Persecuzione esportata in occidente

Marzo 2026 – Aggiornamenti sulla repressione transnazionale

Episodi di repressione transnazionale contro i praticanti del Falun Gong e la compagnia di Shen Yun sono continuati tra la fine di febbraio e marzo 2026, con casi che hanno abbracciato intimidazioni fisiche, minacce bomba coordinate e messaggi diffamatori ufficiali da parte di una missione diplomatica cinese. Questo schema riflette una repressione continua sia in termini geografici che di gravità, in particolare per quanto riguarda le minacce volte a interrompere gli spettacoli di Shen Yun.

Intimidazione fisica in un campus negli Stati Uniti

Oltre a due aggressioni precedentemente segnalate presso attività d’informazione a New York e Londra, il 26 febbraio si è verificato un altro episodio di intimidazione fisica presso l’Università della California a San Diego.

I praticanti che gestivano un tavolo informativo in un’area designata per la libertà di parola sono stati presi di mira da un individuo non identificato che ha versato un frullato sui materiali prima di lasciare la scena, mentre faceva gesti osceni. Non sono stati segnalati feriti, ma l’atto ha provocato danni al materiale informativo sul Falun Gong e sul prelievo forzato di organi. È stata presentata una denuncia alla polizia, anche se al momento in cui scriviamo non è stato identificato alcun sospettato.


Minacce di attentati bomba in diversi paesi

  • L’11 e il 12 marzo sono state inviate numerose e-mail di minaccia ai contatti della biglietteria di Shen Yun a San Francisco e St. Louis, nonché al Falun Dafa Information Center, sostenendo che erano state piazzate delle bombe al Tempio di Dragon Springs, dove si trovano le sedi centrali della Shen Yun Performing Arts e della Fei Tian Academy of the Arts. Il messaggio avvertiva in cinese:

“Se non volete che il Tempio di Dragon Springs venga fatto saltare in aria e trasformato in una rovina intrisa di sangue e disseminata di cadaveri, annullate immediatamente lo spettacolo di Shen Yun, altrimenti non incolpateci per aver preso misure drastiche!”

  • Il 14 marzo, un altro messaggio cinese, inviato tramite un modulo di contatto pubblico al Falun Dafa Information Center, ha inasprito la situazione minacciando un attacco alla Casa Bianca. Il mittente ha affermato che si sarebbero spacciati per un praticante del Falun Gong e avrebbero compiuto un attentato il 4 luglio, affermando:

“Indosserò un abito del Falun Gong e lancerò una bomba alla Casa Bianca”.

  • Il 15 marzo, due e-mail inviate ai contatti della biglietteria di Shen Yun in Canada  sostenevano che una bomba telecomandata era stata piazzata a Parliament Hill a Ottawa nel tentativo di costringere l’annullamento degli spettacoli. Un messaggio diceva:

“Se vuoi che esploda, allora continua a mettere in scena Shen Yun… Il futuro di Parliament Hill dipende da te”.

  • Lo stesso giorno, un teatro che ospitava Shen Yun a Mississauga, in Canada, ha ricevuto una minaccia bomba che ha costretto all’evacuazione e a un ritardo di circa 90 minuti prima che le autorità controllassero il locale e lo spettacolo riprendesse.
  • Le minacce si sono estese all’Europa il 16 marzo, quando un’e-mail inviata a un’organizzazione culturale che ospitava Shen Yun in Italia avvertiva:

“Una bomba è stata piazzata nel teatro; se lo spettacolo continua, avverrà un’esplosione”.

In tutti questi incidenti, il linguaggio, i tempi e la richiesta ricorrente di annullare le esibizioni di Shen Yun suggeriscono una campagna coordinata progettata per instillare paura, interrompere gli eventi e potenzialmente screditare i praticanti del Falun Gong attraverso tattiche di imitazione.

Nel complesso,da marzo 2024, questi incidenti portano a 254 il numero totale di minacce di morte anonime per intimidire i praticanti del Falun Gong e scoraggiare il sostegno al Falun Gong e a Shen Yun. Sebbene fino ad oggi non si siano verificati danni alle persone, la portata, la ripetizione e la natura transnazionale di queste minacce sottolineano una prolungata campagna di intimidazione. Tutti gli incidenti sono stati segnalati alle forze dell’ordine e restano sotto inchiesta.

Diffamazione diplomatica cinese

Questa ondata di minacce anonime ha coinciso con altri tentativi di diffamazione a livello diplomatico da parte dei rappresentanti cinesi. Il 13 marzo, l’ambasciata cinese in Messico ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui denuncia la Shen Yun Performing Arts e il Falun Gong, descrivendo gli spettacoli di aprile e maggio come uno “strumento politico” piuttosto che come un’espressione culturale.

Facendo eco alle narrazioni di lunga data del PCC, la dichiarazione dell’ambasciata etichettava il Falun Gong come “setta distruttiva” e ha accusato la compagnia di diffondere “propaganda anti-cinese” e “distorcere la cultura tradizionale cinese”. L’intervento ufficiale ha esplicitamente esortato il pubblico messicano a evitare gli spettacoli per “impedire di essere tratto in inganno”, una mossa che caratterizza il modello più ampio e ben documentato del PCC di utilizzare i canali diplomatici per sabotare la stagione mondiale itinerante di Shen Yun e stigmatizzare il gruppo spirituale.

Questa azione fa seguito a una serie di dichiarazioni simili rilasciate all’inizio del 2026 dalle missioni cinesi a Sydney, Londra, Melbourne e in Danimarca, indicando ulteriormente una campagna diplomatica sostenuta e coordinata per screditare Shen Yun a livello internazionale, operando parallelamente  minacce anonime e tentativi di disinformazione.

Gli incidenti documentati a marzo 2026 dimostrano una preoccupante convergenza di tattiche che vanno dalle molestie fisiche, alle minacce anonime ai messaggi ufficiali di Stato, che prendono di mira i praticanti del Falun Gong e Shen Yun a livello globale. La natura coordinata, la ripetizione del linguaggio e la portata transnazionale delle minacce suggeriscono uno sforzo organizzato per intimidire, mettere a tacere e interrompere le attività pacifiche associate a questa comunità.

Per maggiori informazioni o assistenza, contattateci a contact@faluninfo.net.

Articolo inglese originale: March 2026 Transnational Repression Update

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