Il signor Liu Wansheng, praticante del Falun Gong della città di Jinzhou, nella provincia di Liaoning, è deceduto il 29 aprile 2026, appena otto giorni dopo essere stato rilasciato da una pena detentiva di sei anni, inflittagli a causa della sua fede. (Minghui.org)
Il signor Liu Wansheng, un praticante del Falun Gong di 71 anni della città di Jinzhou, nella provincia di Liaoning, è deceduto il 29 aprile 2026, solo otto giorni dopo essere stato rilasciato da una pena detentiva di sei anni, inflittagli a causa della sua fede. Il suo caso è stato riportato da Minghui.org sulla base dei racconti della famiglia. I parenti hanno riferito che il signor Liu è rimasto per lo più incosciente durante gli otto giorni successivi al suo rilascio dalla prigione di Jinzhou, il 22 aprile, ed è deceduto poco prima di mezzanotte, nella sua casa nel distretto di Linghe, a Jinzhou.
I familiari hanno riferito che il signor Liu non era in grado di parlare né di muoversi durante quegli ultimi giorni, sebbene a volte sembrasse, a tratti, consapevole delle voci che lo circondavano. Secondo quanto riferito, su entrambi i polsi e sulle caviglie erano visibili ferite non ancora rimarginate, con una, in particolare, sopra il polso destro, descritta come aperta e grave.
Una famiglia trasformata e presa di mira
La morte del signor Liu è avvenuta meno di due anni dopo la scomparsa di sua moglie, la signora Zhou Hua, anch’essa praticante del Falun Gong. La signora Zhou era stata ripetutamente detenuta e, una volta, condannata ai lavori forzati, a causa della sua fede. Dopo l’ultimo arresto del signor Liu, nel 2020, i parenti hanno riferito che la signora Zhou aveva subito un’enorme pressione psicologica ed economica, in particolare dopo che le autorità avevano sospeso il pagamento della pensione del signor Liu.
La famiglia aveva goduto di buona salute e sicurezza finanziaria dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, a metà degli anni ’90. Secondo quanto riferito, la signora Zhou si era ripresa da una grave malattia allo stomaco e dai sintomi del cancro in quella parte del corpo, dopo aver iniziato la pratica, nel 1995. Anche la seria aritmia cardiaca del signor Liu era scomparsa dopo che aveva iniziato a praticare, nel 1996.
Il loro figlio, sebbene non fosse un praticante, in seguito all’arresto del padre, nel 2020, aveva scritto appelli a pubblici ministeri e giudici, descrivendo i cambiamenti radicali a cui aveva assistito nella salute e nel carattere dei suoi genitori. Aveva dichiarato che suo padre, dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, era diventato onesto, compassionevole e restio ad approfittare degli altri.
Arresto e condanna a sei anni
Il signor Liu era stato arrestato il 23 aprile 2020, nei pressi della stazione degli autobus a lunga percorrenza di Jinzhou, dopo aver parlato del Falun Gong con dei passanti e aver discusso del controverso incidente dell’auto immolazione di Tiananmen, un evento che i praticanti e gli osservatori indipendenti sostengono da tempo essere stato una messa in scena propagandistica, utilizzata per giustificare la persecuzione del Falun Gong.
Secondo quanto riportato, la polizia della stazione di polizia di Jintie aveva successivamente perquisito la sua abitazione in affitto, senza presentare documenti legali o identificativi. Gli agenti avevano confiscato alcuni effetti personali, tra cui un lettore audio, dell’incenso e un piccolo brucia incenso, che le autorità avevano poi inserito nell’elenco delle prove del caso.
Era stato, quindi, rinchiuso nel centro di detenzione di Jinzhou e, pochi giorni dopo, i pubblici ministeri avevano formalmente approvato il suo arresto. Nel settembre 2020, il Tribunale della città di Linghai aveva tenuto un’udienza virtuale prima di condannare il signor Liu a sei anni di reclusione e a una multa di 10.000 yuan. Il suo ricorso era stato respinto dal Tribunale intermedio di Jinzhou. L’uomo era stato trasferito alla prigione di Panjin, nel marzo 2021, e successivamente mandato alla prigione di Jinzhou, dove era rimasto fino a poco prima della sua morte.
