Da dicembre 2025 a metà gennaio 2026, la repressione transnazionale contro il Falun Gong e la Shen Yun Performing Arts si è intensificata in modo significativo. Questo periodo è stato caratterizzato da un forte aumento delle minacce di morte anonime, da un’intensificazione della diffamazione a livello diplomatico da parte dei rappresentanti del regime del Partito Comunista Cinese (PCC) e da campagne coordinate di disinformazione che hanno coinvolto diversi continenti. Nel loro insieme, questi incidenti riflettono uno sforzo costante e multiforme volto a interrompere il tour mondiale di Shen Yun, intimidire le sedi e il personale e stigmatizzare il Falun Gong attraverso usurpazioni di identità, intimidazioni e narrazioni diffamatorie.
La tendenza più evidente in questo periodo è stata un’ondata di minacce di morte esplicite rivolte ai teatri che ospitavano Shen Yun, ai servizi di biglietteria, agli artisti, al personale e alle istituzioni associate a Taiwan, in Canada, nel Regno Unito, in Francia, Polonia, Italia, Spagna, Australia e Stati Uniti. Queste minacce facevano spesso riferimento a attentati bomba, incendi dolosi, sparatorie, esplosioni di veicoli e scenari con numerose vittime, ed erano spesso direttamente collegate alla richiesta di annullare gli spettacoli di Shen Yun.
Dal punto di vista quantitativo, l’escalation è netta: mentre nel novembre 2025 sono state registrate 10 minacce di morte, nel dicembre 2025 ne sono state documentate almeno 17, quasi il doppio rispetto al numero registrato nello stesso mese del 2024. In particolare, molte minacce si sono estese oltre Shen Yun e il Falun Gong fino a includere alti funzionari pubblici, con avvertimenti di omicidi o attacchi terroristici come rappresaglia per aver permesso lo svolgimento degli spettacoli.
Tra gli esempi più significativi figurano i seguenti:
“Se gli spettacoli di Shen Yun dovessero andare in scena, i membri dello staff, comprese le loro famiglie, sarebbero in pericolo; potrebbero essere rapiti o rimanere coinvolti in incidenti stradali! E, naturalmente, le donne verrebbero sicuramente violentate e uccise! Vi prego di riflettere attentamente su questo.”
A sottolineare ulteriormente il coordinamento, diverse minacce rivolte a persone e istituzioni diverse erano accompagnate da immagini grafiche identiche.
«Entro due mesi vedranno Dio uno dopo l’altro, e le loro famiglie si ricongiungeranno con loro al cospetto di Dio. Oh sì, lo giuro davanti a Dio Onnipotente, non sto scherzando.»
Nel loro insieme, questi episodi portano a 229 il numero totale di minacce di morte anonime rivolte al Falun Gong e ai suoi sostenitori dal marzo 2024. Sebbene non si siano verificati danni fisici, le minacce evidenziano un tentativo costante di intimidire, diffamare e destabilizzare le comunità legate al Falun Gong. Tutti gli episodi sono stati segnalati alle forze dell’ordine e sono attualmente oggetto di indagine.
Questo aumento delle minacce anonime ha coinciso con una rinnovata campagna diffamatoria a livello diplomatico da parte dei rappresentanti della Repubblica Popolare cinese. Il 2 gennaio 2026, il Consolato Generale cinese a Sydney ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui denunciava Shen Yun e il Falun Gong, descrivendo gli spettacoli come una manipolazione politica piuttosto che come espressione culturale. A questa sono seguite una serie di dichiarazioni simili rilasciate in rapida successione: il 5 gennaio dall’Ambasciata cinese nel Regno Unito, il 6 gennaio dal Consolato Generale cinese a Melbourne e l’8 gennaio dall’Ambasciata cinese in Danimarca. Ogni dichiarazione ha ripreso le narrazioni di lunga data del PCC che prendono di mira il Falun Gong e Shen Yun.
Questi interventi ufficiali si allineano a un modello più ampio e ben documentato osservato negli ultimi due anni. Dichiarazioni diffamatorie simili sono state rilasciate dall’Ambasciata cinese in Lettonia nel dicembre 2024, dall’Ambasciata cinese nei Paesi Bassi nel gennaio 2025, dall’Ambasciata cinese in Argentina nel novembre 2025 e in diverse occasioni dal Consolato Generale cinese a New York nel corso del 2025. Nel loro insieme, queste azioni indicano una campagna diplomatica sostenuta e coordinata volta a screditare Shen Yun e il Falun Gong a livello internazionale, che opera in parallelo con minacce anonime e iniziative di disinformazione.
Oltre alle minacce violente e alla diffamazione diplomatica, teatri e agenzie governative in tutta Europa, a Taiwan e negli Stati Uniti hanno ricevuto e-mail di disinformazione coordinate che descrivevano Shen Yun come un’organizzazione violenta, sfruttatrice o coinvolta in attività criminali. Questi messaggi spesso si presentavano come provenienti da fonti interne – quali ex artisti, giornalisti o difensori dei diritti umani – e si basavano su notizie dei media presentate in modo selettivo o su collegamenti inventati.
Questo collegamento suggerisce chiaramente il coinvolgimento di un attore legato al PCC e riflette un tentativo coordinato di sabotare la reputazione di Shen Yun, oltre alle minacce esplicite.
Negli ultimi decenni, il Falun Dafa Information Center ha intrapreso uno sforzo costante per documentare, indagare e smascherare le false narrazioni e la disinformazione rivolte contro il Falun Gong e i suoi sostenitori. Il Centro ha pubblicato risorse esaustive e ben documentate che affrontano e smontano le affermazioni diffuse in queste campagne, tra cui ricerche approfondite come Una campagna senza precedenti del PCC per sabotare Shen Yun ed eliminare il Falun Gong a livello globale, nonché analisi fattuali dettagliate di affermazioni propagandistiche di lunga data, tra cui l’Immolazione in Piazza Tienanmen. Nel loro insieme, questi materiali forniscono a lettori, teatri, responsabili politici e al pubblico prove verificabili per valutare criticamente e confutare la disinformazione, e per comprendere meglio il quadro più ampio della repressione transnazionale che prende di mira il Falun Gong e i suoi sostenitori in tutto il mondo.
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