Una risposta ai critici del Falun Gong

Veglia a lume di candela per i praticanti del Falun Gong che hanno perso la vita durante la persecuzione in corso (2019)

Veglia a lume di candela per i praticanti del Falun Gong che hanno perso la vita durante la persecuzione in corso (2019)

Commento di Terri Marsh

Secondo ogni criterio pertinente, il Falun Gong è una religione. Non presenta differenze significative nel suo sistema di credo, nell’organizzazione sociale o nelle posizioni etiche rispetto alle varie religioni tradizionali, che godono della piena protezione del diritto statunitense e internazionale. Il suo status di religione è stato riconosciuto da molti governi, compreso quello degli Stati Uniti, da esperti e organismi investigativi che operano nell’ambito delle Nazioni Unite, da ONG e organizzazioni della società civile interessate e dalla comunità di esperti accademici nello studio della religione cinese. Per fare un esempio chiaro, in un libro intitolato ‘La religione del Falun Gong’, il dottor Benjamin Penny, riconosciuto come una delle massime autorità sul Falun Gong e sulla religione cinese, afferma esplicitamente che esso è “profondamente religioso” ed “è, in tutti i modi significativi, una religione”. Nulla dei suoi insegnamenti o delle sue pratiche suggerisce che sia in qualche modo diverso – o più “controverso” o “politico” – rispetto ai credo diffusi, come il cristianesimo protestante, il cattolicesimo, il buddismo tibetano, il buddismo zen, il daoismo, l’induismo, ecc. In effetti, le pratiche e i principi del Falun Gong rientrano perfettamente nel test di definizione religiosa di tutti i tribunali degli Stati Uniti.

Come la preghiera è la chiave che apre la porta del cielo (Matteo 6, 1-15), la “coltivazione” è la pratica attraverso la quale i credenti ottengono la saggezza, l’illuminazione, la salvezza e/o il ritorno al loro vero sé originale. Attraverso la coltivazione di ciò che è “buono” o “giusto”, i credenti si assimilano allo Zhen-Shan-Ren (Verità-Compassione-Tolleranza), la più alta manifestazione del regno metafisico. Lo Zhuan Falun, la “bibbia” del Falun Gong, enfatizza in modo particolare la coltivazione della compassione. Altre norme morali o etiche di condotta includono prescrizioni come essere buoni con i propri genitori e figli, premurosi verso gli altri, evitare l’uccisione, la gelosia, la lussuria, la rabbia e l’odio, e coltivare, più in generale, la virtù (“de”). Un coltivatore che diventa una cosa sola con il Divino Creatore è un illuminato-divino.

La pratica di coltivazione del Falun Gong è guidata da Li Hongzhi, anche attraverso la pubblicazione di diversi libri e articoli da lui scritti, considerati come “scritture” dai suoi discepoli. Questi includono non solo la “bibbia” del Falun Gong, ma anche diversi volumi di poesia. In effetti, come chiariscono le scritture del Falun Gong, l’unico ruolo di Mr. Li è quello di guidare il percorso di coltivazione spirituale dei praticanti. Numerosi articoli scritturali insegnano ai credenti a non trattarlo come un dirigente di alto livello e a non rivolgersi a lui per ricevere istruzioni, perché, come ha osservato in diverse conferenze, tra cui una del 2019, “non è il loro capo e si occupa solo del loro sviluppo spirituale”. Non dovrebbero nemmeno chiedergli cose “legate al lavoro”, che implicano che egli sia ciò che non è: il loro principale.

