Gli episodi di repressione transnazionale contro i praticanti del Falun Gong e la compagnia Shen Yun Performing Arts sono proseguiti per tutto il mese di giugno 2026, con almeno 10 casi documentati tra Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Corea del Sud, Giappone e Taiwan. Tra gli incidenti di giugno si registrano due aggressioni fisiche ai danni di punti informativi del Falun Gong, oltre ad un continuo ricorso al furto d’identità. In questi casi, i mittenti si sono spacciati per i mezzi di comunicazione fondati dai praticanti stessi, per il Falun Dafa Information Center (FDIC) o persino per il fondatore del Falun Gong, al fine di diffondere minacce e falsi allarmi. Diverse minacce si sono concentrate nel periodo dell’anniversario del massacro di Piazza Tiananmen del 4 giugno.
A giugno 2026 sono stati documentati due attacchi violenti contro punti informativi pubblici del Falun Gong; in entrambi i casi si sono registrati danni materiali e, in un’occasione, il ferimento di alcuni praticanti.
Il 2 giugno a Jeju, in Corea del Sud, tre uomini cinesi hanno aggredito un punto informativo del Falun Gong all’esterno dello Shilla Duty Free Store, nel distretto di Yeon-dong, dove otto praticanti stavano tenendo una manifestazione pacifica e legale. Gli uomini hanno iniziato a urlare pretendendo la rimozione dei pannelli espositivi, per poi passare all’uso della violenza. I praticanti feriti hanno presentato i referti medici alla polizia. I poliziotti coreani hanno arrestato i tre uomini sul posto in flagranza di reato, con le accuse di turbativa di pubblica riunione, lesioni personali e danneggiamento di proprietà.
Il 4 giugno a Londra, nel Regno Unito, un punto informativo del Falun Gong situato presso l’ingresso principale del British Museum è stato attaccato due volte, una dopo l’altra. Mentre la praticante Tan Hongyun stava distribuendo volantini informativi ai passanti, un uomo dall’aspetto asiatico ha improvvisamente strappato un pannello espositivo accanto a lei, scaraventandolo a terra. Quando la signora Tan si è avvicinata per chiedere spiegazioni sul gesto, l’uomo si è allontanato rapidamente, protetto e scortato da altre tre persone. Poco dopo, sul lato opposto dell’ingresso principale del museo, altri due uomini dall’aspetto asiatico hanno danneggiato un secondo pannello. Quando un praticante di cognome Li è intervenuto per fermarli, è stato spintonato con forza; gli uomini lo hanno insultato e, prima di andarsene, uno di loro lo ha fotografato da vicino rivolgendogli delle minacce. Due passanti occidentali sono intervenuti per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.
Questo è almeno il secondo episodio quest’anno di aggressione in questo luogo a Londra. Il 23 febbraio, la praticante del Falun Gong Zhang Chunping era stata violentemente aggredita nei pressi dell’ingresso posteriore del British Museum dall’autista di un autobus turistico, che le aveva strappato lo striscione, le aveva spaccato il telefono e l’aveva ripetutamente colpita e spinta a terra. La polizia di Londra ha aperto un’indagine penale dopo che alcuni testimoni hanno fornito i video dell’accaduto e la targa del veicolo.
Il furto d’identità ai danni di organizzazioni e membri legati al Falun Gong — una tattica già osservata ripetutamente negli ultimi due anni — è continuato per tutto il mese di giugno, estendendosi a nuovi bersagli, tra cui gruppi pro-democrazia cinesi ee eventi di commemorazione del 4 giugno.
Minacce dirette di violenza hanno preso di mira un mezzo di comunicazione di Taiwan, il campus di Dragon Springs e uno spettacolo di Shen Yun a Toronto.
Considerati nel loro insieme, questi episodi portano a 302 il numero totale di minacce di morte, inviate in modo anonimo, dal marzo 2024 per intimidire i praticanti del Falun Gong e scoraggiare il sostegno al Falun Gong e a Shen Yun, secondo il registro degli incidenti del Falun Dafa Information Center aggiornato al 30 giugno.
Sebbene finora le minacce anonime non abbiano causato danni fisici, le aggressioni di giugno in Corea del Sud e nel Regno Unito dimostrano che la campagna contro le comunità del Falun Gong non si limita all’intimidazione online. Tutti gli incidenti sono stati segnalati alle forze dell’ordine e sono oggetto di indagine.
Gli episodi di giugno mostrano i tratti distintivi di una campagna coordinata e ricorrente: il riutilizzo di indirizzi IP per minacce distinte (la sottorete 154.23.238.x in tre casi; l’IP 165.154.112.56 corrispondente a un invio di maggio), il furto d’identità di testate giornalistiche fondate da praticanti del Falun Gong come The Epoch Times e NTD, l’impersonificazione del Falun Dafa Information Center stesso e l’uso di falsi mittenti con i nomi di noti dissidenti cinesi. Il fatto che le minacce si siano concentrate attorno all’anniversario di Tiananmen del 4 giugno e l’estensione dei falsi avvisi del FDIC al China Democracy Party indicano che la campagna non prende di mira solo il Falun Gong, ma la più ampia comunità di dissidenti della diaspora cinese.
Tutti gli incidenti sono stati denunciati alle autorità giudiziarie competenti nei rispettivi paesi e rimangono oggetto di indagine.
Per ulteriori informazioni o assistenza, vi preghiamo di contattarci all’indirizzo contact@faluninfo.net.
Articolo inglese originale: June 2026 Transnational Repression Update
Il 27 e 28 giugno praticanti del Falun Gong da tutta Europa si sono riuniti… Read More
Pubblicato dal Falun Dafa Information Center (FDIC) il 30 giugno, il rapporto — Americans targeted… Read More
Shen Yun Performing Arts terrà cinque spettacoli a Toronto tra il 25 e il 28… Read More
Il 2 giugno 2026, sull’isola di Jeju, in Corea del Sud, tre uomini cinesi hanno… Read More
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la Serbia ha violato le libertà… Read More
Il signor Liu Wansheng, un praticante del Falun Gong di 71 anni della città di… Read More