Gli episodi di repressione transnazionale contro i praticanti di Falun Gong e la Shen Yun Performing Arts sono continuati per tutto il mese di maggio 2026, con almeno 16 casi documentati, avvenuti negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone. Lo schema si è manifestato a maggio attraverso una escalation dei casi di impersonazione: i mittenti hanno finto di essere organizzazioni legate al Falun Gong, capi di governo e persino personale del Falun Dafa Information Center (FDIC) per riciclare minacce e diffondere false narrazioni.

Intimidazione fisica

A maggio, sono stati documentati due episodi di aggressioni personali.

Il 3 maggio a Santa Monica, California, una praticante del Falun Gong è stata molestata e fotografata in prossimità di una attività di informazione sul molo di Santa Monica, mentre distribuiva materiali sulla persecuzione del Falun Gong in Cina e assistendo persone che desideravano rinunciare ai loro legami con organizzazioni del Partito Comunista Cinese. Un uomo non identificato di circa 50 anni l’ha fotografata per diverso tempo e ha continuato a seguirla lungo il molo. Quando lei l’ha affrontato e gli ha chiesto di cancellare le fotografie, lui ha risposto in modo non chiaro prima di andarsene. La stessa praticante aveva vissuto un episodio simile nello stesso luogo il 15 febbraio, quando era stata fotografata da un altro uomo di apparente origine cinese.

Il 9 maggio a Manhattan, New York, una persona ha interrotto una celebrazione pubblica della Giornata Mondiale della Falun Dafa a Union Square, lanciandosi contro il palco e danneggiando i fiori di loto e altri materiali decorativi, prima di essere immobilizzato dai partecipanti e arrestato dagli agenti intervenuti. I testimoni hanno descritto l’attacco come un atto deliberatamente rivolto verso l’evento del Falun Gong piuttosto che un atto casuale. Un osservatore lo ha definito un attacco contro la fede religiosa motivato dall’odio.

Molestie e impersonazione online

Una caratteristica distintiva degli episodi avvenute nel mese di maggio è stata l’uso sistematico del impersonazione – di organizzazioni legate al Falun Gong, di funzionari pubblici o persone del Falun Gong – per nascondere l’origine dei messaggi minacciosi o diffamatori.

  • Impersonazione di organizzazioni del Falun Gong contro luoghi stranieri. Tra il 7 e il 9 maggio, un individuo non identificato ha inviato almeno quattro messaggi di minaccia  bomba tramite il modulo dello Shinjuku Cultural Center, una sede municipale di Tokyo, in Giappone. I mittenti erano falsi indirizzi email di Dragon Springs, il campus di New York dove si trovano le strutture di formazione di di Shen Yun. Un messaggio, firmato a nome del Primo Ministro australiano Anthony Albanese, affermava che erano stati posizionati esplosivi al Santuario Yasukuni e chiedeva dieci milioni di dollari statunitensi. Un’altro messaggio del 9 maggio, il cui mittente si spacciava per lo scrittore sino-canadese Sheng Xue (盛雪), minacciava detonazioni al Palazzo Imperiale di Tokyo, a Ginza e all’aeroporto di Haneda a meno che non fossero stati pagati 100 milioni di Yen.
  • Impersonazioni di The Epoch Times. Il 12 e il 13 maggio sono stati inviati tre messaggi quasi identici da un indirizzo Proton Mail (epochtimes425@proton.me), fingendo di provenire da The Epoch Times. I messaggi prendevano di mira la Fei Tian Academy of the Arts, Dragon Springs e l’Associazione Falun Dafa del Canada. Ognuno dei messaggi avvertiva falsamente che il PCC aveva “colluso con infiltrati” all’interno dell’istituzione e che erano stati piazzati esplosivi (o, nel caso canadese, che “un’operazione di avvelenamento era imminente”), esortando il destinatario ad “avvertire immediatamente all’FBI e altre agenzie di polizia”. I messaggi cercavano di sfruttare la credibilità di un media legato al Falun Gong per innescare risposte delle forze dell’ordine basate su segnalazioni inventate.
  • Narrazioni sotto falsa bandiera. Diversi messaggi inviati tramite il modulo del Falun Dafa Information Center non minacciavano direttamente atti violenti, ma annunciavano che presto sarebbero stati commessi crimini violenti da individui che si spacciavano per praticanti del Falun Gong. Il 1° maggio, un messaggio che impersonava NTD Television (mittente ntdtv@gmail.com, IP 154.81.15.198) affermava che “la gloria dell’11 settembre sarà rivitalizzata” e che attacchi “compiuti da individui che si spacciavano per praticanti del Falun Gong” avrebbero preso di mira la Casa Bianca, Mar-a-Lago, la Trump Tower e il Pentagono. Il 15 maggio, un messaggio firmato a nome del presidente taiwanese Lai Ching-te (IP 165.154.112.56) indicava che persone “vestite in abiti della Falun Dafa” sarebbero entrate nelle case “nel cuore della notte per commettere omicidi e rapine e avrebbero lasciato i vestiti sulla scena”. L’impostazione di entrambi i messaggi è preventiva e accusatoria, volta ad attribuire qualsiasi atto di violenza futuro ai praticanti del Falun Gong.
  • Impersonazione del personale del FDIC. Il 15 maggio, un mittente sconosciuto ha inviato un messaggio di minaccia bomba tramite il modulo di contatto della National Association of Free & Charitable Clinics, un’ONG con sede in Virginia non collegata al Falun Gong. L’invio utilizzava il nome del direttore esecutivo della FDIC Levi Browde e l’indirizzo falsificato contact@faluninfo.net, sostenendo che fossero stati piazzati esplosivi di nitrato di ammonio con un detonatore remoto e chiedendo dieci milioni di dollari entro otto ore. L’incidente rappresenta una manifestazione evidente dello schema della “falsa bandiera”: attribuire al Falun Gong una minaccia di attentato dinamitardo contro un’istituzione americana che non ha nulla a che vedere con la questione.