Precedenti detenzioni e accuse di tortura
Il signor Liu era stato arrestato più volte durante la campagna del Partito Comunista Cinese (PCC) contro i praticanti del Falun Gong. Era stato detenuto due volte per 15 giorni, nel 1999, e nuovamente nel 2010.
Nel 2001, era stato sottoposto a un metodo di tortura noto come “portare una spada sulla schiena”, in cui un braccio viene forzato verso l’alto dietro la spalla mentre l’altro viene tirato verso l’alto da dietro la vita, prima che le mani vengano ammanettate insieme. Secondo quanto riportato, in seguito era stato picchiato ripetutamente dai detenuti, durante i 43 giorni di detenzione.
Nel 2004, le autorità avevano condannato il signor Liu a tre anni di lavori forzati. Durante quel periodo, sarebbe stato sottoposto a incatenamento prolungato, privazione del sonno, costrizione a stare seduto su un piccolo sgabello per lunghe ore, aggressioni fisiche e alimentazione forzata dopo aver iniziato uno sciopero della fame. Secondo una testimonianza, le guardie avrebbero ordinato ai detenuti di legargli le gambe nella posizione del loto completo per ore, mentre gli venivano fatte ascoltare registrazioni audio diffamatorie attraverso delle cuffie fissate sotto un elmetto d’acciaio. I detenuti avrebbero colpito l’elmetto e gli avrebbero inflitto pugni alle gambe durante l’abuso.
Preoccupazioni riguardo al carcere di Jinzhou
Il Falun Dafa Information Center e altre istituzioni hanno ripetutamente espresso preoccupazione per le condizioni all’interno del carcere di Jinzhou.
Il Centro ha riferito, nel 2025, che un altro praticante del Falun Gong, il signor Zhao Jiyuan, è morto mentre scontava una pena di sette anni e mezzo in quella struttura. Secondo quanto riportato, il signor Zhao ha subito un grave deterioramento della salute dopo anni di abusi, tra cui attacchi di cuore e segni di alimentazione forzata. I familiari avrebbero osservato segni di catene e altre lesioni sul suo corpo prima della cremazione.
Il Centro ha anche reso pubblico il caso del signor Ren Haifei, la cui moglie, Sunny Wang, ha condotto una campagna pubblica negli Stati Uniti per il suo rilascio. Il signor Ren è stato condannato a 10 anni di carcere nel 2021 e avrebbe subito un collasso cardiaco e renale a seguito di percosse subite durante la custodia cautelare prima di essere trasferito alla prigione di Jinzhou. Il suo caso è stato successivamente citato nei Rapporti sui diritti umani del 2021 del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti come esempio di detenzione arbitraria che coinvolge praticanti del Falun Gong.
Minghui.org ha inoltre segnalato altri decessi di praticanti presumibilmente collegati agli abusi subiti nel carcere di Jinzhou, tra cui quelli di Zhang Litian, Cui Zhilin e Xin Minduo.
Custodia letale in Cina
La morte del signor Liu è l’ultimo caso segnalato che mette in luce le conseguenze letali della persecuzione dei praticanti del Falun Gong da parte del PCC — conseguenze documentate da organizzazioni per i diritti umani e da enti governativi.
A maggio 2026, Minghui.org ha verificato 5.350 decessi di praticanti del Falun Gong attribuibili alla persecuzione in corso in Cina, con almeno 124 casi registrati nel 2025. Il fenomeno dei praticanti morti poco dopo il rilascio dalla detenzione – spesso con lesioni inspiegabili e in condizioni di salute gravemente deteriorate – è stato ampiamente citato come prova dei maltrattamenti all’interno delle strutture di detenzione cinesi.
Articolo originale: https://faluninfo.net/elderly-falun-gong-practitioner-dies-eight-days-after-release-from-jinzhou-prison-following-years-of-persecution/
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