Casi personali

Salvataggio di un praticante del Falun Gong: padre rifugiato ONU ricongiunto con la famiglia per il Ringraziamento dopo 10 anni di separazione

Il Ringraziamento è solitamente una festa per celebrare la famiglia, riunita attorno alla tavola assieme ai propri cari. Ma per molte famiglie del Falun Gong separate dalla persecuzione religiosa e sfollate, è meno una data sul calendario e più un obiettivo di una vita: essere di nuovo insieme, al sicuro, dopo anni di attesa.

Il Falun Dafa Information Center ha il privilegio di condividere la seguente storia di ricongiungimento, frutto di una gratitudine conquistata a fatica. Dopo 10 anni di separazione, Tom Hua, rifugiato riconosciuto dall’UNHCR e praticante del Falun Gong, ha finalmente potuto ricongiungersi con moglie e figlia negli Stati Uniti. Questo Giorno del  Ringraziamento sarà il primo che la famiglia Hua trascorrerà insieme.

Siamo pieni di gratitudine verso Dio per il ricongiungimento di oggi e per il tempo trascorso insieme. — Sig. Hua, 25 novembre 2025

Lottare per la fede

Nel 2023, la figlia in America ha iniziato a intraprendere una nuova strada per liberare suo padre, organizzando un piccolo gruppo di supporto attraverso un’iniziativa privata di sponsorizzazione comunitaria. Per anni, il signor Hua ha vissuto in un paese terzo come rifugiato riconosciuto dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), impossibilitato a tornare in Cina a causa del reale rischio di persecuzione o a trasferirsi negli Stati Uniti, perché in attesa di un permesso legale d’immigrazione.

Secondo un documento ufficiale relativo al suo caso, nel 2000 è stato condannato senza processo a un campo di rieducazione attraverso il lavoro nello Shandong per aver presentato ricorso a Pechino. Il resoconto pubblico sui suoi 32 mesi di detenzione descrive gravi maltrattamenti subiti durante la custodia cautelare e pressioni affinché rinnegasse la sua fede. In un’occasione è stato immobilizzato da una guardia carceraria e sottoposto a scariche elettriche con otto manganelli elettrici. Ha resistito, ma il suo coraggio gli è costato tutto.

Infatti mentre era in custodia la sua vita è andata in pezzi: Il signor Hua è stato licenziato dal suo lavoro in banca e si è perso la nascita della figlia. Quando la bambina ha compiuto un anno, anche sua moglie è stata rinchiusa in un centro per il lavaggio del cervello rischiando di morire.  Ci sarebbe voluto un altro anno prima che potesse vedere sua figlia per la prima volta, ma il tempo trascorso insieme non è durato a lungo.

Un filmato registrato di nascosto da un praticante del Falun Gong, presentato nel pluripremiato documentario Letter from Masanjia (2018), mostra i detenuti del campo di lavoro di Masanjia mentre raddrizzano dei diodi.

Nel 2007 è stato incarcerato una seconda volta durante un arresto di massa a livello nazionale di praticanti del Falun Gong in vista delle Olimpiadi di Pechino. Tra una sessione di “rieducazione” e l’altra, Hua è stato costretto a svolgere lavori manuali, tra cui raddrizzare ogni giorno migliaia di diodi, piccoli componenti usati nell’elettronica moderna.

Per il signor Hua, il prezzo delle sue convinzioni non era affatto astratto. Ha determinato dove poteva vivere, se poteva lavorare e quando poteva prendersi cura di sua figlia.  Purtroppo, a causa della continua persecuzione del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese (PCC), è stato separato nuovamente dalla famiglia nel 2014.

Il giorno fatidico

Nel decennio successivo, Hua è scappato dalla Cina e ha ottenuto lo status di rifugiato delle Nazioni Unite in un Paese terzo. Col passare degli anni, il signor Hua ha imparato una seconda e una terza lingua e costruito la sua vita per la seconda volta da solo, aspettando il giorno in cui avrebbe potuto rivedere sua moglie e sua figlia.

Ma lo sforzo ha dato i suoi frutti. Alla fine, il signor Hua è arrivato sano e salvo negli Stati Uniti. Le sue prime parole, parlando con la figlia all’aeroporto, erano semplici e indimenticabili: “Sembra un film.  All’inizio non ti ho riconosciuta, figlia. Sei cresciuta e ora sei un adulto. Non posso credere ai miei occhi. Eri così piccola”.

Durante il tragitto in auto dall’aeroporto, continuava a guardare lo skyline e ripetere che sembrava una scena di un film americano. Incredulità e meraviglia gli riempivano il volto, come se la sua vita avesse finalmente raggiunto un capitolo che aveva potuto solo immaginare.

Il signor Hua con la moglie per una foto durante il loro ricongiungimento negli Stati Uniti (Falun Dafa Information Center)

Ricominciare in libertà

Il signor Hua ha espresso profonda gratitudine per il sostegno ricevuto dal governo degli Stati Uniti ed è determinato ad imparare fluentemente l’inglese, così da poter un giorno ringraziare personalmente le molte persone che hanno contribuito a riunire la sua famiglia.

Anche se sta ricostruendo la sua vita per la terza volta ora, il signor Hua è in grado di poter vivere in libertà e praticare la sua fede in America senza timore di persecuzioni.

“Siamo pieni di gratitudine verso Dio per il ricongiungimento di oggi e per il tempo trascorso insieme”, ha detto il signor Hua. “Siamo anche profondamente grati a ogni persona dal cuore gentile, nota o sconosciuta, che ci ha aiutato in questo percorso difficile e tortuoso. La famiglia Hua augura sinceramente a tutti un Felice Ringraziamento”.

Per motivi di privacy e sicurezza, la famiglia ha scelto di mantenere riservata la riunione fino ad ora. Ma la loro storia porta comunque un messaggio che vale la pena condividere nel Giorno del Ringraziamento: la famiglia non è solo chi amiamo.  La famiglia è costituita da coloro per i quali lottiamo per passare del tempo insieme e chi ci rifiutiamo di dimenticare.

Quest’anno, il signor Hua è a casa.

Articolo in inglese: https://faluninfo.net/falun-gong-rescue-un-refugee-father-reunited-with-family-for-thanksgiving-after-10-years-apart/

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