Minacce di bomba e di morte

A maggio altre minacce di violenza hanno preso di mira alcuni artisti di Shen Yun e le loro famiglie, il campus di Dragon Springs e un portavoce del Falun Dafa Information Center.

  • La sera del 7 maggio, due messaggi sono stati inviati in rapida successione a info@dragonsprings.org dall’indirizzo ntdtv425@outlook.com. Il primo minacciava che le artiste di Shen Yun e le loro figlie sarebbero state rapite e sottoposte ad aggressioni sessuali. Un secondo messaggio, inviato quattro minuti dopo, minacciava che figli dello staff di Shen Yun sarebbero stati trovati “con la gola tagliata, gli arti mozzati e gli organi prelevati nelle affollate strade del centro città”.
  • L’8 maggio, una minaccia bomba è stata inviata al Centro Culturale di Shinjuku impersonando il Primo Ministro canadese Mark Carney, utilizzando un’email contraffatta che si spacciava per la Canadian Opera Company. Il messaggio affermava che bombe telecomandate erano state piazzate al Four Seasons Center di Toronto e chiedeva la cancellazione delle rappresentazioni di Shen Yun entro il pomeriggio successivo.
  • Il 12 maggio, un messaggio al FDIC firmato a nome di Donald Trump (IP 165.154.110.87) avvertiva che “C4, esplosivi e trappole esplosive” erano stati piazzati lungo il percorso della parata del 13 maggio per la Giornata Mondiale della Falun Dafa a New York.
  • Il 17 maggio, un messaggio firmato a nome di Chiang Kai-shek (IP 45.124.27.150) minacciava di morte  Zhang Erping, portavoce di lunga data della FDIC, e la sua famiglia: “Tutta la famiglia sta per essere riunita davanti al Re dell’Inferno. Non ci vorrà molto”.
  • Il 19 maggio, due minacce hanno preso di mira Dragon Springs in un solo giorno. Il primo, inviato a nome di “Li Yun” con un indirizzo falso contact@faluninfo.net (IP 165.154.112.34), avvertiva che “un gran numero di mine a pressione sono state piazzate nelle montagne intorno al Tempio di Longquan”. Poche ore dopo, un secondo messaggio, firmato a nome di Donald Trump (IP 154.81.15.111), affermava che degli esplosivi erano stati piazzati vicino alla libreria e al dormitorio degli artisti di Dragon Springs e chiedeva un riscatto di venti milioni di dollari entro le ore 15:00 di quel giorno.

 Da marzo 2024, tutti insieme, questi episodi portano il numero totale di minacce di morte anonime per intimidire i praticanti del Falun Gong e scoraggiare il sostegno al Falun Gong e Shen Yun ad un totale di 282 casi, secondo Falun Dafa Information Center, aggiornato al 16 maggio. Sebbene finora non siano stati riportati danni fisici, la portata, la ripetizione e la natura transnazionale di queste minacce sottolineano una campagna costante di intimidazioni. Tutti gli episodi sono stati segnalati alle autorità di polizia e restano sotto indagine.

Contesto e modello continuo

Le caratteristiche ricorrenti degli incidenti di maggio, il riutilizzo di determinati intervalli IP (154.81.x.x, 165.154.x.x), la formulazione linguistica tipica della lingua cinese e l’uso deliberato di nomi di alto profilo come Donald Trump, Mark Carney, Anthony Albanese, Lai Ching-te, Chiang Kai-shek e Sheng Xue come mittenti inventati, indicano una campagna organizzata piuttosto che attori isolati.

Le tattiche di impersonazione osservate a maggio hanno anche esteso la campagna oltre l’intimidazione diretta: falsificando gli indirizzi di Dragon Springs, The Epoch Times, NTD e dello stesso Falun Dafa Information Center, i mittenti cercano di associare il Falun Gong a minacce  bomba e crimini violenti agli occhi di contesti stranieri, delle forze dell’ordine statunitensi e del pubblico. Questo schema opera in parallelo con la diffamazione a livello diplomatico da parte dei rappresentanti dello stato cinese documentata nei mesi precedenti.

Per maggiori informazioni o assistenza, vi preghiamo di contattarci all’indirizzo contact@faluninfo.net.

Articolo inglese originale: May 2026 Transnational Repression Update

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