Nel tentativo di demonizzare il Falun Gong – spesso attraverso la ripetizione della propaganda anti-Falun Gong del Partito Comunista Cinese – alcune persone fuorviate ignorano il credo centrale della religione, secondo cui i suoi praticanti dovrebbero sforzarsi di essere sinceri, compassionevoli e tolleranti. Questa gente, non considera la natura profondamente sacra della collezione di Templi di Dragon Springs, il ruolo fondamentale della coltivazione nella pratica, compresa la formazione degli studenti artisti, presso la Fei Tian Academy e il collegio, e la componente salvifica di ogni spettacolo di Shen Yun. Alcuni arrivano persino a confondere il comportamento errato di alcuni praticanti con la pratica religiosa, imputando gli errori dei singoli alla religione, come se le malefatte dei crociati o di altri individui potessero essere imputate agli insegnamenti di Gesù, o di altri profeti o divinità.

Un recente articolo del New York Times ha addirittura lanciato accuse false contro Shen Yun e il signore e la signora Li. In effetti, nelle sue conversazioni via e-mail con amici e/o con il New York Times, Liang, il figlio di una praticante ora deceduta, sembra fare varie accuse secondo cui Shen Yun, ed il signor e la signora Li, avrebbero estorto denaro a sua madre prima che morisse di cancro nel 2019. I documenti che abbiamo esaminato, e che presumibilmente i giornalisti non hanno visto, mostrano tuttavia, che queste accuse sono totalmente infondate. È vero che la defunta madre di Liang, come altri praticanti del Falun Gong, ha lavorato come volontaria per il corpo di ballo per molti anni, senza mai chiedere un compenso,  motivata dell’impegno verso gli obiettivi di Shen Yun e i principi del Falun Gong. Non ha, tuttavia, acquistato pianoforti per Shen Yun, come sembra sostenere il figlio, né speso i propri fondi per oggetti di lusso per i Li. Per ragioni logistiche, la madre di Liang ha permesso alla signora Li di usare la carta di credito aggiuntiva quando viaggiava all’estero, ma un’attenta revisione dei documenti mostra che tutti gli importi addebitati sulla carta sono stati rimborsati, a lei o alla sua proprietà. L’esame della documentazione dimostra anche che molte delle spese, che Liang ora sostiene fossero a beneficio dei Li, erano in realtà articoli per uso personale della madre. 

Ovviamente non si può negare che la madre di Liang sia stata generosa nelle sue donazioni a organizzazioni legate al Falun Gong nel corso della sua vita, ma non ci sono prove che sia stata costretta a farlo. Ovviamente non è illegale, e nemmeno sospetto, che qualcuno contribuisca con fondi – anche in quantità che i suoi cari potrebbero ritenere inopportune – a cause caritatevoli. Naturalmente, se non avesse donato i propri beni a Shen Yun, il patrimonio lasciato al figlio Liang sarebbe stato più cospicuo. Lei, come tutti i cittadini adulti e indipendenti di questo Paese, aveva il diritto di prendere queste decisioni. Il risentimento del figlio è comprensibile, ma la base fattuale da lui sostenuta non esiste.

L’insinuazione che la morte della donna sia stata in qualche modo causata, o accelerata, dai Li è altrettanto falsa. Nessuna parte degli insegnamenti del Falun Gong suggerisce, come ora sembra insinuare il figlio, che una persona affetta da una malattia non debba rivolgersi a un medico professionista. Al contrario: mentre il cancro progrediva e le sue condizioni deterioravano, sono stati i suoi colleghi di Shen Yun a insistere affinché fosse visitata da un medico, ed è stato uno di questi colleghi ad accompagnarla personalmente in ospedale (nonostante la sua obiezione). Ancora una volta, non è raro che una persona gravemente malata rifiuti l’intervento medico: non è certo un segno di lavaggio del cervello. La signora non era una bambina incapace di gestire i suoi affari o di occuparsi della sua salute nel modo che riteneva migliore. È vergognoso ed irrispettoso nei confronti della sua memoria, che il figlio (o i suoi amici) cerchino di convincere il pubblico a credere il contrario.

Queste e altre accuse simili sono prive di fondamento e la loro inconsistenza sarà dimostrata al momento opportuno, attraverso le vie legali.


Terri Marsh è il direttore esecutivo della Human Rights Law Foundation.

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