Tragicamente, alcuni parenti hanno preso parte direttamente alla persecuzione dei loro cari. Questo è avvenuto a causa della pressione e della coercizione a cui sono stati sottoposti da parte del Partito Comunista Cinese. Un gran numero di praticanti del Falun Gong ha dovuto abbandonare le proprie case, le quali sono state saccheggiate dalla polizia. Alcuni sono finiti a vivere per strada per evitare alle loro famiglie le intimidazioni e le brutalità della polizia.
Quando decine di milioni di cinesi che praticavano il Falun Gong iniziarono a essere presi di mira nel 1999, anche i loro parenti ne furono subito coinvolti. Il numero di persone direttamente colpite dalla campagna di persecuzione raggiunse le centinaia di milioni.
I parenti si trovarono di fronte a una dolorosa scelta: sostenere i propri cari con grande rischio personale o seguire il Partito, distruggendo così la propria famiglia e tradendo i propri familiari. Non vi era una via di mezzo.
Il Partito aveva tre ragioni principali per prendere di mira i familiari dei praticanti del Falun Gong.
La persecuzione dei parenti ha assunto molte forme:
Altri casi includono…
Ian Johnson, vincitore del premio pulitzer per una serie di articoli sul Falun Gong, descrive come Zhang Xueling sia stata imprigionata dopo aver cercato di ottenere giustizia per sua madre (articolo), picchiata a morte dalla polizia cinese. (articolo)
La storia del fratello della signora Li Weixun ricorda i soccorritori degli ebrei durante l’Olocausto (storia).
Il numero di famiglie distrutte che questa persecuzione continua a creare è sconcertante. Quasi ogni praticante cinese del Falun Gong che possa parlare liberamente, al fuori dalla Cina, ha una storia simile. Come minimo, i praticanti all’estero non possono tornare in Cina, non sarebbero al sicuro. La maggior parte di loro è stata lontana dai propri parenti per molti anni. Non hanno potuto partecipare al matrimonio dei figli e, spesso, essere presenti alla morte dei genitori anziani, perché costretti a rimanere in esilio.
La propaganda del PCC ha etichettato il Falun Gong come “organizzazione pericolosa”. Per paura di ripercussioni o per ingenuità, i familiari hanno partecipato alla persecuzione dei loro parenti che praticano il Falun Gong.
Di seguito diversi esempi:
Oltre alle forme più brutali di violenza, come la tortura e il prelievo di organi, una forma silenziosa e sistematica di violenza perpetrata contro il Falun Gong è il forzare i praticanti in una situazione di povertà, e obbligarli a spostarsi di luogo in luogo per evitare l’arresto.
Il numero di praticanti del Falun Gong costretti a rimanere senza casa e a vivere come fuggitivi nel proprio Paese è attualmente sconosciuto. Centinaia di testimonianze indicano che decine di migliaia di praticanti sono scomparsi in Cina. Le ragioni di questo fenomeno sono molteplici.
In primo luogo, i praticanti del Falun Gong sono stati espulsi dalle scuole e licenziati dai posti di lavoro, vedendosi poi negata la possibilità di essere riassunti a causa della loro resistenza alla persecuzione (per maggiori informazioni sulla persecuzione al lavoro e a scuola). Questa situazione persiste dal 1999. Senza mezzi finanziari, coloro che non possono più contare sul sostegno di familiari e amici sono destinati a diventare dei senzatetto.
In secondo luogo, i praticanti sono stati costretti alla bancarotta a causa di rapine ed estorsioni. La polizia, l’Ufficio 610 e i funzionari locali saccheggiano le case dei praticanti dopo averli arrestati. In altri casi, la polizia ha costretto i familiari a pagare ingenti somme di denaro per il rilascio dei loro parenti o per risparmiare loro le sofferenze delle torture.
In terzo luogo, molti praticanti sono stati costretti a diventare dei fuggitivi senza fissa dimora, per evitare ulteriori persecuzioni. Dopo essere stati ripetutamente imprigionati e torturati, appare chiaro che gli arresti sono arbitrari e che possono avvenire ogni volta che i funzionari locali ricevono nuovi ordini, o quando si avvicina una data considerata sensibile. Per questi motivi molti praticanti hanno scelto di lasciare le loro case e di vagare da un luogo all’altro per sfuggire alla persecuzione.
Oltre all’Ufficio 610 e alle forze di polizia locali, il Partito Comunista Cinese si avvale anche di un sistema di comitati di quartiere. Proprio come il sistema impiegato nella Germania dell’Est, questa versione della vigilanza di quartiere utilizza pensionati che passano le giornate a spiare e denunciare i vicini: si viene denunciati non per furti, ma per l’affissione di manifesti, la distribuzione di volantini o la meditazione. Con un sistema del genere, i praticanti del Falun Gong non si sentono al sicuro in nessun luogo per un periodo prolungato, e sono costretti a vagare da un posto all’altro.
Un altro punto è che alcuni praticanti hanno lasciato le loro case per alleviare le sofferenze dei loro familiari dalle pressioni della polizia. Le molestie non finiscono quando i praticanti del Falun Gong sono rilasciati. Una volta tornati a casa dal carcere infatti devono affrontare visite frequenti, a volte quotidiane, dei funzionari locali e della polizia. L’obiettivo è cercare di scoprire dove si trovano gli altri praticanti del Falun Gong e di assicurarsi che il praticante appena rilasciato mantenga “opinioni corrette”. Queste visite non sono sempre cordiali.
Neanche i figli dei praticanti del Falun Gong sono stati risparmiati. Con entrambi i genitori imprigionati, in fuga dalla persecuzione o uccisi, anche bambini di tre anni, hanno dovuto cavarsela da soli. Mentre alcuni sono andati a vivere con parenti o praticanti che conoscevano i loro genitori, altri sono diventati dei senzatetto.
Alcuni praticanti del Falun Gong sono riusciti a fuggire nel Sud-est asiatico o in altri Paesi, e a trovare asilo grazie alle nazioni ospitanti. Un numero molto maggiore, tuttavia, è stato costretto—come dicono in Cina—ad andare in esilio nel proprio Paese per sfuggire alla persecuzione.
I cittadini cinesi possono essere obbligati a presentare i loro documenti alla polizia in qualsiasi momento, non solo quando devono affittare un appartamento o essere assunti. Temendo di essere riconosciuti come praticanti del Falun Gong, i praticanti non possono crearsi una nuova vita, né sentirsi al sicuro in nessun luogo in Cina.
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