Anche quest’anno durante la serie di spettacoli in Italia, la compagnia Shen Yun Performing Arts è stata oggetto di una grave escalation di intimidazioni e minacce. Questi episodi si inseriscono in un quadro internazionale più ampio che dimostra una pianificazione coordinata della repressione transnazionale contro il Falun Gong.
Il 6 gennaio due teatri italiani hanno ricevuto una email diffamatoria che ripeteva la narrativa del Pcc contro il Falun Gong e su Shen Yun. L’email desciveva Shen Yun come un’organizzazione violenta, sfruttatrice o coinvolta in attività criminali e minacciava ritorsioni da parte del governo cinese che “considera l’organizzazione degli spettacoli di Shen Yun un atto politico ostile.” L’email includeva un allegato video che promuoveva la narrativa propagandistica del PCC riguardo all’“autoimmolazione di Piazza Tienanmen”, recante il logo di un sito web gestito dal PCC dedicato ad attaccare il Falun Gong. Email quasi identiche sono state inviate anche in altri Paesi.
Questo episodio appare parte di una campagna coordinata in ogni parte del mondo. Da dicembre 2025 a metà gennaio 2026, la repressione transnazionale contro il Falun Gong e la Shen Yun Performing Arts si è intensificata in modo significativo. Questo periodo è stato caratterizzato da un forte aumento delle minacce di morte anonime, da un’intensificazione della diffamazione a livello diplomatico da parte dei rappresentanti del regime del Partito Comunista Cinese (PCC) e da campagne coordinate di disinformazione che hanno coinvolto diversi continenti. Si vedano i dettagli qui.
Il 10 febbraio l’organizzatore di Shen Yun in Italia ha ricevuto una lettera che minacciava il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella se avessero continuato a organizzare gli spettacoli di Shen Yun. Il testo della email in cinese diceva: “Se non ti interessa la sicurezza di Sergio Mattarella e di tutti gli alti funzionari italiani, allora continua con la tua farsa. Non importa. Se puoi permetterti il prezzo, così sia. Non ti dissuaderò. Basta che non te ne pentirai”.
Lo stesso giorno sono state inviate sei e-mail di minaccia dallo stesso indirizzo (PaulaCallahan7232@hotmail.com) a enti in Australia, Corea del Sud, Canada, Austria, Danimarca e Italia (gli indirizzi e-mail cerchiati dall’alto verso il basso). Ciascuna e-mail, redatta in cinese, avvertiva che, se gli spettacoli della Shen Yun Performing Arts fossero andati in scena come previsto, i rispettivi alti dirigenti politici o l’opinione pubblica avrebbero subito gravi danni.
Questi sono alcuni degli episodi di repressione transnazionale che si sono verificati nel mondo nel mese di febbraio 2026, che ha visto casi di aggressioni fisiche e intimidazioni contro banchetti informativi del Falun Gong, minacce contro Shen Yun, email diffamatorie in Germania e pressione diplomatica contro la proiezione di un documentario di denuncia contro il prelievo forzato di organi.
Il 16 marzo un’e-mail inviata all’organizzatore degli spettacoli di Shen Yun in Italia avvertiva: “Una bomba è stata piazzata nel teatro; se lo spettacolo continua, avverrà un’esplosione”. Le forze dell’ordine sono intervenute anche con unità cinofile per tutti i 4 spettacoli andati in scena nei giorni seguenti. Anche queste minacce, come tutte le altre, si sono rilevate fasulle.
Nella stessa settimana successiva al 11 marzo diversi messaggi di minacce e lettere diffamatorie inviate a vari destinatari legati a Shen Yun o al Falun Gong minacciavano di far esplodere gli edifici del campus di Shen Yun nello Stato di New York, la Casa Bianca, il Parlamento canadese a Ottawa e diversi teatri.
Episodi di repressione transnazionale contro i praticanti del Falun Gong e la compagnia di Shen Yun sono continuati tra la fine di febbraio e marzo 2026, con casi che hanno abbracciato intimidazioni fisiche, minacce bomba coordinate e messaggi diffamatori ufficiali da parte di una missione diplomatica cinese. Questo schema riflette una repressione continua sia in termini geografici che di gravità, in particolare per quanto riguarda le minacce volte a interrompere gli spettacoli di Shen Yun.
Già nel 2025 gli spettacoli di Shen Yun in Italia erano stati oggetto di minacce e interferenze,
Gli episodi italiani sono parte di una campagna pianificata da Pechino per fermare gli spettacoli di Shen Yun e eliminare il Falun Gong. Gli episodi di minacce, interferenze, disinformazione hanno visto una decisa escalation negli ultimi mesi. Per maggiori dettagli riportiamo il riferimento agli articoli recenti sulla repressione transnazionale.
La Shen Yun Performing Arts è la prima compagnia di danza classica cinese al mondo. Ha sede a New York e ogni anno si esibisce in oltre 200 città nei 5 continenti, raggiungendo più di un milione di spettatori. Il tour annuale prevede esibizioni nei più prestigiosi teatri del mondo.
La sua missione è far rivivere la cultura tradizionale cinese attraverso spettacoli artistici che combinano danza classica cinese, danze etniche e popolari e composizioni musicali originali che incorporano strumenti tradizionali cinesi in un’orchestra sinfonica occidentale. Ogni spettacolo di Shen Yun consiste in circa 20 atti, alcuni rappresentano con la danza racconti tratti dalle grandi opere letterarie cinesi, leggende di diverse dinastie e varie tradizioni popolari provenienti da tutta la civiltà cinese di 5.000 anni. Altri rappresentano leggende storiche cinesi di credenti spirituali che superano gli ostacoli, altri ancora ritraggono l’attuale persecuzione religiosa dei praticanti del Falun Gong in Cina.
La maggior parte degli artisti di Shen Yun sono praticanti del Falun Gong, una disciplina spirituale e di meditazione che il Partito Comunista Cinese (PCC) reprime violentemente in Cina dal 1999. Tra gli artisti di Shen Yun ci sono molti che sono fuggiti dalla Cina dove loro e le loro famiglie sono stati sottoposti a sorveglianza, molestie, detenzioni arbitrarie e torture.
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