse esibirsi a Taiwan, Lai Ching-te e Hsiao Bi-khim sarebbero in pericolo. Potrebbero essere uccisi con un attentato a lungo raggio! Le loro auto potrebbero esplodere! L’Ufficio presidenziale potrebbe andare a fuoco! Ogni sindaco sarebbe vittima di minacce continue! Ogni capo della polizia sarebbe coinvolto in incidenti stradali! Pensateci bene!»

  • Il 29 novembre, tramite il modulo online dell’Agenzia Nazionale di Polizia, un malintenzionato che si spacciava per la vicepresidente Hsiao Bi-khim e utilizzando un indirizzo e-mail contraffatto di Epoch Times ha inviato una minaccia in cui affermava che all’interno della sede di Taipei di Taiwan Epoch Times erano state collocate bombe telecomandate. Il messaggio chiedeva 18 milioni di NT$ per impedire la detonazione.
  • Eventbrite, una piattaforma digitale per la promozione di eventi, ha segnalato due gravi minacce rivolte alla proiezione del 29 novembre del documentario “State Organs” presso la chiesa di St. John the Evangelist a Campbelltown, nella zona sud-occidentale di Sydney, in Australia. Il documentario “State Organs”, che quest’anno è stato proiettato più volte in tutta l’Australia, fa luce sulle atrocità commesse dal Partito Comunista Cinese (PCC) nel prelievo di organi dagli uiguri e dai praticanti del Falun Gong. Il 23 novembre, un utente di Eventbrite ha inviato la seguente minaccia attraverso la piattaforma:

«È stata piazzata una bomba nella chiesa: se l’evento non verrà annullato entro domani sera, la collaborazione con il Falun Gong non verrà interrotta e non verrà pubblicato alcun comunicato online, la bomba verrà fatta esplodere.»

La piattaforma ha avvisato direttamente le forze dell’ordine locali, il che ha portato la polizia locale a effettuare una perquisizione nei terreni della chiesa nel pomeriggio del 24 novembre, senza trovare tracce di materiale esplosivo. Il 27 novembre è stata inviata una seconda minaccia tramite la stessa piattaforma. Il testo recitava:

«Visto che insistete nel portare avanti attività anticomuniste e disumane, non prendetevela con noi se in una delle prossime proiezioni decideremo di agire: ci infiltreremo tra il pubblico all’inizio della proiezione e all’improvviso apriremo il fuoco uccidendo tutti e lanciando bombe sulla folla. Non è uno scherzo».

  • Il 6 dicembre, due segnalazioni identiche inviate tramite il sito web ufficiale della Shen Yun Performing Arts hanno utilizzato un indirizzo e-mail falsificato di Epoch Times e si sono spacciate per un politico taiwanese, minacciando una sparatoria di massa e un attentato dinamitardo all’interno di una sede dello spettacolo Shen Yun. Il mittente ha dichiarato che avrebbe acquistato i biglietti, sarebbe entrato come spettatore e avrebbe sferrato l’attacco una volta iniziato lo spettacolo.
  • Il 6 dicembre, tramite la LiveChat della biglietteria di Shen Yun Taiwan, un utente che si identificava come “cj” ha minacciato di assassinare il presidente e il vicepresidente di Taiwan e di appiccare il fuoco all’Ufficio presidenziale se Shen Yun si fosse esibito. Il messaggio, inviato dall’indirizzo IP 51.158.239.186, riprendeva il linguaggio e i temi presenti nelle minacce precedenti.
  • Il 13 dicembre, due messaggi quasi identici, inviati a poche ore di distanza l’uno dall’altro e spacciandosi per Levi Browde, direttore esecutivo del Falun Dafa Information Center, minacciavano di appiccare il fuoco a una sede di spettacolo di Shen Yun, chiudere tutte le uscite e intrappolare gli occupanti all’interno se lo spettacolo fosse andato avanti. Entrambi i messaggi sono stati inviati dallo stesso indirizzo IP (51.158.239.186), indicando un ripetuto attacco ai canali di vendita dei biglietti di Shen Yun.
  • Il 15 dicembre, un messaggio che fingeva di provenire dalla redazione di Taiwan Epoch Times e da praticanti del Falun Gong affermava che grandi quantità di esplosivo erano state piazzate contemporaneamente in diversi luoghi strategici, tra cui l’Ufficio Presidenziale, gli aeroporti di Taoyuan, Songshan, Kaohsiung e Penghu, il quartier generale della polizia di Taipei, la Procura distrettuale di Taipei, la Taipei Arena, il Taipei 101 e un importante stabilimento di produzione di semiconduttori. La minaccia avvertiva di detonazioni coordinate nel corso della giornata.
  • Il 15 dicembre, altre due minacce – una inviata via e-mail e l’altra tramite LiveChat – sostenevano che fossero stati collocati esplosivi all’interno dell’Ufficio presidenziale e chiedevano l’immediata cancellazione di tutti gli spettacoli di Shen Yun a Taiwan, la fine della collaborazione con il Falun Gong e la pubblicazione di una dichiarazione pubblica. Un messaggio minacciava esplicitamente che il presidente Lai Ching-te sarebbe stato ucciso se le richieste non fossero state soddisfatte.

Complessivamente, questi episodi portano a 211 il numero delle minacce di morte anonime rivolte al Falun Gong o che si spacciano per esso dal marzo 2024. Sebbene non si siano verificati danni fisici, le minacce evidenziano i continui tentativi di intimidire, diffamare e destabilizzare le comunità legate al Falun Gong. Tutti gli episodi sono stati segnalati alle forze dell’ordine e sono attualmente oggetto di indagine.

Articolo originale in inglese: December 2025 Transnational Repression Update

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